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Pubblicità, metà negozi di Tolmezzo non ha pagato

L’imposta evasa dal 50 per cento degli esercizi, deroga del sindaco per gli adeguamenti

TOLMEZZO. Sarà il 31 maggio la nuova scadenza per la dichiarazione che commercianti ed esercenti devono effettuare per i messaggi pubblicitari esposti nella loro attività e per i quali è dovuta la relativa imposta.

Il sindaco Francesco Brollo si è assunto l’impegno a far slittare la scadenza iniziale, quella del 30 aprile, rispondendo martedì alla pressante richiesta dei contribuenti, nel corso dell’affollatissimo incontro svoltosi in municipio alla presenza di commercianti ed esercenti sulla questione dell’imposta pubblicitaria e sul servizio di controllo e riscossione affidato da gennaio a una ditta esterna, la Maggioli tributi, anch’essa presente alla riunione per dipanare ogni dubbio.

Ci si potrà rivolgere anche, come ha ricordato il primo cittadino, all’ufficio tributi. Prima il servizio era svolto dal Comune, che però per mancanza di personale non aveva potuto effettuare nel tempo gli adeguati controlli. Commercianti ed esercenti, in parecchi casi (nella riunione è emerso che il 50 per cento dei casi individuati non aveva fatto la dichiarazione ai fini dell’imposta sulle pubblicità esposte), ignoravano del tutto la normativa, per quanto in vigore dal 1993.

Lo ha confermato anche la rumorosa reazione di incredulità con cui molti hanno risposto alle spiegazioni della referente di Maggioli, che ha in seguito aggiunto come ci fossero davvero troppi gli utenti, per un Comune come Tolmezzo, a mancare all’appello nella banca dati comunale del 31 dicembre 2016. L’impresa, ricevuto l’incarico, a febbraio ha eseguito controlli a tappeto in città, trovando una situazione ben diversa da quella dichiarata in buona fede da molti commercianti ed esercenti. Maggioli e l’amministrazione comunale hanno quindi invitato i presenti a verificare con Maggioli o l’ufficio tributi discrepanze o dubbi.

Alcune lamentele sui controllori e segnalazioni di errore le hanno già ricevute nell’incontro. L’assessore Alfonso Fasolino ha spiegato che il servizio è stato esternalizzato per uniformarsi al resto dei Comuni della Carnia e che il costo fisso annuo (12 mila euro) che ne deriva è inferiore alla spesa prima sostenuta dal Comune per la gestione di quel tributo. Ha ricordato che l’imposta sulla pubblicità è un tributo in

autoliquidazione: spetta al commerciante/esercente fare la dichiarazione (preventiva)su ciò che espone. Tra i presenti alcuni hanno spiegato di aver tolto,nel dubbio, tutti i relativi supporti dal negozio o esercizio, altri hanno approfondito la loro situazione così da muoversi correttamente.

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