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“Satyricon 2.0”, l’avventura al tempo della precarietà

Lo scrittore Gianmario Villalta rilegge il capolavoro di Petronio con un grande senso di realtà. «I miei non sono i fannulloni di Fellini, bensí giovanotti capaci, ma senza futuro»

UDINE. Gli sono passati sopra duemila anni, al Satyricon di Petronio Arbitro. E si è giusto un po’ sgualcito. Fibra forte. Ci giungono frammenti, il tempo - va be’ - scolora e smarrisce, eppure restano integri certi fulcri narrativi, che poi il romanzo moderno si pigliò allegramente.

C’è dell’avventura, del sesso, della satira, del volgare linguaggio, più o meno miscugli conosciuti agli uomini con lo smartphone in tasca. Lui, il Petronio, li usò prima. Tutto qui. Per dire che ben poco s’inventa. Ripassare le lezioni antiche, però, offre l’opportunità di «reinventarsi scenari alternativi», ragiona Gian Mario Villalta, poeta, scrittore e gran manovratore di pordenonelegge. Aggiunge: «Fossilizzandoci sul reale difficilmente riusciamo a individuare un futuro migliore. Forse soltanto innestando la modalità discesa nel passato si può risalire tentando di cambiare il corso della storia».

Noi non azzardiamo abbinamenti così, tanto per sprecare ditate sulla tastiera. Villalta e Petronio, in realtà, condividono un progetto. Lo stesso. Satyricon, appunto. Gian Mario ci ha aggiunto, giustamente, un più contemporaneo 2.0 con la benedizione della Mondadori che il libro lo ha edito e senza pensarci troppo su, a quanto pare. Gli umori e le sferzate originali il nostro compositore le ha rispettate, divertendosi ad andar di fioretto, licenze lecite e perlopiù di fino. Sporadico il bello scrivere negli anni della quantità, mette di buon umore scorrere prosa curata, invitante, elegante senza esibizionismi.

Giungendo al sodo. Satyricon 2.0 ha rimesso in circolo certi pensieri giocosi del cortigiano di Massilia, passati con lo spic&span per renderli lucidi e attuali. S’ode in lontananaza la presenza dei vari Encolpio, Gitone, Eumolpo, ma proprio tendendo le orecchie. Non è necessario, comunque.

La realtà è un prof di lettere e dei giovani ricercatori universitari. Adesso la scena è tutta loro. Il Nord-Est si fa sentire come terra. Ognuno pesca dove sa che il fondale è generoso. «Il sistema è utile a denunciare soprattutto lo spaesamento di certe menti italiane costrette a campare in un Paese ostile. Dottorati, master, è uno studiare perenne per sentirsi vivi in una società che il lavoro te lo fa sudare», spiega l’autore. «Siamo dentro la dimensione del fare», aggiunge. Il senso della pochade è questo.

Penetrare i perversi meccanismi italioti. Poi, attorno, il giro è ampio, il narrare allegro e pungente nel rispetto del capostipite. «A scuola, certo, lo si studia il Satyricon», precisa il Gian Mario insegnante. «Talvolta con qualche pudore, alcuni passi sono accesi e si prosegue con cautela».

Villalta Satyricon? Per accostarci al Fellini Satyricon, pare evidente. Ci potrebbe stare? Federico il grande ebbe la medesima intuizione, poi lui giocò nel mondo suo con ampie possibilità di manipolazione. «Un film ancora in memoria - racconta - proposto spesso ai miei studenti. Dissento dall’interpretazione visionaria, da par suo d’altronde. Fannulloni che si godono l’esistenza, dei vitelloni, in buona sostanza. Non li vedrei così, ma - per carità - il maestro...». Franco e Ciccio, tra l’altro, furono protagonisti di una parodia - Saticorosissimo - firmata da Mariano Laurenti, che seguì ovviamente quella felliniana.

Inseguendo l’origine del big bang. «Un viaggio che riesca ad attraversare con piglio e sostanza il paradossale di un oggi magmatico, quasi senza speranza. I trentenni cenano a fatica, alle volte. Magari - si diceva - ricoperti di preziose carte, attestati, riconoscimenti e medaglie, eppure costretti a inseguire certezze con l’affanno. Lo ammetto: mi sono divertito parecchio nell’allestire questo grottesco teatro. Cercando nel contempo una cura maniacale nella costruzione della forma». Una corsa che non ti consente soste in autogrill, fili via dritto come un petardo inciampando nelle scorribande della banda, una

sorta di nerd post adolescenti. E nonostante GMV ci metta tutta l’energia fantastica possibile, affondando gli occhi nelle 240 pagine, t’immergi in un film che stai vedendo tutti i giorni. Satyricon 2.0 comparirà oggi sugli scaffali delle librerie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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