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È morto l’architetto Ferdinando Anichini, padre dello Sporting

Addio a una delle migliori firme, negli anni d’oro dello sviluppo edilizio, per complessi abitativi e strutture pubbliche in Friuli, in particolare a Villa Primavera e a Lignano

È morto l’architetto Ferdinando Anichini, una delle migliori firme, negli anni d’oro dello sviluppo edilizio, per complessi abitativi e strutture pubbliche in Friuli, in particolare a Villa Primavera e a Lignano.

Il professionista si è spento lunedì a Milano, dove abitava con la moglie udinese Severina Tinor, già docente di lingue. Si era laureato nel ’58. Le sue realizzazioni si caratterizzano per l’uso di materiali comuni, quali cemento e vetro o blocchi, con i quali esprimeva la sua originale interpretazione degli spazi.

Nell’estate 2016 Lignano ha ospitato, tra le 90 migliori architetture della località balneare in mostra alla Terrazza a mare, il complesso Savio da lui progettato a fine anni Settanta.

Ma soprattutto è a Villa Primavera che Anichini ha lasciato il segno. Suoi i progetti per i complessi residenziali La ginestra, che schiera 16 appartamenti, e La genziana, una ventina di unità abitative.

Dove la sua creatività ha potuto avere ali è una casa a pianta centrale con curiose propaggini (ora proprietà Baruzzo), che confidenzialmente l’architetto definiva in friulano “sgripion”, ossia a forma di scorpione. Ne ha un ricordo vivo Renzo

Paravano, che gliel’aveva commissionata quale espressione del suo sogno più bello. «Niente fra quanto pensato da Anichini è quadrato o rettangolare», commenta il fotografo spilimberghese Italo Zannier. Di Anichini anche l’ospedale di San Vito al Tagliamento e il municipio di Erto e Casso.

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