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Cividale, via al progetto di servizio a domicilio della dialisi

L’attività ospedaliera si trasferisce nella abitazioni dei pazienti. Operazioni seguite telematicamente. La formazione dei malati

CIVIDALE. L’ospedale di Cividale entra nelle case dei pazienti.

Con un significativo progetto di apertura al territorio, concepito e declinato dal responsabile della Cad di nefrologia e dialisi, Massimiliano Fanni Canelles (d’intesa con il direttore del locale Distretto sanitario, Luigino Vidotto), sulla base dei principi della riforma della sanità regionale, è scattato il percorso di attivazione del servizio a domicilio della dialisi peritoneale.

Per la prima volta, così, i malati che ne faranno richiesta (e che si sottoporranno, naturalmente, a una formazione preventiva in un laboratorio istituito ad hoc e aperto venerdì) potranno ricevere a casa il macchinario per la dialisi peritoneale, appunto, che utilizzeranno autonomamente.

Niente più sedute nel nosocomio, quindi, e nessuna necessità di assistenza diretta da parte del personale medico e infermieristico, che presto, comunque, dall’ambulatorio seguirà passo per passo, tramite un collegamento telematico, l’attività terapeutica.

I pazienti potranno curarsi nelle rispettive abitazioni, insomma, in pieno confort, accanto ai propri familiari: psicologicamente, ma anche fisicamente, un grande beneficio, cui si accosta quello di un buon tornaconto economico per il bilancio aziendale, posto il sistema comporta oneri decisamente minori del trattamento in ospedale.

Si parla di circa un terzo di spesa rispetto all’emodialisi: incidono il costo contenuto del macchinario per la terapia domiciliare, il venir meno della necessità di trasporto della persona in cura, lo svincolo dei professionisti ospedalieri dalla funzione.

«Ogni utente avrà la sua macchinetta – ribadisce Fanni Canelles – e la gestirà da solo, naturalmente dopo essere stato preparato in tal senso».

L’addestramento del primo paziente inizierà domani, mentre già venerdì scorso l’ambulatorio è entrato in funzione. Gli step successivi prevedono la creazione di video-collegamenti in modo tale che i malati possano mettersi in contatto in qualsiasi momento e per ogni tipo di esigenza con la Cad di nefrologia e dialisi, che dipende dalla Soc di Udine diretta dal dottor Domenico Montanaro.

Il libro dei sogni, poi, parla anche di emodialisi a domicilio, ma questo è obiettivo di lungo termine; 56, al momento, gli utenti del reparto cividalese, che registra oltre mille visite ambulatoriali l’anno.

L’obiettivo è attivare la dialisi peritoneale domiciliare per il 20% di loro. L’operazione potrà interessare anche le Case di riposo della città ducale e di Tarcento: «Il personale infermieristico – spiega Fanni Canelles – è già stato preparato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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