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Altri tagli all’ospedale: Ortopedia a orario ridotto

Gemona, il consigliere Paolo Copetti: a gennaio perderemo anche la clinica Neurologica. A rischio l’esistenza del reparto endoscopico. Appello agli amministratori

GEMONA. L’ambulatorio ortopedico riduce l’orario di servizio e con l’anno nuovo dall’ospedale San Michele se ne va anche la clinica neurologica.

Mentre l’assemblea dei sindaci dell’Azienda sanitaria 3 si riunirà oggi alle 17 a Gemona per approvare il Pal 2017, nuove notizie riguardanti il ridimensionamento dei servizi all’ospedale gemonese si fanno avanti.

Dopo le criticità espresse negli scorsi giorni dai comitati, a segnalare i futuri tagli è il consigliere comunale Paolo Copetti (Urbani sindaco per Gemona).

«Sono venuto a conoscenza da personale interno – esordisce –, che da un paio di mesi l’ambulatorio ortopedico, con annessa sala gessi, è passato a un orario ridotto rispetto a prima: dalle 8 alle 18, tenendo presente che lunedì e martedì si effettuano visite solo in professione libera, mentre succede anche che pazienti arrivati per farsi controllare dopo le 17, si sono sentiti rispondere di ripassare in quanto il personale medico era già in reparto. Per giunta l’ambulatorio non risulta più aperto il sabato, come prima e sono dunque chiare ed evidenti le ripercussioni negative su questa ennesima scelta».

Ancora una volta, dunque, si fanno avanti riduzioni dei servizi nella struttura ospedaliera gemonese che già negli scorsi anni si è vista ridimensionare il pronto soccorso.

Copetti ricorda l’importanza dell’ambulatorio ortopedico per lo sviluppo del progetto Città dello sport, ma segnala anche la prossima scomparsa di un altro importante reparto dell’ospedale.

«Dal mese di gennaio - dice il consigliere - perderemo la clinica neurologica che farà rientro a Udine: si stanno già predisponendo i traslochi, e inoltre non avremo più lo screening colon retto regionale che quotidianamente era possibile eseguire nell’ambulatorio di endoscopia del presidio per la salute di Gemona. Ritengo, dunque, a rischio, l’esistenza dell’intero reparto endoscopico: con la perdita dello screening vengono ridotti notevolmente i numeri degli esami che verranno effettuati a Gemona».

Per Copetti il prossimo trasferimento della clinica universitaria a Udine sarà l’ennesimo colpo subito ai servizi sanitari sul territorio gemonese, che metterà a rischio anche la permanenza della facoltà di Scienze motorie nel centro pedemontano.

Di fronte a questa situazione il consigliere Copetti chiede ai sindaci del territorio di far sentire la propria voce in occasione dell'approvazione del Pal di oggi: «Direi

che le cose non funzionano affatto: chiedo, da parte degli amministratori, locali e regionali del Gemonese di alzare la voce perché è giunto il momento di farsi sentire e dire un grosso “no” agli ennesimi torti perpetrati ai danni del nostro San Michele».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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