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Udine, viaggio in Borgo Stazione: «Troppe risse, gli stranieri non rispettano le regole» 

Dopo la segnalazione di Ester Soramel, iscritta a NoiMv, sul gruppo Facebook riservato alla comunità dei lettori, siamo tornati in via Roma e nelle vie limitrofe per capire quali passi erano stati fatti dopo il taglio delle siepi in via Leopardi. Gli abitanti del quertiere ci hanno raccontato come stanno le cose: i controlli sono aumentati, ma la convivenza è difficile. Clicca qui per iscriverti

UDINE. «Qui come si vive? Bene anche se non tutti rispettano le regole». Siamo in Borgo stazione nell’estate successiva al taglio delle siepi in via Leopardi, dove si annidava lo spaccio di droga e anche il sesso a pagamento. A suggerirci di tornare nel quartiere più multietnico della città è la lettrice Ester Soramel, iscritta al gruppo Facebook riservato agli iscritti Noi Messaggero Veneto. È stata lei a rileggere l’articolo pubblicato lo scorso 9 gennaio che raccontava lo cambio di propos ...

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UDINE. «Qui come si vive? Bene anche se non tutti rispettano le regole». Siamo in Borgo stazione nell’estate successiva al taglio delle siepi in via Leopardi, dove si annidava lo spaccio di droga e anche il sesso a pagamento. A suggerirci di tornare nel quartiere più multietnico della città è la lettrice Ester Soramel, iscritta al gruppo Facebook riservato agli iscritti Noi Messaggero Veneto. È stata lei a rileggere l’articolo pubblicato lo scorso 9 gennaio che raccontava lo cambio di proposte e promesse tra il Comitato dei cittadini e il sindaco, Furio Honsell, e a chiederci: «Come è andata a finire?».



Noi siamo tornati nel quartiere e abbiamo girato la domanda alla gente che continua a segnalare la difficile convivenza con gli usi e i costumi degli extracomunitari. Persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, non rispettano le nostre regole. Parlano a voce alta, si riuniscono sui marciapiedi, occupano le panchine e dopo una certa ora litigano lanciandosi bottiglie. Anche lo spaccio non è mai venuto meno. Situazioni note alle forze dell’ordine che, e questo va detto, rispetto a un anno fa sono molto più presenti nella zona. Il fatto di vedere passare volanti e gazzelle a tutte le ore tranquillizza i residenti che con una certa rassegnazione ammettono: «Grossi problemi alla fine non ci sono, ma se gli stranieri rispettassero un po’ di più le regole si vivrebbe molto meglio».

I disagi sono sempre gli stessi: nell’aria adiacente alla stazione dei pullman le liti tra ragazzi non si contano più. «Vivo qui da un paio d’anni senza grossi problemi, se non fosse per le continue liti tra ragazzi si starebbe molto meglio. Domenica notte – racconta una giovane donna – siamo stati svegliati prima dell’1 dalle urla e dal rumore dei cocci». Siamo nella zona adiacente alla stazione dei pullman. Poco più avanti anche la titolare del panificio “Dolce pensieri” ritiene «tutto nella norma».

Ed è proprio quella normalità a preoccupare i cittadini convinti che a provocare il disagio sia il mancato rispetto delle regole. «Le forze dell’ordine passano – aggiunge – ma non so fino a che punto fanno osservare le regole». In questo angolo di città gli stranieri occupano le panchine a ogni ora del giorno e pure della notte e gli abitanti storici stentano a credere che il più noto quartiere delle magnolie si sia ridotto così. «Non abiterei qui», afferma deciso il titolare di “Only pizza”, Giuseppe Prete, riconoscendo che i maggiori controlli delle forze dell’ordine stanno disincentivando gli stranieri a sdraiarsi nelle aiuole e nei giardini. Ecco perché Prete sollecita i politici a prestare la stessa attenzione che riservano al centro storico anche a Borgo stazione: «In fondo – conclude – è il biglietto da visita per chi arriva in città».

Nessuno boccia il quartiere in cui vive, non lo fa anche per evitare ripercussioni sulle quotazioni immobiliari. I cartelli “vendesi” e “affittasi” ci sono eccome. Dopo la scomparsa della sua presidente Francesca De Marco, anche lo storico comitato dei cittadini ha perso un po’ di grinta. A fare il punto della situazione è la portavoce, Laura Paviotti, visto che lo scorso gennaio c’era anche lei a confronto con il sindaco.

