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Dalle guerre al diritto d’asilo la generazione 2.0 è attenta

Al Giovanni da Udine centinaia di studenti si sono confrontati sui temi caldi del pianeta «I giovani sono fonte straordinaria di sorprese. Occorre sempre bussare alla loro porta»

Chiedono di comprendere quali sono gli scenari che si prospettano a livello nazionale e internazionale in tempi difficili come quelli che la società vive oggi, tra sottili e instabili equilibri geopolitici e nuovi conflitti. Chiedono la differenza tra Shoah e foibe, vogliono approfondire alcuni episodi meno noti della storia, riflettono sull’accoglienza.

La generazione 2.0 si affaccia al mondo e guarda la realtà attraverso smartphone e tablet, ma i giovani, se stimolati, sono in grado di leggerla anche con occhi autentici e sensibilità. Attraverso carta e penna. Lo dimostrano i contenuti dei temi che, in occasione del concorso «Umanità dentro la Guerra» - che prende il nome dal progetto, giunto alla quinta edizione, dedicato al partigiano Ferdinando Pascolo Silla e coordinato da Anna Maria Zilli, dirigente dello Stringher - sono stati letti alla platea del migliaio di studenti che ieri ha affollato il teatro Giovanni da Udine, in occasione dell’anniversario dell’Unità e della giornata organizzata proprio per riflettere sui conflitti.

A introdurre la mattinata – moderata dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier – è stato il prefetto di Udine Vittorio Zappalorto che, dall’età ellenica, ha ripercorso le tappe di quello che oggi è uno dei temi più dibattuti e un diritto internazionalmente riconosciuto: il diritto di asilo. È la storia, ha raccontato, che insegna come la pratica dell’accoglienza – che ha vissuto alti e bassi – sia insita nella cultura di un popolo. «Ci sono voluti millenni – ha ancora sottolineato – per arrivare a un testo che contenga la definizione di asilo e Udine oggi ospita duemila persone».

Essere pietosi, senza pregiudizi, non lasciare mai nessuno indietro perché in quello spazio si creano differenze. Ma se da un lato le diversità rappresentano la ricchezza di un popolo, per il sindaco Furio Honsell, laddove nascono dalle ingiustizie si traducono in malcontento e anche la scuola pubblica deve veicolare questi valori, sulla scia dell’esempio del partigiano Silla. Dopo la riproduzione di Sebastiano Zorza di «Aria per la Patria», l’avvocato Gianni Ortis, già presidente Aned, si è concentrato sulla delicata questione della riabilitazione dei fucilati di Cercivento, decimati sul fronte della Grande guerra, parlando anche di come in un contesto bellico, un’organizzazione basata sull’obbedienza lasci poco spazio all’umanità.

Dopo aver affrontato il tema dei mutevoli confini del Friuli Venezia Giulia, Fulvio Salimbeni, docente dell’università di Udine, sollecitato dalle domande di Monestier, ha riflettuto sul quadro politico internazionale, «spaventoso, ma frutto della folle divisione dell’impero ottomano», su Trump, «elemento di tremenda instabilità nello scenario mondiale», e sulla Brexit, evento molto grave per la stabilità europea.

«I giovani

sono fonte straordinaria di sorpresa – ha aggiunto la presidente onoraria dell’associazione Udg Provvidenza Delfina Raimondo –: occorre sempre bussare alla loro porta, interpellarli e coinvolgerli per far sì che si aprano alla riflessione su temi fondamentali».

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