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Rapina, picchia e abusa di una diciassettenne in stazione: arrestato

Le forze dell'ordine hanno arrestato un profugo di 26 anni: aveva attirato l'attenzione della ragazza fingendo un malore. L'uomo aveva precedenti penali. Serracchiani: "È un atto odioso, in casi come questi riesco a capire il senso di rigetto"

TRIESTE. Un cittadino iracheno richiedente asilo, Govand Mekail, 26 anni, è stato arrestato dalla Polizia di Trieste per aver aggredito a morsi una ragazza minorenne nel tentativo di avere un rapporto sessuale.

L'episodio è avvenuto martedì sera, 9 maggio, intorno alle 22.30 nei pressi della stazione ferroviaria. Secondo quanto ricostruito dagli agenti delle Volanti la giovane è stata attirata da una richiesta di aiuto dell'uomo, riverso a terra, che le aveva chiesto di accompagnarlo in una zona dello scalo ferroviario dove sono parcheggiati vagoni in disuso.

Qui il suo atteggiamento sarebbe cambiato: la vittima ha raccontato di essere stata trascinata dentro il bagno di una carrozza, derubata del denaro, costretta a bere un alcolico, e picchiata nel tentativo di violenza sessuale.

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È tuttavia riuscita a fuggire in autobus, venendo notata in una zona centrale della città da altre tre ragazze, che hanno attirato l'attenzione degli agenti. Era in evidente stato di choc, con una ferita al ginocchio e numerose ecchimosi sul viso.

Il sospetto è stato immediatamente notato e rintracciato a poca distanza del luogo della violenza da una pattuglia del Commissariato di Opicina, lo ha fermato. La giovane è stata condotta all'Ospedale materno infantile Burlo Garofolo, dove è stata sottoposta al protocollo per le violenze.

LA PRESIDENTE SERRACCHIANI: "UN ATTO ODIOSO"

«La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese». È il commento della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

Per la governatrice, «in casi come questi riesco a capire il senso di rigetto che si può provare verso individui che commettono crimini così sordidi. Sono convinta che l'obbligo dell'accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza.

Per quanto mi riguarda, gesti come questo devono prevedere l'espulsione

dal nostro Paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c'è un problema di legislazione carente in merito bisogna rimediare». Serracchiani infine esprime «massima solidarietà verso la vittima della violenza e gratitudine alle forze dell'ordine che hanno assicurato alla giustizia l'assalitore».

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