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Intascava i soldi del Rotary: 1 anno e 4 mesi all’ex tesoriere 

Gemona, il giudice ha subordinato la sospensione condizionale della pena al risarcimento del danno. Con i soldi del club, quasi 40 mila euro, si pagava il ristorante al circolo del golf, carrozziere e perito

GEMONA. Davanti al giudice del tribunale di Udine che, di lì a qualche minuto, si sarebbe ritirato in camera di consiglio per decidere il verdetto aveva tentato un’estrema difesa, negando gli addebiti e professandosi innocente. Le prove a suo carico, invece, non hanno lasciato margine di dubbio.

Gianni Furlan, 52 anni, di Udine, ex tesoriere del “Rotary club Gemona - Friuli collinare” chiamato a rispondere dell’appropriazione indebita di quasi 40 mila euro, è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione e 700 euro di multa.

Nell’aderire alla tesi accusatoria della Procura, il giudice monocratico Roberto Pecile ha inoltre ritenuto di subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena al risarcimento del danno alla parte civile, e cioè al Rotary costituitosi con l’avvocato Emanuela Rosanda, quantificandolo in complessivi 39 mila euro - di cui poco più di 3 mila a titolo di danno morale -, oltre alle spese legali. Il difensore, avvocato Giovanni Adami - sostituito in aula dal collega Giovanni Tarragoni -, aveva concluso chiedendo l’assoluzione del proprio assistito «perchè il fatto non sussiste» o «perchè il fatto non costituisce reato». Il pm aveva invece proposto la condanna a 1 anno e 600 euro di multa.

«Ci riserviamo di leggere le motivazioni – ha detto il difensore – per valutare poi l’eventuale appello». Parzialmente soddisfatto il legale di parte civile, che aveva tuttavia chiesto un risarcimento per danno morale molto più elevato. «Esemplare – ha detto l’avvocato Rosanda –, considerata la condotta particolarmente lesiva dell’imputato, che lavorava per un club attivo nell’ambito dei service».

Ed era stato proprio un passo falso nel finanziamento di uno dei progetti sostenuti dal Rotary a incrinare la fiducia del presidente nei suoi confronti: il mancato pagamento della quota che avrebbe dovuto essere corrisposta al referente israeliano per la costruzione della “Strada della pace” tra un villaggio palestinese e uno ebraico. Era l’estate del 2012. La revisione dei conti del club e la conseguente scoperta del “buco” confermarono i sospetti.

Tra prelievi e assegni indebitamente usciti dalla cassa del Rotary gemonese tra il settembre 2010 e il luglio 2012, secondo i calcoli della Guardia di finanza Furlan era riuscito a intascare 39.694,60 euro. Tutti soldi destinati a soddisfare le sue personali esigenze e i suoi capricci. Nella lista delle spese, figurano, tra gli altri, cene e pranzi al Golf club Udine, i lavori del carrozziere e le competenze dovute al perito che aveva incaricato di un parere per una sua causa civile.

La ricognizione

condotta dai soci del Rotary aveva appurato inoltre come Furlan avesse assunto l’abitudine di non pagare la propria quota d’iscrizione. Non appena scoperto, era stato lui stesso a dimettersi. Ai soci, invece, non era rimasto che autotassarsi, per coprire gli ammanchi e rimpinguare la cassa.

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