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Terrorista sul pignarûl, divampa la polemica

Pradamano: in un falò privato spunta il soldato Is al posto della “vecchia”. Ma il sindaco si dissocia: scelta che non ha nulla a che fare con la tradizione. Gli altri fuochi: Buoni auspici dalla foghera della Bassa/Foto - Cergneu: il "Risveglio del Pust"/Foto  - Magnano, i vandali bruciano il pignarul dell'Epifania Tarcento: il fuoco è andato a sud est - Foto  e Video

PRADAMANO. Un fantoccio di un terrorista dell’Isis, con tanto di mitra, al posto della “vecchia”. Quell’immagine forte di un manichino nero riportante i simboli dell’organizzazione terroristica islamista, avvolto dalle fiamme del pignarûl, ha diviso la comunità.

A partire dal sindaco Enrico Mossenta che stigmatizza il fatto e prende le distanze per «qualcosa che nulla ha a che fare con le nostre tradizioni, quelle epifaniche e friulane». E insieme a lui, anche gli altri rappresentanti politici non esitano a bollare la cosa come un’iniziativa totalmente dissociata dalla comunità che ha festeggiato l’epifania con i due pignarûi ufficiali, quello della parrocchia e quello della frazione di Lovaria.

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Il fantoccio del terrorista in fiamme. Ieri sera, alle porte di Udine, in un pignarûl privato nelle campagne di Pradamano, questa la tradizione è stata dunque rivisitata: sopra la catasta di legno è stato posizionato il fantoccio di un miliziano dell’Isis, incappucciato e completamente vestito di nero che imbraccia un mitra e riporta sul petto i simboli indicanti proprio il gruppo terroristico dell’Isis, Stato Islamico dell’Iraq e della Siria.

É ormai l’imbrunire, e verso le 18.30, secondo la tradizione, viene appiccato il fuoco alle basi della catasta che ha quindi iniziato a bruciare. Il fuoco arriva dunque fino in cima e anche il manichino viene avvolto dalle fiamme, sotto gli occhi di circa un centinaio di persone accorse, ma probabilmente ignare della particolarità che quest’anno riservava il pignarûl.

Il gruppo di amici che ogni anno lo organizza, si ispira sempre a fatti di attualità e lo fa sempre con uno spirito goliardico. E così su quella catasta, negli anni passati c’è finito anche un fantoccio raffigurante la cancelliera tedesca Angela Merkel e ancora prima, sempre per rimanere in ambito politico, l’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo travolto dallo scandalo trans nel 2009.

L'Epifania 2016 in un minuto Dalle messe per lo Spadone a Cividale e del Tallero a Gemona al tradizionale ppuntamento con il Pignarul di Tarcento, ecco l'Epifania 2016 in Friuli raccontata in un minuto (Video Turco / Petrussi)

Quest’anno, a dettare la decisione di chi mettere in cima alla catasta sono stati i fatti tragici legati agli attenti e stragi perpetrati dalle milizie dell’Isis che hanno colpito sia il Medio oriente, sia l’occidente. Fatti che hanno segnato un solco indelebile e che gli organizzatori del pignarûl hanno voluto riproporre proprio con l’intenzione di stigmatizzare e mettersi alle spalle quei terribili episodi.

Ma probabilmente questa volta la cosa deve essere sfuggita di mano nelle valutare la scelta del tema, tanto da provocare una reazione forte nella comunità di Pradamano.

La presa di distanza del sindaco. Completamente ignaro dell’accaduto, così come gran parte della comunità, il sindaco di Pradamano, Enrico Mossenta non ha esitato nel prendere immediatamente le distanze da tale iniziativa. Insieme al vicesindaco Andrea Zorzini al capogruppo di maggioranza Massimo Scomparin e ai due capigruppo di minoranza in Consiglio comunale, Leonardo Piccoli (Libertà in Comune) e Ireneo Bertossi (Impegno civico), Mossenta ha partecipato tra il 5 e il 6 ai due pignarûi ufficiali, quello della frazione di Lovaria (che si è tenuto martedì pomeriggio ed è stato caratterizzato dalla lucciolata di solidarietà per raccogliere fondi per la “Casa via di Natale Franco Gallini” del Centro di riferimento oncologico di Aviano) e quello organizzato dalla parrocchia di Santa Cecilia, dietro alla chiesa stessa.

E infine a un terzo pignarûl realizzato da un privato cittadino. Ma non a quello di ieri pomeriggio che ha visto prendere fuoco il terrorista dell’Isis.

A quell’ora, parte dell’amministrazione comunale, tra cui assessori e consiglieri comunali, si trovava nella chiesa di Santa Cecilia per assistere al concerto di inizio anno. «Non ero a conoscenza di questa iniziativa che certamente non trova né la mia condivisione personale, né tantomeno quella dell’amministrazione comunale» ha detto sorpreso il primo cittadino.

Ma ad allinearsi con lui, all’uscita dalla chiesa, sono stati anche il vicesindaco Zorzini e i capigruppo Piccoli e Bertossi, che colpiti dalla notizia hanno dichiarato congiuntamente la totale estraneità: «Siamo sconcertati da un’iniziativa del genere seppur pensata a scopo ludico – hanno detto all’unisono – e ci dissociamo nella maniera più assoluta dagli autori. Si tratta di un gesto che non corrisponde alle tradizioni epifaniche, né tantomeno a quelle della comunità di Pradamano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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