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L'ultimo saluto a Massimo, il piccolo campione morto a 5 anni

A Rivignano i funerali di Massimo Gori, scomparso improvvisamente per un aneurisma cerebrale

RIVIGNANO. Rivignano si è fermata per salutare Massimo Gori, il bimbo di 5 anni che un aneurisma si è portato via per sempre.

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È stato il giorno del dolore, è stato il giorno delle lacrime. Centinaia le persone che hanno partecipato ai funerali in duomo. C’erano i piccoli compagni della scuola dell’infanzia di Teor, c’era la grande famiglia dell’OverBugLine di Codroipo, la società di rugby dove giocava nell’Under 6. Anche la mamma Jessica indossava la maglia color bordeaux.

A lei e al papà Ermes l’allenatore Riccardo Sironi ha donato una palla ovale firmata da tutti i compagni di squadra e una rosa deposta sulla bara bianca. «Io credo che rivedrò mio figlio mi ha detto il papà Ermes - ha riferito don Paolo Brida durante l’omelia – e io lo ringrazio per tali parole che mi consentono di partire con questa certezza. Sappiamo che la morte, anche questa, non è la fine ma l’inizio di una nuova vita. Massimo è vivo nel cielo che è Dio e Dio è dappertutto. Il cielo è qui e Massimo è vivo qui, tutti noi lo abbiamo accanto».

C’era la banda Primavera – dove il bimbo aveva iniziato a muovere i primi passi suonando le percussioni - ad accompagnarlo in questo suo ultimo viaggio terreno. Mentre le campane suonavano a festa come Massimo avrebbe voluto, lui che si divertiva a contemplarle e ascoltarle.

E mentre il corteo procedeva verso il camposanto, la mamma e il papà hanno rivolto lo sguardo proprio lassù, verso le campane. Verso il cielo «da dove Massimo continuerà per sempre a sorriderci».

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