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La sosta obbligata dei camionisti in arrivo dal confine 

Dopo nove ore di viaggio devono fermarsi un giorno. In un anno il transito dei mezzi pesanti è aumentato del 5,8%

UDINE. Arrivano dall’Ungheria, dalla Romania, dalla Slovacchia e dall’Austria. A bordo dei loro mezzi macinano migliaia di chilometri e quando scatta l’ora della sosta si fermano nel parcheggio di Roncade. Sono i camionisti dell’est Europa, quelli che ogni giorno percorrono l’autostrada A4 per effettuare le consegne nelle diverse località italiane. Trasportano materiale ferroso, automobili nuove e usate, merci di ogni tipo. Sull’autostrada A4 passa davvero tutto e lo si capisce facendo tappa nel parcheggio di Roncade.

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Realizzata da Autovie Veneto, l’area di sosta è diventata un micro mondo dove le diversità non contano. Sono tutti autisti che “cavalcano” l’Europa. Un dato per tutti: nell’ultimo anno, da gennaio a metà maggio, il traffico pesante è aumentato del 5,8 per cento. Mediamente, ogni giorno, tra automobili e camion, transitano 120 mila mezzi. Sull’A4 vengono percorsi circa 6 milioni 600 mila chilometri al giorno.

«Arrivo dalla Slovenia», afferma un giovane appena sceso dall’abitacolo del tir. È diretto a Bari, nella città pugliese dovrà consegnare il ferro che trasporta per conto dell’azienda per cui lavora. «Non parlo italiano» ripete appena ci avviciniamo, ma questo non gli impedisce di farsi comprendere.

Percorre spesso questo tragitto, dice di non aver trovato traffico, ma di aver dovuto rallentare in presenza del cantiere della terza corsia. Poco più avanti, dietro un “bestione”, si intravedono altri due uomini. Sono seduti su altrettanti sgabelli davanti alla griglia abbassata del loro autotreno. Hanno trasformato la griglia in una tavola imbandita: una ciottola piena di sale, qualche verdura cruda e zero bevande. «Siamo ungheresi», riescono a dire dimostrandosi per nulla infastiditi dalla nostra presenza. Vanno a Ferrara. Impossibile chiedergli di più, l’italiano proprio non lo capiscono. E noi non comprendiamo loro.

Passiamo oltre. Buona parte degli stalli è occupata, ma da un mezzo con lo sportello aperto intravvediamo un altro autista. È scalzo. Sul suo volto i segni dell’età, potrebbe avere più di qualche anno in più rispetto ai colleghi che abbiamo appena incontrato. «Da dove viene?», chiediamo e lui risponde: «Dalla Romania». Non lamenta difficoltà per il traffico che definisce «normale» ed è diretto in Liguria.

Poco più avanti altri ungheresi, devono arrivare a Zurlengo di Pompiano (Brescia) prima possibile, ma lo scopriremo solo dopo. Nel parcheggio sta riposando anche un croato, dal suo Paese è partito quattro ore prima. L’unico italiano guarda l’orologio e se ne va.

Ci guardiamo intorno e da una cabina spunta una chioma bionda. È quella di un austriaco che percorre almeno due volte a settimana l’autostrada A4. «Ho trovato traffico a Udine sud», racconta. Sorride e lascia intendere che il rischio code non lo preoccupa. Neppure gli incidenti: «Oggi non ci sono», aggiunge con aria sorniona. Il suo camio è carico di ferro.

Il parcheggio di Roncade è un luogo che entra a pieno titolo nei vissuti delle persone. Qui i camionisti si fermano, alcuni viaggiano soli, altri in compagnia della fidanzata che non sembra infastidita dal fatto di dover lavare i denti con l’acqua trasportata nella tanica. Non usa i lavandini dei bagni installati da Autovie Venete dopo aver completato la realizzazione del parcheggio. Lei non sa che potrebbe non trovarli perché alle volte, è già successo, qualcuno li smonta e li carica sul camion.

«Ogni 4 ore e mezzo i camionisti devono sostare almeno un’ora e dopo nove ore di viaggio consecutive devono fermarsi un giorno», fa notare il direttore d’area esercizio di Autovie Venete, Davide Sartelli, giustificando così l’investimento fatto dall’azienda di Palmanova. Ma più delle parole contano i numeri perché anche per quanto riguarda i mezzi pesanti i livelli di traffico in transito sull’A4 continuano a crescere. E se quel più 5,8 per cento è destinato a salire ancora, sembra proprio che il trasporto delle merci su rotaia resti un miraggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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