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Guidati dal lettore che è in tutti noi: ecco come è nato Noi Messaggero Veneto

Siamo abituati a una comunicazione che si adatta alle nostre esigenze. Siamo abituati ad avere tutto ciò che ci interessa subito e possibilmente senza sforzi. Il lettore che è in tutti noi è la prima vocina interiore che ci dice no, l’informazione online non è quella breve, schematica, brutalmente asettica. Tra i vizi di noi lettori c’è la voglia di leggere storie, inchieste, approfondimenti e di farlo nel modo a noi più funzionale. Sullo smartphone mentre ci reggiamo in equilibrio precario ...

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Siamo abituati a una comunicazione che si adatta alle nostre esigenze. Siamo abituati ad avere tutto ciò che ci interessa subito e possibilmente senza sforzi. Il lettore che è in tutti noi è la prima vocina interiore che ci dice no, l’informazione online non è quella breve, schematica, brutalmente asettica. Tra i vizi di noi lettori c’è la voglia di leggere storie, inchieste, approfondimenti e di farlo nel modo a noi più funzionale. Sullo smartphone mentre ci reggiamo in equilibrio precario sul bus o in metropolitana, sul tablet in viaggio, sul computer di casa, sfogliando il giornale al bar con il caffè della prima colazione. Pretendiamo parole e immagini capaci di adattarsi ai centimetri di carta, agli schermi, alle nostre mani, ai nostri spazi, alla velocità dei nostri movimenti. La tecnologia ci mette a disposizione segnalibri virtuali per non perdere il segno, archivi digitali per conservare.

È questo nostro pretendere che ha ispirato il progetto Noi Messaggero Veneto. Dove prevale la lingua inglese la parola giusta è “membership”. Indica l’appartenenza a un gruppo, il riconoscersi parte di una comunità. Quando gruppo e comunità sono i giornalisti e i cittadini la compagnia si fa subito frizzantina. Ci sono i lettori e gli scrittori. Ci sono i lettori e gli autori di ciò che leggono. Ma è tutto meno banale. Ci sono cittadini. Professionisti che hanno la possibilità di dare voce ad altre persone, a chi vive la città, il territorio nei loro stessi spazi. I progetti di membership hanno alla base la fiducia delle persone nei confronti del giornale del proprio territorio e la disponibilità dei giornalisti di rendere ancora più trasparente il proprio lavoro.

Noi Messaggero Veneto è prima di tutto una sperimentazione e di questa emana il fascino magico. È l’energia di poter rischiare, di poter provare. È la possibilità di apparecchiare sulla scrivania le idee. Sperimentare vuol dire anche imparare per arrivare al prodotto migliore.

Per gli iscritti a “NoiMV” c’è una newsletter serale, con la sintesi della giornata, e una newsletter del mattino: la bussola del direttore. Ne arriveranno altre. Il cantiere è ancora aperto ed è iniziato - anche in questo caso - grazie al nostro essere lettori, un “noi lettore” che deve essere la nostra guida. Cosa vogliamo ricevere via mail? Cosa abbiamo voglia di leggere? Cosa non ci interessa, cosa può catturare la nostra attenzione? Dietro le newsletter di "NoiMv" ce ne sono almeno una trentina: sono quelle a cui ci siamo iscritti per studiare, per capire chi, soprattutto all’estero, ha consolidato un’esperienza, e chi in Italia muove i primi passi. Sono una trentina e forse anche di più per poter scegliere i colori giusti, la grafica, la giusta dose di parole, il tono, il modo, gli orari, il cosa e il come. La nostra sintesi è quello che riceveranno gli iscritti a NoiMv: una newsletter con le notizie principali della giornata per essere lette in poco tempo, con la possibilità di approfondire, con un mix di cronaca e di storie. Grafica semplice, pulita. Chiara, speriamo.

