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Svolta in carcere, celle aperte dalle 8 alle 16

Radicali in visita al Castello: «Situazione buona, pur con una stanza da 9 e la doccia unica per tutti»

Blitz dei Radicali, ieri pomeriggio, nel carcere di Pordenone. Gli esponenti del movimento guidato da Marco Pannella stanno facendo il giro degli istituti di pena della regione. Nella Destra Tagliamento, come sottolineato da Stefano Santarossa, le principali criticità sono a livello strutturale, un problema di fatto insuperabile, visto che il carcere è ospitato nel castello, costruito nel XIII secolo.

Secondo i radicali, la misura necessaria a livello nazionale è l’amnistia, per far uscire di prigione chi è ancora innocente, perché in attesa di sentenza definitiva. «La detenzione preventiva in Italia non è un’eccezione, ma è diventata la regola» ha dichiarato Santarossa. Il carcere di Pordenone non si allontana dalla media nazionale e, su un totale di 73 detenuti, ne ospita 53 in attesa di giudizio definitivo. «A Pordenone i problemi ci sono – hanno evidenziato i radicali –, ad esempio c’è una cella con nove letti. In casi come questo lo spazio non è adeguato, perché dovrebbe essere di 9 metri quadrati a persona. Inoltre c’è una doccia unica per tutti».

Nel complesso, comunque, la situazione del carcere cittadino è buona, e lo dimostrano anche dati come l’assenza di suicidi negli ultimi due anni. Per quanto riguarda il personale, invece, ci sono 50 agenti di polizia penitenziaria, cinque addetti ai trasporti dei detenuti, e due educatori. «In una struttura piccola come quella di Pordenone – hanno sottolineato i radicali – detenuti e agenti si conoscono, e si crea un rapporto quasi familiare. Bisogna anche sottolineare il lavoro dei volontari, che stanno facendo miracoli».

Le tensioni sono allentate anche grazie al programma nazionale di “regime aperto” iniziato a Pordenone per la prima metà dei detenuti a marzo, e per l’altra metà la settimana scorsa. «Le porte delle celle – ha spiegato il direttore del carcere, Alberto Quagliotto – rimangono aperte dalle 8 alle 16, così i detenuti sono liberi di circolare nei corridoi, incontrarsi, andare in biblioteca o in cortile a passeggiare». Inoltre, nel castello è iniziato l’ampliamento dell’infermeria. Un lavoro che vede i detenuti in primo piano nella realizzazione di quest’opera. «Gli interventi di muratura li

stanno facendo loro – ha concluso Quagliotto – mentre gli impianti sono affidati a ditte specializzate. Tra le novità più importanti avremo il gabinetto dentistico, così non dovremo più tradurre i detenuti a Cordenons ogni volta per le cure».

Daniele Boltin

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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