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Carnera pronto: il basket ritrova il suo palasport dopo 11 anni

Manca davvero poco alla riapertura del tempio della pallacanestro: ancora una settimana per perfezionare i lavori. Poi si attende il via libera della commissione

Ormai manca veramente poco. Un controsoffitto chiesto dai vigili del fuoco, i canestri da montare e poi il Carnera sarà finalmente pronto. In una settimana il cantiere infinito dovrebbe (il condizionale, per scaramanzia, è d’obbligo) finalmente concludersi. Tanto che la speranza è quella di inaugurarlo con le finali nazionali delle giovanili maschili (l’Under 18 Eccellenza e la Final Four Under 18 Elite) in programma a Udine dall’11 al 17 giugno.

Anche se a Palazzo D’Aronco nessuno vuole ancora sentire parlare di taglio del nastro e per le finali giovanili è pronta anche la soluzione B al Benedetti.

Nella tabella i costi preventivati (prima) e quelli con gli imprevisti (dopo)



Conclusi i lavori al Carnera la palla passerà alla commissione pubblico spettacolo presieduta dall’assessore Alessandro Venanzi che ieri ha fatto il punto con il dirigente responsabile del cantiere Marco Disnan, il tenente Mario Cisilino della polizia locale e l’assessore ai Lavori pubblici Pierenrico Scalettaris. A giorni arriverà la convocazione ufficiale poi bisognerà attendere le verifiche tecniche e burocratiche.

L’obiettivo del Comune resta quello di completare i lavori in tempo per il Mondiale Under 19 Femminile che si disputerà a Udine e Cividale dal 22 al 30 luglio (le azzurre sono state inserite in un girone di ferro e se la vedranno con le pari età di Stati Uniti, Cina e Mali). Ma la speranza di anticipare i tempi, come detto, c’è.
La ristrutturazione più lunga della recente storia udinese è iniziata nel 2006 quando è stato presentato un primo progetto per adeguare l’impianto alle norme di sicurezza e in particolare a quelle antincendio.



La scoperta dell’amianto e le successive modifiche alle norme sulla sicurezza hanno contribuito a far lievitare i costi (il conto complessivo è arrivato al momento a 4 milioni e 375 mila euro contro i 3,3 previsti inizialmente) e a dilatare i tempi.

Dopo 11 anni però il cantiere è a un passo dalla chiusura. «Mancano gli arredi negli spogliatoi - spiega Scalettaris - un controsoffitto e i canestri. Nel caso in cui riuscissimo ad anticipare l’inaugurazione, per le finali giovanili utilizzeremo i vecchi tabelloni ci sono quelli vecchi funzionanti sarebbero sufficienti mentre per il mondiale avremo quelli nuovi, più grandi con la possibilità di indicare anche i nomi giocatori con il relativo numero di falli.

L’impianto di riciclo dell’aria è stato già montato e collaudato e in questi giorni saranno installate anche le ultime telecamere. Il cantiere di fatto è quasi concluso e ci siamo riuniti proprio per valutare quando convocare la commissione».

Il cantiere è anche al centro di una battaglia legale iniziata nel 2012 quando il contratto sottoscritto con la Polese di Sacile è stato rescisso. La ditta ha presentato una richiesta di risarcimento

di 2 milioni 589 mila euro alla quale il Comune si è opposto chiamando in causa anche il progettista. A completare l’opera di restauro principale è stata la Riccesi, ma il Comune successivamente ha dovuto affidare altri interventi a una decina di ditte.
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