La forma di trasparenza che ha scelto la redazione per i suoi lettori è innanzitutto la porta aperta. Ci saranno incontri con il direttore per partecipare a quel momento del mattino in cui il giornale di domani prende forma. Ci saranno incontri con i redattori e le istituzioni quando ci sarà bisogno di dare voce - e di alzare il volume - alle istanze della città. Il dibattito sarà a pochi passi da computer e scrivanie. E sarà anche online, perché è giusto così. Oggi Facebook fa parte della quotidianità ed è il luogo virtuale che più spesso frequentiamo. Qui torna il “noi lettore”. Se anche noi leggiamo, clicchiamo, curiosiamo, condividiamo, commentiamo su Facebook non dovremo anche adattare la nostra informazione a questo mondo? La riposta è sì, ovviamente. E i giornali già lo fanno. Ma non abbastanza per rispondere all’impegno alla trasparenza. Serve qualcosa in più. NoiMv sarà quindi anche un gruppo Facebook. “Chiuso” e cioè riservato agli iscritti perché il confronto possa essere tra chi chiede impegno e chi lo vuole dare. Nel gruppo ci sarà moderazione per non fare confusione, ma tutti potranno dire la loro. Lo abbiamo immaginato come una cassetta della posta per poter lasciare segnalazioni, come un telefono sempre acceso, come un forum per confrontarsi. Dovrà esserci la certezza di essere ascoltati e la certezza di essere creduti.

L'attenzione è alta sui contenuti. Per gli iscritti a “NoiMV” ci saranno “approfondimenti”. Ci sarebbe piaciuto usare il termine longform, ma è così tecnico che perde di significato. Il longform nelle redazioni è un contenuto dal formato esteso, tanto testo - per intenderci - perché c’è la possibilità di raccontare di più, senza i limiti della pagina. Per la redazione vuol dire impegnarsi a una maggiore relazione con i lettori consegnando loro storie, resoconti dettagliati, inchieste per fare il punto. È una promessa.

Il “noi lettore” è stato fondamentale anche quando si è trattato di creare il contenitore digitale di tutto ciò. Il sito www.noimessaggeroveneto.it mi piace definirlo elastico, con buona pace di tecnici, grafici e sviluppatori. Si adatta allo schermo, si adatta allo smartphone, si clicca, si tocca con le dita, è chiaro, lineare. Anche dietro a questo contenitore c’è uno studio: abbiamo guardato cosa fanno gli altri per capire come adattarlo alle nostre esigenze. C’è anche qualcosa di più, forse di minor interesse per il lettore ma importante come metodo di lavoro. Il sito di NoiMv ha i colori del Messaggero Veneto, ha una grafica tale da rendere l’esperienza del lettore uniforme a tutto ciò che già conosce: sappiamo sempre dove siamo. Dietro a questa casa c’è però un sito neutro, che sarà capace di adattarsi alle altre testate e alle realtà del gruppo editoriale Gedi, di cui fa parte il Messaggero Veneto. È la prima volta - e anche questo è un dettaglio più per addetti ai lavori - che si pensa al prodotto ancora prima di pensare al marchio da metterci sopra, e questo significa soprattutto aver pensato prima a chi dovrà usarlo, a chi dovrà sentirlo “casa”. È una piccola rivoluzione: c’è una scatola degli attrezzi con le istruzioni a disposizione di altre redazioni.

Il “noi lettore” ha guidato tutto il team che ha lavorato a Noi Messaggero Veneto. La divisione digitale del Gruppo Gedi, la redazione del Messaggero Veneto, le direzioni, l'Agl, l'Agenzia dei quotidiani locali, Le competenze e le esperienze si sono mischiate. La trasparenza che il Messaggero Veneto oggi si impegna a potenziare parte da qui, dal raccontare che abbiamo discusso, a volte anche animatamente, che abbiamo imparato, sbagliato, studiato e ri-studiato prima di decidere. Quello che consegniamo al lettore è un prodotto digitale nuovo, è una sfida, è la nostra voglia di condividere un percorso, di costruire insieme l'informazione di domani.