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Noi MV, ecco chi sono i nove lettori con cui abbiamo costruito il giornale

I nostri lettori ospiti al Messaggero Veneto e alcuni momenti della visita in redazione

Il Messaggero Veneto ha aperto le porte della sua redazione agli iscritti a NoiMv, arrivati in viale Palmanova per l'appuntamento "Il caffè con il Direttore". Suggerimenti, domande, annotazioni e ambizioni personali: insieme abbiamo gettato le basi per un quotidiano-comunità

UDINE. Per nove lettori, iscritti a Noi Messaggero Veneto, il giornale uscito in edicola venerdì, 7 luglio, ha un valore speciale. Il motivo? È stato costruito e pensato con e grazie a loro.

Dall'insegnante di origini campane a un'aspirante fotografa di 11 anni, ecco chi sono i lettori che hanno partecipato al "Caffè con il Direttore", il primo dei tanti appuntamenti targati NoiMv.

LISA MARIN, LA STUDENTESSA E REPORTER DEL MV SCUOLA

Il mio obiettivo? Raccontare la cronaca e le storie su ...

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UDINE. Per nove lettori, iscritti a Noi Messaggero Veneto, il giornale uscito in edicola venerdì, 7 luglio, ha un valore speciale. Il motivo? È stato costruito e pensato con e grazie a loro.

Dall'insegnante di origini campane a un'aspirante fotografa di 11 anni, ecco chi sono i lettori che hanno partecipato al "Caffè con il Direttore", il primo dei tanti appuntamenti targati NoiMv.

LISA MARIN, LA STUDENTESSA E REPORTER DEL MV SCUOLA

Il mio obiettivo? Raccontare la cronaca e le storie su Snapchat

Lisa Marin ha 16 anni, vive a Povoletto e la redazione del Messaggero Veneto è un po’ una seconda casa. Da tempo scrive per l’inserto della Scuola e i corridoi del giornale li conosce come le sue tasche. Ma c’è una cosa che non aveva mai visto: la riunione di redazione, come nasce il quotidiano e in che modo vengono scelte le notizie da mettere in pagina. «Un’esperienza fantastica, soprattutto per i lettori incuriositi dall’atmosfera». Armata di cellulare, la giovane reporter del Messaggero Veneto Scuola riprende l’incontro e lo posta su Snapchat, il social preferito dai giovanissimi. Dopo 24 ore le immagini spariscono, ma i ricordi di una giornata particolare restano a lungo.

GIULIA PERESANI, LA PROFESSORESSA ATTENTA AI COMMENTI
Rispondere con cognizione: il modo giusto per informare

Giulia Peresani ha le idee molto chiare: il Messaggero Veneto che lei vorrebbe deve fare attenzione ai commenti dei lettori, moderare ma soprattutto dare una visione critica dei grandi temi come la scuola, la sanità e la politica. «Sono un’insegnante e per me è importante che le persone commentino con competenza, sapendo bene quello di cui si sta parlando. Ecco, per me bisogna andare in questa direzione». Giulia vive a Lestizza ed è membro del gruppo Facebook riservato agli iscritti a Noi Messaggero Veneto. Quando in riunione si parla di scuola, la professoressa ci tiene a dire la sua: «L’istruzione in Friuli? Una delle migliori in Italia».

CARLO RINALDIN, IL PENSIONATO AFFEZIONATO AL MESSAGGERO VENETO
Più gossip per dare una nota di vivacità alle notizie

«Prima il giornale era incollato al centro e potevo sfogliarlo mentre passeggiavo. Ora i fogli cascano tutti a terra e devo leggerlo per forza seduto». Così ricorda Carlo Rinaldin, accanito lettore del Messaggero Veneto e spesso autore di alcune lettere inviate in redazione. Nella sede del giornale c’era già stato, 15 anni fa: «Di tempo ne è passato. Tutto è cambiato tranne l’atmosfera che si respira in una redazione: c’era tanta carica prima e ce ne è ancora adesso». Seduto al grande tavolo, durante il momento caffè, alza la mano e fa una proposta: «Nel giornale vorrei avere qualche gossip in più, un modo per dare vivacità alle notizie».