«Il quartiere non è peggiorato, ma neppure migliorato. I commercianti di via Roma sono soddisfatti, mentre io sostengo che servirebbe maggior cura del verde nei giardini Pascoli come pure l’ordinanza che vieta le bottiglie di vetro per strada, L’abbiamo chiesta, ma il sindaco ci ha risposto che non vuole farla. E così tutte le sera gli stranieri si siedono davanti ai negozi di frutta e verdura con le bottiglie di birra che poi abbandonano in strada». Paviotti fotografa la situazione in viale Europa unita. Qui e in via Croce il Comune aveva promesso la sistemazione di alcuni marciapiedi ma ancora gli operai non sono arrivati.

O meglio: «Se i marciapiedi sono in pietra o in porfido, le buche non si possono coprire con l’asfalto». Paviotti abita nel quartiere “delle magnolie” da diversi anni e non accetta di doverlo promuovere con un 6,5 ansiché con un 10. E se poi in via Dante incontra «alcuni piemontesi ospiti all’hotel Ambassador» che le fanno notare «dispiaciuti, come Udine sia sempre più degradata», lei scrive su Facebook: «Mi hanno indicato una buca enorme nel marciapiede, siepi incolte, edere sui tronchi delle magnolie, il giardino Pascoli ormai irriconoscibile frequentato da gente poco raccomandabile.... Era il giardino delle mamme dove bimbi felici giocavano. Questo mi hanno detto poi se ne sono andati chiedendomi quale fosse il partito al comando della città». Siamo andati anche ai giardini Pascoli e, in effetti, è frequentato da molti stranieri. Se nei fine settimana diventa il luogo di ritrovo delle badanti, negli altri giorni è frequentati dai profughi. «I cittadini – conclude Paviotti – devono monitorare la situazione senza prestarsi alle battaglie politiche».

LE PROSTITUTE TENGONO LONTANO I LADRI

«Le prostitute? Tengono lontano i ladri». Dietro le parole di un’anziana signora che, in via Battistig, rientra a casa con la spesa, c’è una buona dose di realismo e rassegnazione. Realismo perché effettivamente nelle zone frequentate dalle prostitute i ladri si tengono alla larga, preferiscono non imbattersi con le volanti della polizia che passano tutte le notti, rassegnazione perché nonostante le mille segnalazioni il problema resta. Detto che la prostituzione non è reato, molti residenti lamentano il via vai delle auto dei clienti e il vociare insopportabile durante la notte.

La maggior concentrazione delle ragazze, tutte giovanissime, disposte a vendere il loro corpo, si registra tra le vie Percoto, Nievo e Battistig. Venerdì scorso, a mezzanotte, le abbiamo viste anche all’inizio di viale Ungheria, poco prima della metà di viale Trieste e in via Tullio. L’elenco delle strade ci viene confermato anche dall’anziana in via Battistig che, come altri residenti apprezza i continui pattugliamenti della polizia. «Alle 22 le ragazze sono già in strada», spiega dimostrandosi più infastidita dai gruppi di stranieri che già alle 18 si formano in fondo a via Battistig.

«Sabato sera sono andata a messa alle 18, avevo paura a passare davanti a tutti quegli uomini». Ma poi è la stessa signora ad ammettere che a infastidire i residenti sono gli usi e i costumi degli stranieri perché non tutti sono integrati e rispettano il nostro modo di vivere. «Pensi che da un anno, nel nostro condominio, pulisce le scale una donna con il velo: lavora, è brava. Come vede qualcuno si è integrato». Questa non è l’unica storia di una convivenza complicata nella città che cambia. In via Battistig la titolare del negozio “Prodotti tipici italiani” ha affittato lo spazio due anni fa, subentrando a un negozio latino-americano.

«La concorrenza dei supermercati ci ammazza – afferma –, qui non siamo in via Roma dove quasi tutti i negozi sono in mano agli stranieri che arrivano a pagare anche 10 mila euro di caparra e 1.500 euro al mese di affitto». Impossibile cercare riscontri in via Roma, dove la maggior parte dei commercianti preferisce non commentare. Ci spostiamo in via Carducci. «Qui ci salviamo – ripete più di qualcuno –, la situazione più critica è in via della Rosta, dove resiste solo una parrucchiera. Tutti gli altri negozi o sono gestiti da stranieri o sono sfitti e in vendita». I cartelli “vendesi” e “affittasi” non mancano neppure in via Giusti. «Non siamo abituati a queste trasformazioni», aggiunge un signora riferendosi ai bivacchi a cielo aperto che alle volte si trova di fronte quando rientra a casa la sera.

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