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Banca di Vicenza: sì ai prestiti, ma acquistando azioni. Esposto di Iorio contro gli ex vertici

Nella denuncia rilevate molte pratiche “anomale”. Federconsumatori esulta: ora sequestro dei beni. In Procura a Udine sono già un centinaio le querele di correntisti friulani che si sentono truffati

UDINE. Non ne ha mai parlato apertamente. Neanche un cenno alle assemblee con i soci, quando avrebbe potuto scatenare il facile applauso e portare consenso al suo mulino. Però ha agito, in modo discreto e lontano dai riflettori. Il consigliere delegato e direttore generale della Banca Popolare di Vicenza Francesco Iorio ha inviato un esposto in Procura a Vicenza contro gli ex amministratori.

E lo ha fatto ancora nell’estate scorsa, presentando agli inquirenti che indagano un documento di 9 paginette sulle presunte anomalie riscontrate, dopo poche settimane dal momento in cui si era insediato, quando i “rumors” sul crac della più grande e importante Popolare del Nordest si erano fatti sempre più insistenti.

Iorio scrive, nella premessa dell’atto inviato in Procura: «Il presente esposto trae origine dall’emersione di svariate criticità riscontrate a seguito di indagini interne condotte da BpVi in concomitanza con l’attività ispettiva da parte della Banca centrale europea».

Nel documento il consigliere delegato affronta in particolare il ruolo dei fondi lussemburghesi Athena e Optimum, che dopo alcune operazioni, risultano detenuti al 100 per cento dalla banca vicentina.

Ma lo sguardo quasi “investigativo” di Iorio si è posato anche sulle operazioni sulle azioni. In particolare riguardo il riacquisto di quote: «al fine di garantire un adeguato flottante ed evitare il rischio di illiquidità dello strumento finanziario, BpVi ha istituito e movimentato nel corso del tempo un fondo riacquisto di azioni proprie, mentre i fondi hanno investito parte del patrimonio amministrato in azioni della banca».

Nel mirino anche gli scambi azionari con altre Popolari, in particolare con Veneto Banca e di altre “consorelle” sparse un po’ in tutta Italia. Nell’esposto viene ancora messo in evidenza il metodo di finanziamento dei clienti, a cui veniva praticamente imposto l’acquisto di azioni. Il famigerato sistema “baciata”, già messo in luce dalla Federconsumatori del Friuli Venezia Giulia, a cui parecchi ex clienti di BpVi si erano rivolti.

Iorio sottolinea l’esistenza di «operazioni baciate: a fronte della richiesta di un finanziamento di importo ingente, veniva erogata una somma superiore e la differenza era investita in titoli azioniari della banca. Come è noto sono diversi i correntisti friulani di BpVi che sono incappati in questo infernale meccanismo e adesso hanno debiti anche milionari con l’istituto.

Nella denuncia si parla infine di “favoritismi”. «Le condizioni di finanziamento erano più favorevoli di quelle di mercato per una parte selezionata della clientela». Insomma, nell’esposto di Iorio, c’è sicuramente “polpa” per i magistrati che stanno indagando.

Non si è fatto attendere il commento, positivo nei confronti dell’azione del nuovo direttore generale, delle associazioni dei consumatori. «Popolare Vicenza, esposto contro l’ex vertice. Finalmente - scrive in una nota la presidente di Federconsumatori Fvg Barbara Puschiasis -. Si confida che la magistratura provveda al sequestro dei beni dei soggetti coinvolti al fine di giungere, nel caso di condanna, anche alla soddisfazione dei diritti dei risparmiatori.

Le indagini devono estendersi anche agli organi di controllo e vigilanza esterni e interni alla banca nonché a coloro che negli anni hanno periziato il valore delle azioni. Federconsumatori va avanti con determinazione nella tutela di chi ha subito gravi danni patrimoniali».

Intanto la Procura di Udine rende noto che sono oltre cento le querele presentate finora da altrettanti correntisti friulani della Banca Popolare di Vicenza che ritengono di essere stati danneggiati nelle proposte di investimento.

Tutte le denunce che quotidianamente arrivano all’ufficio ricezione atti del palazzo di via Lovaria nel capoluogo friulano vengono affidate al sostituto procuratore Elisa Calligaris, che ha avviato una serie di indagini delegate alla Guardia di finanza della Polizia giudiziaria della Procura, in stretto contatto con i colleghi della Procura di Vicenza che ha il filone principale delle indagini.

L’ipotesi di reato su cui stanno lavorando gli inquirenti è quella della truffa: «Sono tre o quattro i meccanismi generalmente descritti dai correntisti che si sentono raggirati. Stiamo facendo alcune indagini per capire se vi siano responsabilità a livello locale o se la competenza sia di Vicenza», ha spiegato il procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo.

Infine

si scaldano i motori in vista dell’assemblea dei soci del 5 marzo, in cui saranno decisi i destini di Pop Vicenza. All’ordine del giorno la ricapitalizzazione da 1,75 miliardi di euro, la trasformazione in società per azioni e lo sbarco a piazza Affari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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