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Net generation, cinque ore al giorno tra chat e web

Novantasette adolescenti su cento, tra gli 8 e gli 11 anni, hanno uno smartphone. Molti rischi in rete

Il 97% dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni possiede uno smartphone. Di questi, circa il 25% passa fino a cinque ore al giorno del proprio tempo libero a chattare con gli amici o a navigare su internet.

La Net Generation, come è stata ribattezzata, vive immersa nel mondo virtuale e non utilizza sempre lo strumento multimediale consapevolmente e come opportunità. A mettere in luce rischi e pericoli della rete è la ricerca condotta dalle università di Firenze e Roma in collaborazione con la piattaforma Scuola.net.

Dipendenza digitale, smartphone in culla per tenere buoni i bimbi Il 70% dei bambini tra 2 e 5 anni utilizza già smartphone e tablet. I dispositivi digitali finiscono anche nelle mani del 30% dei bambini tra 0 e 12 mesi. E molto spesso i genitori li utilizzano per "calmare" i figli. I dati arrivano da uno studio nazionale condotto dal "Centro per la Salute del Bambino Onlus" di Trieste (video a cura di Annalisa D'Aprile)

I dati non si discostano di molto dall’indagine statistica sulle competenze digitali svolta da “Insiel4school” su un campione di circa 1000 studenti. Alla domanda “Usi internet per lo studio?”, soltanto in 105 hanno risposto “Sempre”. Viceversa più di un terzo, 388, ha confessato di usarlo prevalentemente “nel tempo libero”. Un numero quasi identico degli intervistati, 374, ha poi ammesso di trascorrere sulla rete più di due ore al giorno. Infine per la metà del campione intervistato, 519, la vera passione da coltivare nei pomeriggi è navigare in internet, preferita alla televisione, agli sport e alla lettura e preceduta solamente dagli amici e dalla musica.

Dei pericoli e delle opportunità di internet si è parlato in sala Valduga in Camera di Commercio durante il «Roadshow della Ludoteca del Registro.it», un evento rivolto ai bambini che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo grado, ai loro genitori e insegnanti.

Dipendenza digitale, smartphone in culla per tenere buoni i bimbi Il 70% dei bambini tra 2 e 5 anni utilizza già smartphone e tablet. I dispositivi digitali finiscono anche nelle mani del 30% dei bambini tra 0 e 12 mesi. E molto spesso i genitori li utilizzano per "calmare" i figli. I dati arrivano da uno studio nazionale condotto dal "Centro per la Salute del Bambino Onlus" di Trieste (video a cura di Annalisa D'Aprile)

A questi ultimi si è rivolta lanciando l’appello «a un uso consapevole per i propri figli e alunni di smartphone e tablet» la psicologa Giovanna Tambasco del dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Firenze. «Sappiamo che è impossibile vietare internet ai ragazzi. Dobbiamo, quindi, aumentare in loro il pensiero critico – ha detto nel corso del suo intervento – affrontando il tema del rischio». I primi a essere educati devono essere proprio i genitori.

È il primo fondamento del decalogo per un corretto uso di internet. «Bisogna – ha spiegato – aumentare la propria conoscenza digitale per promuovere nei bambini l’utilizzo consapevole e dare il buon esempio in famiglia. La navigazione su internet – ha aggiunto – spesse volte è personale e incontrollata. Bisogna invece condividerla. Tocca ai genitori mediare questo tempo perché i ragazzi hanno per natura una percezione bassa dei pericoli».

Rischi che vanno dal cyberbullismo all’adescamento online da parte degli adulti. «È importante non fornire dati personali (la scuola che si frequenta e dove si abita) sui social network e non inviare immagini di se stessi a persone che non si conosce», ha concluso Tambasco.

Sull’importanza della condivisione ha insistito anche Oriana Cok, direttore Competence Center eLearning e Knowledge Management del Gruppo Pragma «Internet ha aperto conflittualità mettendo a rischio la democrazia. Sta ai nativi del digitale – ha detto – contaminare la rete attraverso la condivisione».

Infine di opportunità ha parlato il presidente di Insiel, Simone Puksic. «La conoscenza di internet è requisito fondamentale nel lavoro. Industria 4.0 apre alla digitalizzazione del processo produttivo. È una rivoluzione che va sfruttata – ha spiegato –. Usare la rete è non solo una questione di competenza ma anche un fattore di competitività. Ed è ancora poco sfruttata perché mancano ingegneri e professionisti del settore molto ricercati dalle aziende. Essere curiosi, leggere e informare sono i tre “credo” che ogni ragazzo deve avere per sfondare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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