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Traffico in aumento e cantieri: l’estate che spaventa l’A4 - la mappa

L’incidente di lunedì è stato un primo segnale d’allarme, code sempre presenti. Autovie prepara il piano d’emergenza per non paralizzare il Nordest  

UDINE. Lungo l’autostrada dei cantieri si viaggia sulla corsia di sorpasso. L’altra è quasi sempre occupata dai camion che giungono da tutta Europa. In questo angolo di Nord-Est, sull’A4 gestita da Autovie Venete (società partecipata al 72% da Friulia, la finanziaria regionale, dalla Regione e da altri enti pubblici e privati), si va verso un’estate di fuoco.

Ecco, tappa per tappa, quali tratti dell'autostrada saranno interessati dai lavori

A iniziare dalle Pentecoste quando tedeschi e austriaci raggiungeranno le nostre spiagge attraverso la rete autostradale. Trattandosi di una tradizione è facile prevedere code e rallentamenti così come avviene già nei fine settimana. Lungo una rete caratterizzata dalla presenza degli operai, basta un piccolo incidente per costringere Autovie Venete a chiudere alcuni tratti e a deviare il traffico su percorsi alternativi.

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È accaduto lunedì mattina, quando quello che poteva sembrare un banale incidente ne ha provocati altri tre e da Portogruaro a San Donà l’A4 è rimasta chiusa per ore. Inevitabili i disagi per gli automobilisti deviati sul bypass A28 Portogruaro-Conegliano. È successo anche ieri sera. All’altezza di Fossalta di Portogruaro, un mezzo pesante è finito di traverso e per mezz’ora gli automobilisti sono rimasti fermi. Si sono formati 9 chilometri di coda.

Non c’è da illudersi, si ripeterà. I tecnici di Autovie Venete lo sanno e hanno pronto il piano di emergenza per fronteggiare sia la “calata” dei tedeschi che i passaggi dei turisti diretti sulle nostre spiagge e in Croazia nell’estate che sta per iniziare. L’azienda monitora da tempo la situazione anche perché i livelli di traffico sono in costante aumento.

Un dato per tutti: da gennaio a metà maggio la sala operativa di Palmanova, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ha registrato un numero di passaggi superiore del 3,8 per cento. Basta entrare in autostrada per accorgersi come il traffico stia mettendo a dura prova una rete che, per diverso tempo, continuerà a richiedere limiti di velocità ridotti per garantire la sicurezza nei tratti interessati dai lavori. Ma andiamo con ordine e iniziamo a dire che anche in una giornata in cui i livelli di traffico sono nella norma, ieri era una di queste, i punti critici sono più d’uno.

Il viaggio

Alle 9 entriamo al casello di Udine sud per dirigerci verso Venezia. I mezzi pesanti non mancano, ma il traffico è scorrevole. A 5 chilometri dallo svincolo di Palmanova il pannello luminoso avverte: «Coda attenzione».

I cartelli stradali indicano i lavori in corso. Rallentare è obbligatorio per tutti. I campi di papaveri richiederebbero attenzione, ma non è possibile distrarsi e lo sguardo resta fisso sulla lunga fila di camion. Proviamo a contarli, uno, due, tre quattro, cinque al massimo sei in ogni chilometro. Seguono le restrizioni delle carreggiate conseguenti alla riqualificazione del cavalcavia sulla A23.

I lavori vanno avanti, ma, assicura il direttore d’area esercizio di Autovie Venete, Davide Sartelli, «in previsione degli arrivi per le Pentecoste l’organizzazione di quel cantiere cambierà». Sempre Sartelli chiarisce che l’indicazione delle code sui pannelli luminosi in realtà corrisponde a rallentamenti. In effetti, in mattinata le code non c’erano, si sono formate in serata. Il viaggio prosegue, raggiungiamo l’area interessata dai lavori della terza corsia.

I mezzi meccanici sono all’opera e alcune deviazioni sono già scattate. Il cantiere si articolerà lungo 26 chilometri, da Gonars ad Alvisopoli. «Durante i lavori, in tutto il tratto – continua Sartelli –, saranno eliminate le corsie di emergenza, si viaggerà su due corsie larghe 3,5 metri, 25 centimetri in meno rispetto allo standard. Gli automobilisti dovranno osservare nuovi limiti di velocità, 70 per i mezzi pesanti, 80 per le auto. Gli autovelox saranno in funzione». Sartelli sa bene che basta un ostacolo in carreggiata, un incidente o un mezzo in panno per mandare in tilt il sistema.

Ecco perché Autovie Venete ha siglato, in prefettura, un protocollo con i vertici della Polizia stradale, dei Vigili del fuoco e del 118, per intervenire in sicurezza nel caso di emergenze. «Ogni 2,5 chilometri apriremo accessi dall’esterno, georeferenziati, che ci consentiranno di intervenire quando la nostra centrale operativa segnalerà un problema». In quel caso, i mezzi incidentati o in panne saranno portati all’esterno nelle aree accessibili dai mezzi di soccorso.

Anche se non lo dice apertamente, Sartelli non può escludere nuove emergenze. Il direttore si dice certo che il personale di Autovie Venete ha maturato l’esperienza per affrontarle. «Per arrivare a questo livello di intervento abbiamo organizzato corsi di formazione congiunti per il personale di tutti i soggetti coinvolti dal Protocollo dell’emergenza».

E comunque, insiste, «è provato che con limiti di velocità più bassi il traffico diventa più scorrevole. Durante la costruzione del primo lotto della terza corsia, abbiamo registrato il 30 per cento di incidenti in meno». Una percentuale, questa, scesa ulteriormente con l’apertura dell’opera che non ha mai perso d’importanza.

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