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Addio al maestro Orzan, cantore di Baldasseria

Udine: nato nel 1930, aveva dedicato articoli e un libro alla storia del quartiere e della sua parrocchia

UDINE. Lutto nel mondo della scuola e della storia locale per la scomparsa del maestro Alfredo Orzan, insegnante e grande conoscitore della vita, passata e presente, di Baldasseria. Il decesso è avvenuto la notte scorsa. Nato nel 1930, era amato e apprezzato sia a Udine, dove si era da tempo trasferito, sia in provincia di Gorizia, da dove era arrivato.

Una «biblioteca vivente»: così il rione meridionale della città lo aveva definito. E non a caso. Con la sua bella penna, Orzan aveva raccontato con minuziosa precisione e con un certo garbo la storia della parrocchia di San Pio X nei numeri unici di “Baldasseria Festa Insieme”, stampati in occasione della tradizionale sagra parrocchiale.

In Baldasseria era giunto da San Lorenzo Isontino, per insegnare nella scuola elementare “Ada Negri” di via Zucchi. Poi, stabilitosi in questo stesso quartiere, aveva acquisito con gli anni un senso di appartenenza tale, da dedicargli numerosi articoli. La summa era arrivata nel 2015, con il libro “Baldasseria vista da Orzan”, edito dall’associazione “Insieme con noi”. Dentro, la descrizione degli aspetti religiosi, delle chiese, delle icone, delle industrie della zona e dei mestieri di un tempo. Dalla preistoria, a Napoleone e ai moti risorgimentali del 1848, per passare poi al Novecento e alle guerre mondiali.

Orzan era anche appassionato di botanica e di agricoltura, fattore economico fondamentale per la vita degli abitanti locali. Ha descritto i corsi d’acqua, le fontane, gli aspetti dell’architettura rurale e dei momenti della vita popolare del quartiere. Ha scoperto anche curiosità sui toponimi, come la “peccaminosa” Piccola Parigi, in via Baldasseria Bassa, dove nell’Ottocento funzionava una locanda, un cambio cavalli e, persino, un bordello, da cui il nome che ricorda i licenziosi cugini d’Oltralpe.

Nel 2013, il Fogolâr Civic aveva premiato anche lui come tra i benemeriti udinesi di origine “foresta”. «Probo maestro elementare isontino – recitava la motivazione –, promotore convinto delle memorie e delle tradizioni regionali friulane e mitteleuropee».

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