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Noi Messaggero Veneto, come nasce un giornale-comunità 

Il direttore Monestier insieme ai lettori per il primo appuntamento riservato agli iscritti NoiMv

In redazione un gruppo di lettori (iscritti alla comunità NoiMv) per il primo appuntamento de' "Il caffè con il Direttore". Insieme ai giornalisti hanno partecipato alla costruzione del numero in edicola venerdì, 7 luglio. Iscrivetevi qui a NoiMV - Le nostre newsletter - Gli eventi

Benvenuti al Messaggero Veneto: ecco il primo Caffè del Direttore

Si inizia con uno scherzo: «Direttore, mi spieghi una cosa: perché il Messaggero Veneto non dà più spazio al gossip? Venderebbe di più». E ancora: «Voi vi occupate di politica, cronaca nera, sport. Ma la pagina più letta, creda a me, è quella delle lettere». Sono seduti attorno a un grande tavolo i nove lettori (iscritti alla comunità NoiM ...

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Benvenuti al Messaggero Veneto: ecco il primo Caffè del Direttore

Si inizia con uno scherzo: «Direttore, mi spieghi una cosa: perché il Messaggero Veneto non dà più spazio al gossip? Venderebbe di più». E ancora: «Voi vi occupate di politica, cronaca nera, sport. Ma la pagina più letta, creda a me, è quella delle lettere». Sono seduti attorno a un grande tavolo i nove lettori (iscritti alla comunità NoiMv) che, ieri pomeriggio, hanno risposto per primi all’invito del giornale di partecipare al “Caffè con il direttore”, l’iniziativa promossa dal Messaggero Veneto per dare la possibilità di seguire da vicino la preparazione del giornale. Tutti, o quasi, alla prima esperienza diretta con termini come menabò, timone, titoli di apertura o di taglio.

Il caffè con il Direttore, un appuntamento per scrivere insieme il giornale


L’incontro

È stato il direttore, Omar Monestier, assieme ai suoi collaboratori, a condurre per mano i lettori alla scoperta del giornale e dei suoi piccoli e grandi segreti. Ha illustrato agli ospiti la storia del Messaggero Veneto, i meccanismi alla base della composizione del quotidiano, il solco che il tempo ha scavato fra il modo in cui si faceva informazione fino a dieci anni e quello attuale. «Prima - ha precisto il direttore - per il lettore la possibilità di intervenire nelle dinamiche del giornale erano assai limitate: si poteva scrivere o telefonare alla redazione. Oggi le cose sono cambiate. Le nuove generazioni - ha aggiunto - non vanno in edicola, si informano attraverso i social. Il bisogno di un contatto e la voglia di partecipare al processo informativo si concretizza, il più delle volte, con un messaggio via Facebook». Ora iniziano a capire che non basta. Non più.

LA BUSSOLA DEL DIRETTORE: ISCRIVETEVI ALLA NEWSLETTER

L’intervento da Roma

Da qui il progetto promosso dal Messaggero Veneto di avvicinare sempre di più il lettore al giornale, di rafforzare il rapporto con la comunità. Concetti ripresi dal direttore editoriale dei quotidiani Finegil, Roberto Bernabò, che si è collegato via skipe da Roma: «Il nostro obiettivo - ha spiegato - è quello di costruire con i lettori un rapporto stretto di collaborazione. Lo ammetto, è una sfida culturale in cui noi giornalisti, però, crediamo molto. Il Messaggero Veneto farà da apripista e lo farà con la massima trasparenza. Culliamo l’ambizione - ha concluso Bernabò - di diventare, in maniera ancora più marcata di quanto già non lo sia oggi, un elemento coagulante all’interno di una comunità. E per far questo i lettori reciteranno un ruolo da protagonisti».

NOI MESSAGGERO VENETO: TUTTI GLI EVENTI RISERVATI AGLI ISCRITTI 

Un messaggio chiaro e forte. Che i nove lettori, ma confidiamo nella vasta platea che segue il giornale e il sito del Messaggero Veneto, hanno fatto capire di apprezzare. Magari anche per il fatto di essersi, poi, “sciolti” con una serie di domande rivolte proprio al direttore Monestier e al vicedirettore Giuseppe Ragogna. «Senta, ma è giusto far commentare gli articoli»? La risposta: «È giusto, ma con le dovute cautele. Il commento - ha affermato Monestier - altro non è che il bisogno di attenzione. Oggi molti sono arrabbiati con tutto ciò che è percepito come strumento di potere e il giornale spesso è considerato tale. Certo, chi usa toni fuori luogo finisce per sfregiare il sito. A quel punto, come extrema ratio, possiamo nascondere il suo commento o impedirgli di continuare a insultare».



Un giro in redazione

I lettori sono stati, quindi, accompagnati in redazione. Hanno avuto modo di vedere come si sceglie e si confeziona una pagina, come si elabora un titolo, come si inseriscano gli articoli all’interno della stessa pagina e come questa possa essere modificata in caso di fatti gravi dell’ultimo momento.

La riunione

La conclusione della visita è avvenuta con la riunione di redazione. Quella del pomeriggio, in questo caso. I capi settore hanno illustrato le notizie, sottoponendole alla validazione del direttore e dei componenti dell’Ufficio centrale. I lettori hanno fatto le loro osservazioni: il Friuli non è più al comando nelle rilevazioni Invalsi della scuola, ma occupa comunque i primi posti? «Allora, direttore, faccia questo titolo: Nonostante tutto, il Friuli si difende». Ne è nata una piccola discussione. Il direttore, provocatoriamente ha proposto: «Invalsi, il Friuli perde il primato». Alla fine i lettori hanno proposto di aprire il giornale con le banche. Hanno vinto loro, convincendo il direttore (che forse aveva già deciso così...). Dopo la riunione l’annuncio: «cari lettori, parleremo anche di voi sul giornale in edicola». E il risultato è quello che vedete nelle pagine del quotidiano del 7 luglio.