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Mille studenti al teatrone parlano dell’Unità d’Italia

Venerdì un confronto sulla Costituzione e sulla Seconda guerra mondiale Spettacoli, interventi e letture di pensieri e temi. Gran finale al conservatorio

Unità d’Italia, bandiera, inno, Costituzione. Concetti ed elementi fondamentali del Paese e della democrazia nella quale viviamo. Ma anche Seconda guerra mondiale, quella pagina di storia che, troppo spesso, rimane nei capitoli finali dei testi, ultima tappa di un programma scolastico che non sempre vede interamente la luce per mancanza di tempo.

Proprio in occasione della giornata riconosciuta come l’anniversario dell’Unità, che coincide con la data della proclamazione del Regno d’Italia, il 17 marzo 1861, è in programma la quinta edizione del progetto Umanita dentro la Guerra (UdG), dedicato a Ferdinando Pascolo Silla. L’appuntamento è al teatro Giovanni da Udine, dove venerdì saranno accolti un migliaio di ragazzi provenienti dagli istituti superiori della città e da tutta la provincia che parteciperanno alla giornata di riflessione sul tema.

Dopo i saluti delle autorità, del prefetto Vittorio Zappalorto e del sindaco Furio Honsell, alle 8.30, saranno la presidente onoraria dell’associazione «Umanità dentro la guerra» Provvidenza Delfina Raimondo (già prefetto di Udine), e Anna Maria Zilli, dirigente dello Stringher, nonché coordinatrice dell’evento e responsabile delle linee progettuali e delle iniziative correlate, a parlare del concorso «Umanità dentro la guerra, edizione 2017-18».

Alle 9.15, dopo l’esibizione del fisarmonicista Sebastiano Zorza in «Aria per la Patria», toccherà all’avvocato Gianni Ortis (già presidente Aned) tracciare il «Quadro giuridico in pace e in guerra», nella lezione in cui parlerà di legge e umanità in situazioni bellicose e di pace. Alle 9.30 seguirà l’intervento del professor Fulvio Salimbeni, docente dell’università di Udine, dal titolo «Sentimento nazionale e mutevolezza dei confini», sul come cambiano i limiti territoriali in funzione delle strategie mondiali. A moderare gli interventi e il dibattito sarà il direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier, che lascerà poi la parola ai ragazzi per avanzare quesiti ed esporre riflessioni.

Seguirà il momento di lettura dei pensieri degli studenti: a partire dal memoriale «Che strano ragazzo» di Ferdinando Pascolo – reduce della Campagna di Russia e protagonista nella lotta di Liberazione, mancato alcuni anni fa – gli allievi di alcune classi degli istituti superiori hanno partecipato al concorso e realizzato una novantina di temi, affrontando la questione del secondo conflitto mondiale ma anche altre guerre e situazioni difficili.

«Alcuni dei frammenti degli elaborati saranno letti dagli stessi ragazzi – spiega il docente Paolo Pascolo, tra gli organizzatori della giornata e figlio di Ferdinando –, ma saranno anche proposte riflessioni sulla puntualità e le carenze del metodo che affida alla tv l’insegnamento della storia e proiettati i filmati sempre realizzati dai giovani». Nei giorni successivi gli studenti potranno accedere al sito del progetto Umanità dentro la guerra per esprimere un parere e attribuire un punteggio al lavoro dei colleghi, che si tradurrà in una classifica.

L’ultima parte della mattinata sarà riservata alla musica, con i canti e le interpretazioni dei brani significativi e legati al tema da parte del coro di Gorizia degli studenti, seguiti dall’inno di Mameli. Alle 17, il concerto al conservatorio Tomadini.

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