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Ecco come si scoprono i finti vaccini

Il professor D’Agaro spiega i risultati dei prelievi di sangue sui 202 bambini. Il 56% del campione privo di profilassi per il morbillo, il 40% per l’epatite B

UDINE. Il 56% dei bambini sottoposti ai prelievi di sangue è privo del vaccino per il morbillo; il 40%, invece, risulta scoperto dalla profilassi obbligatoria all’epatite B. Sono questi i risultati definitivi degli esami svolti dal Dipartimento di igiene e medicina preventiva dell’istituto materno infantile Burlo Garofolo di Trieste sui 202 bimbi presi a campione tra la popolazione che aveva effettuato l’immunizzazione con Emanuela Petrillo dal 2009 al 2015.

Una prima base di partenza ...

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UDINE. Il 56% dei bambini sottoposti ai prelievi di sangue è privo del vaccino per il morbillo; il 40%, invece, risulta scoperto dalla profilassi obbligatoria all’epatite B. Sono questi i risultati definitivi degli esami svolti dal Dipartimento di igiene e medicina preventiva dell’istituto materno infantile Burlo Garofolo di Trieste sui 202 bimbi presi a campione tra la popolazione che aveva effettuato l’immunizzazione con Emanuela Petrillo dal 2009 al 2015.

Una prima base di partenza per la magistratura udinese che ha disposto ora una serie di nuovi esami, con valore legale, da eseguire sui soggetti che potrebbero aver ricevuto una «finta» dose di vaccini dalla Petrillo e su un campione vaccinato da altri assistenti sanitari. Pierlanfranco D’Agaro è l’esperto virologo che, sulla scorta dei test, ha consentito alla task force di medici di mettere in dubbio l’operato di Emanuela Petrillo.

Professore, come si è svolta l’indagine?
«Innanzitutto le Università di Udine e Trieste hanno definito i criteri in base ai quali sono stati estratti i 202 campioni vaccinati dall’assistente sanitaria. Si è tenuto conto sostanzialmente di chi avrebbe dovuto avere la copertura totale delle profilassi. Può essere considerato un campione indicativo della popolazione. Ora gli esami più stringenti disposti dalla magistratura ci daranno dati sicuri sul ruolo dell’operatrice.
Cosa ci dicono i risultati?

«L’indagine sierologica ha riguardato inizialmente alcuni indicatori: il morbillo e l’epatite B. I dati definitivi ci dicono che il 40% era negativo al test dell’epatite B e il 56% al morbillo. Volevamo avere ulteriori conferme a riprova della validità dei nostri esami. Il test sul tetano ci ha dato lo stesso risultato dell’epatite B. Quello della rosolia combaciava con il morbillo».

Sulla base di quale criterio scientifico avete scoperto i finti vaccini?
«La tecnica utilizzata in laboratorio per cercare gli anticorpi prodotti dall’introduzione del vaccino è validata in campo scientifico e certificata. Solitamente la presenza di 10 unità di anticorpi per millilitro di sangue prelevato ci indica che il vaccino è presente nel corpo. Esiste però una quota di soggetti, una minima parte, in cui il vaccino cala con l’andare avanti degli anni. Per essere sicuri abbiamo abbassato la quota a 5 unità di anticorpi per millilitro per le fiale utilizzate dall’assistente. E i risultati non lasciano dubbi: una quota significativa dei nostri campioni non era stata vaccinata».

Quanto è importante vaccinarsi?
«I vaccini hanno eliminato alcune malattie infettive. Ci si rende, però, conto della loro importanza quando la malattia è presente. Pensiamo al morbillo che ora spaventa la popolazione. È presumibile che ci sarà la corsa alla profilassi. Il compito della prevenzione è, però, quello di agire sui soggetti che stanno bene non su chi sta male. Rendere un corpo più resistente con gli anticorpi è un bene futuro. Fortunatamente i dati presentati dalla task force per il Medio Friuli ci dicono che la copertura è elevata, di almeno il 98% di tutti i ragazzi fra zero e 17 anni vaccinati per l’esavalente, il 100% fra 7 e 17 anni e almeno il 94% fra zero e 6 anni. Questi tassi spiegano perché non si sono presentati focolai epidemici in questi anni. La cosiddetta “immunità di gregge” ha insomma funzionato».

Si è immuni per tutta la vita?

«Come ho spiegato la presenza di anticorpi diminuisce con l’aumento dell’età. Per questo si fanno i richiami. L’importante è coprire la fascia d’età in cui c’è una maggiore criticità. L’epatite B, il tetano e la pertosse si fanno nei primi mesi di vita perchè rappresentano un rischio elevato. Questo non vuol dire che, per esempio, si è immuni dalla pertosse per tutta la vita. Ma se si contrae questa malattia da adulti ha tutto un altro effetto. Il vaccino ha la funzione di attenuare la sintomatologia».

La task force ha deciso di richiamare 7.000 persone. Perchè non è pericoloso rivaccinare?

«Perchè funziona come un richiamo. Renderà, anzi, più alta la risposta di fronte agli agenti patogeni. I nuovi anticorpi del morbillo elimineranno gli altri già introdotti. Gli altri dell’esavalente creeranno un riforzo ulteriore»

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