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I vertici del sindacato: piano straordinario per occupare i giovani

Camusso (Cgil): la tragedia dimostra che è una priorità. Furlan (Cisl) e Barbagallo (Uil): servono fatti concreti

UDINE. «La prima scelta che bisognerebbe fare è un piano straordinario per l’occupazione giovanile, e rompere questo cerchio per cui il lavoro per i giovani è una sorta di scommessa alla riduzione di se stessi». E’ la priorità che rilancia Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, dopo la vicenda di Michele, il giovane friulano di 30 anni che si è tolto la vita a causa dell’impossibilità di trovare un lavoro.

« La lettera che Michele ha lasciato - ha detto ancora Camusso - è una lettera che dà un quadro devastante del rapporto che c’è fra i giovani e le loro prospettive, al netto delle singole individualità, e propone una responsabilità collettiva. Come ti puoi immaginare un Paese, se pensi che quel Paese possa non avere una prospettiva per i giovani? In realtà è molto più dura la lettura di una lettera così, rispetto a quello che magari possono rappresentare dei numeri».

Se la disoccupazione giovanile è tornata al 40%, ha concluso la leader della Cgil, «la cosa che continua quotidianamente a stupirmi è che questo non sia il grande tema delle scelte politiche da fare, e si dia per scontato che ciò che non ha funzionato negli anni scorsi venga riproposto come se fosse una soluzione».

Sono stati tutti e tre i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil a parlare, ieri, di lavoro per i giovani che non c’è, di speranze e aspettative deluse e di un dramma, la disoccupazione giovanile, che deve essere considerata «la vera emergenza nazionale».

Un’emergenza che l’addio di Michele ha classificato come “urgente”, se non vogliamo che un’intera generazione vada perduta.

La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto cifre allarmanti che le variazioni dello “zerovirgola” non modificano. Se la media nazionale si attesta al 40%, non può consolare che in Friuli Venezia Giulia sia “solo” del 20%. Ma si troveranno modi di intervenire solo se questo tema sarà in cima alle priorità non solo del governo, ma anche del sindacato, delle associazioni imprenditoriali e delle istituzioni.

«La lettera di Michele - ha detto Anna Furlan, segretaria generale della Cisl - è un manifesto della sfiducia di tanti giovani italiani nei confronti delle istituzioni e di tutta la classe dirigente del nostro Paese. E’ un atto di accusa durissimo che oltre a farci riflettere sul dramma di questo giovane, deve spronarci ad assumere il tema del lavoro dei giovani come la vera emergenza nazionale».

«Siamo rimasti tutti colpiti e amareggiati - ha proseguito Furlan - dalla scelta terribile di Michele e dalla sua lettera. Vogliamo testimoniare come sindacato la nostra vicinanza alla sua famiglia e alla comunità di Udine colpita da questa tragedia. Il suicidio di Michele, oltre che un atto di resa, è una sconfitta per tutti. Nessuno escluso. Per questo - è l’esortazione della segretaria della Cisl - non servono oggi altre parole o promesse, ma dobbiamo fare tutti di più per una vera politica di inclusione: quella che dà il lavoro dignitoso, libero, creativo, partecipativo e solidale».

Per Furlan «servono fatti concreti per rispondere all’atto di denuncia di Michele nei confronti della società italiana che non sa valorizzare il valore e la voglia di emergere di tanti giovani di tutte le regioni, oggi senza un’occupazione stabile o costretti a trovare in altri Paesi una prospettiva di lavoro dignitosa e la speranza di costruire un futuro con maggiori certezze».

Il tragico gesto di Michele «ci rende tutti colpevoli» ha detto Carmelo Barbagallo,

segretario generale della Uil. «Se non si pensa all’occupazione giovanile, se non si accorciano le distanze tra nord e e sud, se non si limitano le fughe di giovani, ma anche di pensionati, all’estero - ha concluso - questo è un Paese a rischio estinzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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