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Legge elettorale, così cambia  il Fvg: in regione una dozzina di collegi per i parlamentari

La proposta di legge ridisegna la geografia per le elezioni di Camera e Senato. Sei o sette uninominali per Montecitorio, tre o quattro per palazzo Madama

UDINE. Il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato è a caccia di voti per riuscire ad approvare la proposta di legge elettorale che porta il suo nome – il “Rosatellum” –, ma, intanto, in regione sono già cominciati i calcoli di quanti aspirano a una poltrona a Montecitorio oppure a palazzo Madama.

Sì, perché il “Rosatellum” avrà pure bisogno di qualche correzione rispetto al testo presentato in Commissione Affari costituzionali della Camera da Emanuele Fiano – ad esempio l’inserimento delle quote di genere anche al Senato e negli uninominali della Camera, così come il limite alle multicandidature previsto per Montecitorio e non ancora per palazzo Madama –, ma è chiaro che se dovesse diventare norma cambierebbe, e di molto, lo schema di gioco attuale basato su Italicum e Consultellum.

Il disegno di legge, infatti, prevede l’elezione del 50% di deputati e senatori – quindi rispettivamente 303 e 150, circoscrizioni Estero escluse – con il ritorno ai “vecchi” collegi uninominali e una quota altrettanto elevata attraverso il metodo proporzionale (senza scorporo del maggioritario) in listini bloccati e composti da un minimo di due a un massimo di quattro nomi. Numeri alla mano, dunque, parliamo di un collegio uninominale – la cui determinazione specifica viene delegata al Governo come per l’Italicum – ogni 200-250 mila abitanti, cifra che nei fatti raddoppia per il Senato visto il numero minore di eletti.

Per il Fvg, quindi, si traduce in uno schema con sei o sette uninominali alla Camera e tre oppure quattro al Senato – in entrambi i casi si tende alla cifra inferiore a meno che non si deroghi dal limite dei 200 (o 400) mila abitanti – e il resto eletto in maxi-collegi. Quanti? È presto detto. La legge prevede listini bloccati da, al massimo, quattro persone per cui per il Senato si viaggia verso il collegio unico regionale, mentre per la Camera – dovendo eleggere come minimo sei parlamentari – sarà inevitabile la suddivisione del territorio in due aree che, grossomodo, potrebbero ricalcare lo schema dell’Italicum con Tarvisiano, Manzanese, Cividalese e Bassa friulana assieme a Gorizia e Trieste.

Il tutto tenendo in considerazione che due uninominali – uno alla Camera e uno al Senato – dovranno essere disegnati per favorire l’elezione di un

candidato della minoranza slovena, la quale se corresse non in coalizione dovrebbe superare, in Fvg, lo sbarramento del 20%: praticamente impossibile. Per tutti gli altri partiti, invece, la soglia su scala nazionale è del 5% sia alla Camera che al Senato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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