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Udine, protesta a Sant’Osvaldo: "I camper dei nomadi sono qui da settimane"

Il consigliere comunale Michelini sollecita l’intervento della polizia locale. «I residenti sono preoccupati, in quell’area non possono stare»

UDINE. In via Popone, davanti all’ex casello ferroviario, da settimane, sosta un gruppo di nomadi. Roulotte e camper occupano un terreno in prossimità della linea ferroviaria. È un’area interessata da una strada bianca di proprietà di alcuni privati, delle Ferrovie e di Autovie Venete.

Da una prima verifica sembra che i mezzi dei nomadi siano parcheggiati tra la proprietà privata e quella demaniale. La presenza non è passata inosservata nella zona e il consigliere d’opposizione, Loris Michelini, ha raccolto la preoccupazione dei residenti.

«La gente è preoccupata anche per le condizioni igieniche che si verranno a creare visto che l’area è priva di servizi igienici», spiega il capogruppo di Identità civica sollecitando l’applicazione del nuovo regolamento della polizia locale che vieta la sosta di camper e roulotte in aree non attrezzate come quella di via Popone.

L’unica area strutturata per ospitare i camper resta il parcheggio di via Chiusaforte. Non a caso, anche ora che a utilizzarlo sono i dipendenti dell’ospedale, il Comune si è riservato alcuni posti. Sempre qui erano stati sistemati, seppur per un breve periodo, anche i caravan dei giostrai.

«C’è un regolamento applichiamolo», insiste Michelini annunciando la presentazione di un question time nella prossima seduta del consiglio comunale. Il capogruppo di Identità civica vuole una risposta proprio perché il problema non è nuovo ed è stato preso in considerazione anche dal nuovo regolamento della polizia locale.

In passato si era presentato anche in via Campoformido, ma da qui i nomadi sono stati fatti sgomberare. Non è escluso, infatti, che si tratti dello stesso nucleo che anni fa si era piazzato in altre vie, sempre nel quartiere di Sant’Osvaldo.

Nella zona tra le vie Popone e Attimis risiedono decine di famiglie che lamentano i disagi derivanti dall’accampamento.

Le forze dell’ordine sono a conoscenza del problema e non fanno mancare la loro presenza. Anche la polizia

locale sta monitorando il caso ecco perché Michelini vuole sapere perché non interviene. Forse perché l’area non è di proprietà del Comune, ma in quel caso l’amministrazione di palazzo D’Aronco può sollecitare il proprietario a prendere provvedimenti.

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