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Conto da 4,9 milioni alla Cooperativa Nord Est latte 

Condanna dalla magistratura contabile per la società e il legale rappresentante, Franco Paoletti, leader dei Cospa

PORDENONE. La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha condannato la Cooperativa agricola Nord Est Latte a responsabilità limitata, a pagare ad Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, la somma di 4 milioni 931 mila 970 euro, a titolo «di danno erariale derivante dal mancato versamento del “prelievo supplementare” dovuto da parte dei produttori aderenti alla coop, per il superamento delle quote latte a loro assegnate».

È il “conto”, peraltro nemmeno finale, che è stato consegnato a Franco Paoletti, presidente e legale rappresentante della Coop Nord Est latte, e leader storico dei Cospa di Pordenone e Treviso, ritenuto anche dalla magistratura contabile, che nella sentenza spiega perché sia entrata in questa vicenda, responsabile di un sistema finalizzato ad evitare che ai produttori di latte, venisse imposto il pagamento di sanzioni in caso di “sforamento” della quantità di latte assegnata.

Secondo la Corte dei Conti, la cooperativa era stata istituita proprio a questo scopo, e cita i risultati delle indagini della polizia tributaria secondo la quale la società sarebbe stata fittizia, priva di una vera sede operativa, di beni mobili e immobili, costituita per ottenere il riconoscimento di “primo acquirente” da parte della Regione.

Questa qualifica faceva sì che i produttori conferissero il latte ricevendo il corrispettivo per intero, senza alcuna trattenuta a titolo di prelievo supplementare, in violazione della normativa comunitaria e nazionale che ha regolamentato le famose “quote” fino al 2015. Violazioni finite già nel mirino della magistratura ordinaria, tanto che il tribunale di Pordenone nel 2015 aveva condannato la Coop Nord Est per truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, sentenza successivamente impugnata e in attesa di giudizio.

La Corte dei Conti entra in campo perché i primi acquirenti avevano il compito di effettuare la riscossione del prelievo supplementare che successivamente andava versato all’organismo competente, ovvero ad Agea. Fondi che lo Stato trasferiva poi alla Comunità Europea che a sua volta li reimpiegava in agricoltura, e questo a prescindere che lo Stato li avesse

o meno incassati. Da qui il danno erariale contestato alla Cooperativa e al legale rappresentante, Franco Paoletti. Un danno quantificato in 4,9 milioni di euro per omessi versamenti del prelievo supplementare per le campagne lattiero-casearie che vanno dal 2006 al 2009. (e.d.g.)

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