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Valentino, il più giovane calzolaio della Carnia

Tolmezzo: dopo aver studiato come operatore meccanico, a 25 anni ha avviato la sua attività

TOLMEZZO. Crisi di lavoro, ma vi è ancora qualche giovane in Carnia che tentato dal “mettersi in proprio” si inventa un’occupazione per stare nel suo ambiente. Valentino Felice, 25enne di Terzo di Tolmezzo ha scelto un mestiere insolito: il calzolaio.

È il più giovane dei tre calzolai che operano a Tolmezzo. Dopo le scuole all’Ipsia come operatore meccanico, Valentino si è dato da fare per cercare lavoro: volontario dei vigili del fuoco, poi diverse occupazioni nelle fabbriche del posto sino alla svolta. «Ho sempre avuto il pallino di fare l’imprenditore di me stesso, ma mai avrei pensato al calzolaio».

È stato il padre, Gianlucio, un giorno a lanciargli l’idea di aprire un negozio di calzolaio. «Devo ringraziare mio padre, che ha firmato in banca la garanzia per i mutui per acquisire alcuni macchinari». Poi una ricerca su internet ha portato Valentino dal suo mentore, Antonio Saracino, a Foggia.

«È un valido operatore che nella sua bottega oltre a fare e aggiustare scarpe, offre un posto per apprendisti. Ho appreso molto da lui, e ancora mi consulto, via telefono o internet, per certe dritte sul lavoro». Un mese trascorso in Puglia gli ha dato il “la” per iniziare il lavoro, ma Valentino non si sente ancora completo.

«Oggi il lavoro del calzolaio è molto diverso da quello di un tempo. Non si fa più tanta fatica, si usano macchinari. Non ho però ancora la capacità di costruire una scarpa dall’inizio alla fine».

Un obiettivo che Valentino si è posto, pure consapevole delle difficoltà anche perché ormai il mercato si rivolge ai prodotti già confezionati a prezzi più accessibili di quelli eseguiti a mano. «Ho clienti da tutta la Carnia e anche dal Tarvisano, per lo più si risuolano le scarpe, da quelle meno economiche a quelle di maggior valore».

Valentino non si lamenta del lavoro, ma si duole per le troppe spese e burocrazia, dai mutui all’affitto dei locali ora siti in via Matteotti, cui bisogna aggiungere l’affitto per la casa che condivide con la sua compagna. Difficile progettare un futuro sulle scarpe, ma ligio alla tradizione carnica, Valentino cerca uno sbocco con gli Scarpets».

«Non li ho mai fatti, ma mi piacerebbe

l’idea di proporli, magari via internet, ai friulani nel mondo». In attesa Valentino si è già messo in cerca di qualcuno che possieda il know-how per iniziare questa nuova produzione che potrebbe rilanciare la professione e l'appeal di questa antica calzatura tipica della montagna carnica.

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