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Impallinato e ferito: il grifone Maxille ritornerà a volare 

Accolto e curato alla riserva di Cornino: sarà rimesso in libertà. Era stato colpito a Firenze e poi salvato dalla Lipu di Livorno

FORGARIA. Ha rischiato di morire per le brutte ferite e l’intossicazione da piombo riportata dopo che qualcuno lo aveva impallinato. Per fortuna però Maxille, un giovane grifone francese, è stato salvato e portato nella riserva naturale di Cornino dove a breve sarà liberato.

A raccontare l’incredibile avventura toccata al grande rapace d’oltralpe è Fulvio Genero, direttore scientifico della riserva. «Nella Riserva naturale non è una novità vedere dei grifoni francesi – spiega Genero –: ne sono già stati osservati una ventina provenienti da varie colonie dei Pirenei, dal massiccio centrale e dalla Provenza. Sono soprattutto i giovani che si spostano e seguendo le Alpi giungono fino al Friuli».

Ma la storia di Maxille, nato nel 2016 nel Canyon di Verdonin (Francia), è diversa. Maxille non ha seguito le Alpi ma si è spostato lungo gli Appennini. Lungo questo percorso, il giovane grifone, è stato bersaglio di qualcuno che si è divertito a sparargli.

Impallinato, il grifone Maxille tornerà a volare Maxille è un giovane grifone francese che ha rischiato di morire per le brutte ferite e l’intossicazione da piombo riportata dopo che qualcuno gli ha sparato mentre volava lungo gli Appennini. Portato al Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici di Livorno, è stato curato e salvato in extremis per essere poi trasportato nella riserva naturale di Cornino. A breve sarà di nuovo libero (a cura di Cinzia Lucchelli)


«Maxille è stato recuperato nei pressi di Firenze il 22 marzo scorso in condizioni disperate – è il racconto di Genero –, incapace di volare e molto debilitato. Si è lasciato facilmente catturare ed è stato portato al Cruma (il Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici) della Lipu Livorno».

Dagli esami effettuati dal direttore sanitario Renato Ceccherelli sono state evidenziate lesioni da arma da fuoco e una grave forma di intossicazione legata a ingestione di piombo. «Maxille – riferisce Genero – è stato salvato in extremis, con cure intensive e somministrazione di farmaci specifici. Si è ripreso dopo alcune settimane tanto da poter ipotizzare un suo reinserimento in natura».

La collaborazione della Riserva naturale del lago di Cornino con molte strutture, tra le quali il Cruma, ha consentito di organizzare il trasporto del grifone a Cornino, effettuato mercoledì dal Responsabile del centro Nicola Maggi e dal Direttore sanitario. Ad accoglierlo, oltre al direttore scientifico della Riserva Genero, i responsabili della cooperativa Pavees che gestisce l’area protetta e il veterinario Stefano Pesaro. Maxille è stato sistemato in una grande voliera e tenuto sotto osservazione dagli operatori della Riserva.

«Le sue condizioni – è il commento di Genero – sembrano buone e pertanto si prevede di liberarlo nelle prossime settimane. Vedremo se Maxille rimarrà nella colonia friulana o continuerà i suo spostamenti verso altre terre». Secondo gli esperti, per una specie sociale come il grifone l’ideale è liberare soggetti recuperati in una colonia esistente, in tal modo gli uccelli si uniscono agli altri e imparano rapidamente a conoscere il territorio con i siti di alimentazione e di riposo.
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