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Sos delle autoscuole: "Al volante rispettate i limiti e niente telefonino"

Udine, velocità e distrazione sono le principali cause degli incidenti. E molti automobilisti non osservano le distanze di sicurezza

UDINE. Automobilisti con una mano sul volante e l’altra sul cellulare o poco rispettosi dei limiti di velocità e della distanza di sicurezza. Un’immagine che si moltiplica, come in un caleidoscopio, nei viali udinesi e a scattarla sono gli istruttori delle autoscuole cittadine.

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Nessuno, meglio di loro, è in grado di registrare quello che accade sulle strade e non dovrebbe. Sono osservatori silenziosi di imprudenze e comportamenti sbagliati spesso alla base di gravi incidenti stradali.

«L’utilizzo improprio del cellulare – sottolinea Panagiotis Moussas, titolare dell’autoscuola Pittau di piazza I Maggio – è la principale causa di incidenti. La gente è schiava del telefonino e lo utilizza anche mentre guida, senza l’impiego di dispositivi come auricolari o vivavoce».

Sempre più spesso capita di osservare automobilisti che guidano l’auto e contemporaneamente conversano al cellulare o, peggio ancora, scrivono un messaggio.

«Nessuno accosta la vettura per rispondere a una chiamata o per inviare un messaggio su whatsapp – commenta ancora Moussas –, tutti hanno troppa fretta e trascurano la sicurezza, mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri».

Quei secondi durante i quali si distolglie lo sguardo dalla strada possono essere infatti fatali.

Le vie con il numero maggiore di incidenti by messven on Scribd

Abituati a rispettare i limiti di velocità e i segnali stradali, visto che lo insegnano anche ai propri allievi, gli istruttori di scuola guida notano subito quando gli altri automobilisti non lo fanno.

«Davanti agli attraversamenti pedonali – indica Massimiliano Padovan dell’autoscuola Lenarduzzi di viale Europa Unita – non tutti si fermano per lasciare passare il pedone. Un mese fa sono stato tamponato in viale Trieste perchè con l’auto della scuola guida ho rallentato e frenato per far attraversare la strada a un anziano».

E spesso quando si arresta la corsa davanti alle strisce, come per altro si dovrebbe sempre fare, c’è chi non concorda «e tenta di superare con il rischio di investire il pedone».

Per questo, secondo Fabio Gremese, titolare dell’ominima scuola guida, gli attraversamenti pedonali «dovrebbero essere regolati da semafori. Quelli di viale Trieste, per esempio, sono anacronostici. Si rischia l’investimento anche perchè la gente non mantiene la giusta distanza di sicurezza».

È difficile, nota poi Padovan, il rispetto dei limiti di velocità anche nei viali più trafficati della città: il rischio di incorrere in un incidente evidentemente non spaventa gli automobilisti. «Gli automobilisti – aggiunge Lorenzo Pretto, istruttore dell’autoscuola Mattiussi – non adattano la velocità in base alle diverse condizioni climatiche, riducendola per esempio quando piove.

Gli stop, poi, non sempre vengono rispettati e molto spesso a favorire gli incidenti sono anche i parcheggi selvaggi: le auto lasciate per esempio vicino agli incroci possono compromettere visibilità». L’istruttore, inoltre, sottolinea anche l’inesperienza degli automobilisti «nell’affrontare le rotonde».

«Capita a volte – sostiene – che non si utilizzi la freccia per segnalare il cambio di corsia e la volontà di uscire dalla rotonda», per non parlare poi della mancata conoscenza «di come impegnare la stessa rotatoria».

Anche la segnaletica potrebbe essere realizzata meglio, in particolare quella orizzontale, spesso trascurata. E sarebbe bello – sostengono le autoscuole – se il Comune tenesse conto di chi ha continuamente il polso della situazione, come appunto gli stessi istruttori, informatori preziosi e dispensatori di consigli su come superare le criticità riscontrate su strada.

Qualcuno, infine, sottolinea la facilità di conversione delle patenti conseguite in altri Stati dove magari le condizioni di traffico sono diverse e, per questo, servirebbero ulteriori lezioni. Altri, infine, richiedono una maggiore presenza di forze dell’ordine per pizzicare in fallo trasgressori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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