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Imprese in crisi causa banche: Regione “fredda” sugli aiuti

In Veneto Zaia promette un fondo speciale per le aziende con azioni congelate. Fvg pronto ad attivare i canali ordinari di sostegno, ma non misure speciali

UDINE. Il Friuli Venezia Giulia non “copia” il Veneto, almeno per il momento. Veneto Sviluppo, la finanziaria della Regione guidata da Luca Zaia, ha infatti deciso di creare un fondo speciale a sostegno delle imprese andate in crisi, o con il bilancio in rosso, a causa della svalutazione delle azioni di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

La strada da percorrere, secondo Giorgio Grosso, presidente di Veneto Sviluppo, è quella di «utilizzare i fondi di garanzia». Gli istituti di credito che intendono richiedere indietro i fidi, cioè, invece di basarsi sui titoli o sulla solidità patrimoniale, busseranno alla porta di Veneto Sviluppo per rifarsi, quantomeno, di una parte del debito. Zaia, negli ultimi giorni, ha parlato di un “tesoretto” da 200 milioni di euro, ma per Grosso, probabilmente, ne basteranno di meno: un budget compreso tra i 100 e i 150 milioni.

«Dobbiamo considerare l’effetto moltiplicatore – ha spiegato –: noi non calcoliamo il finanziamento in cifre, ma la probabilità di default e su quella percentuale copriamo l’insolvenza.

Come Veneto Sviluppo abbiamo moltiplicatori più elevati: in operazioni combinate con Confidi, dove garantiamo la metà della cifra, arriviamo fino a 40 volte. Credo che già con 100 milioni, al massimo 150, si potrebbe arrivare a una cifra pari a 2 miliardi di finanziamenti».

Il Friuli Venezia Giulia però, nonostante la precisione di Grosso per cui «la misura varrà per tutte le aziende, senza un distinguo tra chi è in difficoltà per Veneto Banca e chi lo è per altre ragioni», non pare orientato seguire quanto deciso a Venezia.

«La Regione possiede già gli strumenti per sostenere le imprese – fanno sapere da piazza Unità d’Italia – che incontrano ostacoli nella loro crescita. Il sostegno viene concesso dopo un’accurata analisi di ogni singolo caso, com’è normale, dato che le aziende presentano situazioni e profili differenziati sotto il punto di vista economico-finanziario e della competitività».

Senza dimenticare come sia stato «più volte e autorevolmente rilevato che la condizione dei privati risparmiatori che hanno sottoscritto obbligazioni subordinate è diversa da quella di chi ha invece investito in capitale di rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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