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Abs, via 40 operai. La Fiom: "Licenziamenti forzati"

Due rescissioni di contratti e quaranta conciliazioni negli ultimi sette mesi. Il sindacato minaccia presidi, volantinaggi e scioperi per tutelare i lavoratori

UDINE. Due licenziamenti e quaranta conciliazioni, che il sindacato definisce “forzate”, negli ultimi 7 mesi. Li denuncia la Fiom Cgil di Udine con un ordine del giorno approvato ieri all’unanimità dal direttivo provinciale che equivale a una dichiarazione di guerra nei confronti di Abs.

L’organo di leadership delle tute blu provinciali richiede infatti con forza «il ritiro dei licenziamenti e il ripristino delle corrette relazioni industriali» dicendosi pronto, in caso contrario, a salire sulle barricate. A mettere in atto cioè «tutte le azioni politico/sindacali utili a raggiungere l’obiettivo». Presidi, scioperi, volantinaggio. Tutto quanto potrà essere utile insomma a ripristinare uno stato di buone relazioni tra azienda e parti sociali ma ancor prima di tutele per i 1.000 lavoratori in forza all’azienda di Cargnacco.

Roccasalva ne discuterà questa mattina insieme ai colleghi di Fim e Uilm «perché nessuno - ha detto ieri al direttivo - può considerarsi escluso da questa partita. E anzi, se c’è chi pensa di lucrare sul fatto che, al momento, la Fiom in acciaieria non è più rappresentata, si sbaglia di grosso».

A far esplodere il casus belli in Abs è il licenziamento di Giuliano Vidussi, storico delegato rsu di Fiom, colpito da un’accusa tanto infamante - ha denunciato ieri il segretario - quanto falsa: aver provocato un infortunio e aver usato il suo ruolo di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza al fine di costruirsi una giustificazione utile a scagionarlo. In tribunale faremo valere le sue ragioni».

Ma il caso Vidussi è solo la punta dell’iceberg. «Negli ultimi sette mesi l’azienda ha cambiato registro e assunto un responsabile dei provvedimenti disciplinari che non è stato a guardare. Anzi, ha esercitato così bene il suo ruolo che in sette mesi ha massacrato di sanzioni disciplinari 40 persone e alla fine le ha spinte a conciliare. Senza aprire una vertenza, senza alcuna trattativa. In barba agli accordi - ha proseguito Roccasalva -, Abs ha mandato a casa persone con limitazioni fisiche e rappresentanti dei lavoratori. Insomma, ha colpito i più deboli».

Dura la condanna del direttivo provinciale: «Non è concepibile - si legge ancora nell’odg - che Abs metta in atto un piano di licenziamenti basato sui provvedimenti disciplinari. Non è accettabile che violando accordi specifici l’azienda procedura con il licenziamento dei lavoratori con limitazioni fisiche e non è tollerabile che chi rappresenta i lavoratori venga sottoposto a un continuo attacco».

«La strategia appare fin troppo chiara» ha aggiunto Roccasalva coniando un neologismo utile al caso: «Abs si sta Danielizzando. L’obiettivo è far fuori il sindacato e di indizi ne ricordo solo uno: l'Ad delegato viene non a caso dall’azienda madre di Buttrio».

Chiamato in causa, Alessandro Trivillin ribatte: «Non c'è nessuna strategia volta ad eliminare il sindacato - afferma l’Ad - tanto meno un clima complottistico. Sono state fatte delle azioni nel rispetto del contratto nazionale e se abbiamo sbagliato qualcosa a dirlo sarà eventualmente un giudice». Difficilmente la risposta basterà alle parti sociali che come detto stamane si incontreranno per valutare il da farsi.

«Nessuno si senta al sicuro - avvisa Roccasalva - perché oltre ai nostri, anche

i delegati Fim e Uilm sono stati colpiti da provvedimenti». Da qui l’appello all’unità sindacale, alla mobilitazione immediata. Dopo lunghi anni di pacate relazioni sindacali (da otto i lavoratori di Abs non incrociano le braccia) lo sciopero potrebbe essere a Cargnacco questione di giorni...

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