MAURO LUGLIO, IL LETTORE DA MONFALCONE
Basta bufale: prima di tutto l’autorevolezza delle fonti

«Il giornale con la “g” maiuscola deve sempre verificare le notizie. Il suo ruolo è quello di dare ai lettori un’informazione precisa e chiara. Le bufale le lasciamo ad altri». La linea guida del quotidiano la detta Mauro Luglio, arrivato a Udine da Monfalcone per partecipare alla riunione di redazione e vedere con i propri occhi cosa c’è al di là del giornale che ogni mattina legge con attenzione. «La fiducia che il lettore ripone nella cronaca quotidiana è altissima - ricorda - E l’autorevolezza della testata non deve venire mai meno altrimenti si rompe quel legame tra le due parti». Finito l’incontro, Mauro ci saluta con un «ci vediamo presto». Sarà con noi a Gorizia per il tour in rotativa.

MICHELE TOMASELLI, L'ARCHITETTO ATTENTO ALLE NOTIZIE
L’ex Upim e la viabilità al centro delle mie letture

Michele Tomaselli vive a Cervignano e nella vita fa l’architetto. Legge ogni giorno il Messaggero Veneto, spulciando tra le notizie di provincia e soffermandosi molto sulla cronaca di Udine. «Lavoro qui e mi piace essere informato sulla città», ci spiega. Durante la riunione chiede come funzionano i blog, se le notizie sono verificate in tutti i casi e quanto spesso i giornalisti escono per i servizi o usano i comunicati stampa. «Da architetto seguo con passione il botta e risposta per la ristrutturazione dell’ex Upim o la pavimentazione in via Mercatovecchio. Mi piace vedere come si sviluppano i dibattiti, leggere tutti i pro e tutti i contro».

FRANCESCO MUZZARELLI, LICEALE APPASSIONATO DI CALCIO
Da grande voglio fare il giornalista sportivo

Dentro la redazione oggi sperando di viverla domani. Francesco Muzzarelli, 16 anni, lo dice quasi a bassa voce ma il suo grande sogno è quello di diventare un giornalista sportivo. «Sono qui perché ero troppo curioso di vedere con i miei occhi cosa vuol dire costruire un giornale», racconta il ragazzo. Di strada ce ne è ancora tanta da fare prima di decidere cosa fare da “grande” ma Francesco, che a settembre inizierà il terzo anno al liceo Marinelli di Udine, sembra non avere molti dubbi. «Amo lo sport e tifo Milan. Mi piacerebbe scrivere delle mie passioni», ammette prima di aggiungere: «Però preferisco Scuffet a Donnarumma».

GLORIA ROVERE, L'INFERMIERA CON IL MV NEL CUORE
Fare un giro in redazione è come vedere il set di un film


Per Gloria Rovere, infermiera di Martignacco, il Messaggero Veneto è un vecchio amico di infanzia e un buon compagno del presente. Il quotidiano del Friuli, infatti, è una sorta di fotografia dei suoi ricordi: «I miei genitori avevano un’edicola a Colloredo di Prato - confessa - Per me il giornale di carta stampata è una traccia indelebile dell’infanzia. Non potevo non esserci e non portare mia figlia Alessia». Quando il gruppo di lettori gira tra le postazioni in redazione, Gloria si guarda intorno incuriosita, prende il cellulare e scatta una foto. «Sembra di essere nel set di un film. Da fuori il Messaggero Veneto è solo una grande insegna luminosa. Dentro è anche meglio».

ALESSIA, LA PIU' GIOVANE DEL GRUPPO
La tecnologia non può sostituire lo stupore per una bella foto


Tra tablet, computer e realtà virtuali, a 11 anni il giornale di carta potrebbe sembrare quasi un oggetto di antiquariato. E invece no. Alessia Calligaris ha deciso di accompagnare sua mamma Gloria a fare un giro in redazione perché «quando vado dai nonni leggo sempre il Messaggero Veneto». Ovviamente non prende il caffè come gli altri ospiti ma ascolta con attenzione tutte le domande che i lettori rivolgono al direttore e ai giornalisti. Poi, durante il giro tra i corridoi del giornale, si illumina quando vede la stampa della copertina del Messaggero Veneto a colori, la prima in Italia: impressa c’è l’immagine di un uomo con una tuta bianca che sbarca sulla luna. Sono passati quasi cinquant’anni.