Quotidiani locali

Un friulano regala il dominio “petaloso” al baby inventore

Andrea Antoni è stato il primo a registrare il marchio sul web «Ho protetto l’idea dello scolaro, evitando mercificazioni»

PORDENONE. Registra per primo il dominio internet www.petaloso.it per “salvarlo” da chi lo voleva sfruttare commercialmente e così poterlo donare al piccolo Matteo Trovò, lo scolaro della provincia di Ferrara al centro dell’attenzione nazionale in questi giorni per aver inventato il nuovo aggettivo “petaloso”, studiato anche dall’Accademia della Crusca: la buona azione “digitale” è di Andrea Antoni in arte Style1, grafico, instagramer e autore di graffiti di Monfalcone molto conosciuto anche a Udine e Pordenone dove ha studiato e lavorato. Una delle sue opere multimediali (il Be Happy project) ha come tema centrale un fiore che ride. «Non appena la notizia ha fatto capolino sui social network - spiega - ho intuito che il giorno dopo sarebbe andata a nastro. Era l’una di notte e con 1 euro e 10 centesimi ho comprato il dominio, collegandolo al sito del Be Happy project vista l’attinenza floreale». Il sito il giorno dopo, mercoledì, ha avuto un boom di accessi rispetto alla media (oltre 500) da parte di persone incuriosite mentre la fama del nuovo aggettivo si faceva sempre più ampia. Da qui anche alcune critiche ad Antoni di voler sfruttarne la visibilità, alle quali ha prontamente risposto. «Se avessi voluto “monetizzare” avrei potuto comprare tutte quante le estensioni a disposizione (.com, .net e così via, ndr) - ha spiegato - le quali erano libere al momento in cui ho fatto l’acquisto. Ma qui al centro di tutto c’è l’idea di un bambino e ho voluto in qualche modo proteggerla dai vari e-commerce e siti vari che dopo si sono accaparrati, come da mie previsioni, gli altri domini. Sono liberi di farlo ma io preferisco donare il dominio gratuitamente alla famiglia di Matteo o alla sua maestra che per prima ha reso pubblica questa bella vicenda». E anche in questo prossimo passaggio di consegne ci mette il suo contributo il web, visto che uno degli amici su Facebook dello street artist è amico “reale” della maestra Margherita Aurora, la quale non correggendo il termine trovato in un tema del suo alunno e scrivendo poi alla Crusca per chiedere un parere, ha fatto nascere il caso.

Se da un lato l’Accademia che tutela la lingua italiana ha dimostrato grande apertura lodando nella sua lettera di risposta la creatività di Matteo e invitandolo a diffondere l’aggettivo in modo che possa un giorno essere inserito tra le parole ufficiali, dall’altro alcuni studiosi e opinionisti hanno criticato quella che secondo loro è un’eccessiva libertà linguistica. «I social network sono quel luogo così splendido in cui persone di 50 anni e con la laurea di sentono in dovere di criticare l’idea di un bambino

di 8 - ha replicato Style1 - e l’azione spontanea di una maestra che evidentemente tiene al suo lavoro e ai suoi allievi. Io penso che in poche persone in Italia, anche cercando di farlo, siano riuscite a scatenare una tendenza simile: quindi rispetto assoluto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.