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La nuova bomba nucleare sarà stoccata ad Aviano

Sostituirà le vecchie B61 di cui si presume ne siano presenti 50 nella Base Usa Gli ordigni in grado di penetrare nel terreno. Saranno in dotazione agli F-35

AVIANO. La nuova bomba all’idrogeno B 61-12, destinata a sostituire secondo gli esperti le testate nucleari alle basi di Aviano e Ghedi, è stata provata qualche settimana fa in un deserto del Nevada. Lo afferma il settimanale L’Espresso che cita il New York Times che ha pubblicato un video sulla simulazione e l’allarme lanciato dagli esperti per questa nuova escalation.

Non si è trattato di un vero e proprio test nucleare perché dal 1992 gli Stati Uniti aderiscono alla moratoria sui test atomici. È stata, piuttosto, utilizzata, secondo la ricostruzione, una bomba senza carica nucleare perché l’obiettivo era quello di testare la sua capacità di intervento nel sottosuolo.

Una svolta nel campo degli ordigni nucleari: fino ad ora, infatti, non era richiesta la precisione agli ordigni di questo tipo perché armi di distruzione di massa, quindi costruite per sterminare intere popolazioni e territori come le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki alla fine della seconda guerra mondiale dimostrano.

Ma le guerre degli ultimi anni hanno cambiato prospettiva e il Pentagono è alla ricerca di ordigni in grado di distruggere bunker sotterranei, dove normalmente si trovano le strutture militari più importanti e strategiche.

La nuova bomba andrà a sostituire le vecchie B61 che, secondo gli esperti, in Italia sono stoccate all’aeroporto Pagliano e Gori di Aviano - una cinquantina - e alla base di Ghedi. Le nuove armi potranno andare anche in dotazione agli F35. «Dichiarazioni ufficiali non ce ne sono - ha spiegato all’Espresso Hans Kristensen, della Federation of american scientists di Washington, autorità in materia di armi nucleari Usa in Europa - ma il piano è di mandare le B61-12 negli stessi posti in cui oggi sono schierate le vecchie B61».

Attività alla base Usaf di Aviano Nel mirino degli attacchi terroristici c'è anche la base Usaf di Aviano, dove sono state rafforzate le misure di sicurezza (Video Staff Sgt. Jason Armstrong-Youtube)

Le caratteristiche del nuovo ordigno sono considerate di grande importanza dai militari. Strumenti piccoli e precisi, che, pur potenti, eviterebbero i danni collaterali che renderebbero l’utilizzo politicamente insostenibile. Ma bombe così precise da distruggere solamente le installazioni militari sotterranee cambierebbero la situazione nei conflitti su scala locale che caratterizzano il nuovo millennio.

La nuova bomba che sarà disponibile in quattro versioni: da 0,3 kilotoni, ovvero 50 volte meno potente dell’atomica che distrusse Hiroshima (che era di circa 15 kilotoni), da 1,5, 10 e infine da 50 kilotoni. «La combinazione di precisione e capacità di penetrazione nel terreno, unita alla possibilità di avere B61-12 di diversa potenza, offre capacità uniche» afferma ancora Kristensen nel rapporto tecnico che ha stilato sulle nuove bombe.

Evidenzia anche la flessibilità dei nuovi ordigni che possono essere compatibili con tutti i bombardieri e jet nucleari degli Stati Uniti e della Nato, dal B-2 all’F-35A, dall’F-16 ai Tornado PA-200.

Armi che sembrano lontane dall’essere solo un deterrente come è stato dal 1945, dopo le prime e esplosioni devastanti in Giappone, fino ad ora, ma costruite per essere utilizzate in combattimenti reali. Superando, quindi, un limite che ha garantito fino ad ora un equilibrio a livello mondiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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