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Prosegue l'indagine sulla morte di Elisa Valent: bocciato il ricorso dell’autista

La decisione della Corte d’Appello spagnola sull’incidente nel quale morirono 13 studentesse Erasmus. La mamma: per noi è una vittoria importante. L’avvocato: via alle cause civili per il risarcimento

UDINE. La tragedia delle 13 studentesse Erasmus, morte in un incidente stradale in Spagna, ha di nuovo un indagato che la procura locale intende portare in giudizio.

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Non hanno mai smesso di chiedere giustizia per la morte della loro Elisa, Egidio Valent e Anna Bedin, genitori della 25enne friulana residente a Carnia di Venzone, che morì il 20 marzo dello scorso anno in un incidente a 150 km da Barcellona.

A un anno e un mese dalla tragedia, il primo successo nella battaglia legale avviata dai parenti delle giovani vittime.

Ad annunciare quella che Anna Bedin definisce «una prima vittoria, che arriva alla vigilia di una ricorrenza importante» è stato il legale della famiglia, l’avvocato Cesare Perosa.

La Corte d’Appello di Tarragona, con decisione notificata il 18 aprile, ha respinto il ricorso presentato dall’autista del pullman, Santiago Rodriguez Jimenez, il quale aveva impugnato l’ordinanza con la quale il giudice istruttore del tribunale di Amposta aveva ordinato la riapertura delle indagini.

Con l’archiviazione del procedimento, disposta l’8 novembre dal giudice istruttore del tribunale di Amposta Granell Rul, sembrava che la morte di quelle ragazze fosse destinata a rimanere senza un responsabile.

Il giudice aveva ritenuto la condotta dell’autista non di gravità tale da potersi considerare penalmente rilevante secondo i criteri previsti dal codice penale spagnolo. La reazione delle famiglie delle vittime non si è fatta attendere e, attraverso i loro legali, hanno subito proposto ricorso.

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Il 9 gennaio, il nuovo giudice istruttore del tribunale di Amposta, sostituto di Granell Rul, in accoglimento al ricorso delle famiglie e della stessa procura spagnola, ha revocato l’ordinanza di archiviazione, quindi ordinato la riapertura delle indagini e l’interrogatorio dell’autista.

Il difensore dell’autista, interrogato il 3 febbraio, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dell’accusa, limitandosi a rispondere alle domande del suo legale.

Nell’ambito di questo interrogatorio, facendo retromarcia rispetto a quanto dichiarato dopo l’incidente, ha negato di essersi addormentato alla guida e ha attribuito la causa dell’incidente al malfunzionamento del sistema di frenatura del pullman, benchè ciò fosse stato escluso dalla perizia della polizia spagnola. Ora l’inchiesta riparte.

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«La decisione della Corte d’Appello, sulla quale nutrivamo la massima fiducia – commenta l’avvocato Perosa –, è accolta con grande soddisfazione dalle famiglie delle vittime; ora intravedono la possibilità che sia individuato il responsabile della tragedia.

Nello stesso tempo – aggiunge – la decisione rafforza, qualora ce ne fosse bisogno, la bontà della decisione presa all’unanimità dalle famiglie di avviare le cause civili per il risarcimento dei danni davanti ai Tribunali italiani, il che avverrà nelle prossime settimane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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