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A Pordenone il giornale si fa con i lettori

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Noi Messaggero Veneto, il caffè con il Direttore fa tappa a Pordenone

PORDENONE. Bere il caffè e leggere il giornale al bar è una tradizione di cui molti lettori non possono fare a meno. Ma quanti possono dire di aver bevuto il caffè e aver partecipato alla costruzione del giornale? Per dodici lettori di Pordenone, iscritti a Noi Messaggero Veneto, è andata proprio così sabato mattina, 22 luglio.

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Noi Messaggero Veneto, il caffè con il Direttore fa tappa a Pordenone

PORDENONE. Bere il caffè e leggere il giornale al bar è una tradizione di cui molti lettori non possono fare a meno. Ma quanti possono dire di aver bevuto il caffè e aver partecipato alla costruzione del giornale? Per dodici lettori di Pordenone, iscritti a Noi Messaggero Veneto, è andata proprio così sabato mattina, 22 luglio.

I giornalisti hanno aperto le porte della redazione in via Molinari e hanno ospitato i lettori per il “Caffè con il Direttore”, l’iniziativa promossa dal quotidiano (e richiesta a gran voce dalla parte occidentale del Friuli dopo l’appuntamento a Udine) per dare la possibilità di seguire da vicino la preparazione del giornale.

L’incontro

Il primo lettore è arrivato in anticipo, un quarto d’ora prima delle 11. Non si sono fatti attendere gli altri, arrivati pochi minuti dopo. È stato il direttore, Omar Monestier, assieme al team dei redattori pordenonesi, a fare gli onori di casa. Prima un breve discorso in sala riunioni. Poi la foto di gruppo di rito, davanti a quella che si è rivelata essere la sorpresa più gradita da tutti: i biscotti con il logo NoiMv, prodotti dalla cioccolateria di Peratoner. «Li abbiamo fatti a mano, uno per uno», racconta Matteo Rosso, collaboratore di Giuseppe Paggiotto, il proprietario della pasticceria.



Un po’ di storia

Prima di impostare insieme ai lettori il giornale, il direttore ha ripercorso la storia del Messaggero Veneto, i meccanismi alla base della composizione del quotidiano, le differenze stilistiche e di contenuto tra la versione cartacea e quella digitale. E dato che l’imbarazzo è andato via alla prima tazzina di caffè, i lettori hanno cominciato con le domande.

«Come mai il sito ha in coda notizie vecchie del giorno prima?», domanda la signora Maria Grazia. «Il mondo dell’informazione è cambiato con il tempo - spiega il direttore Monestier - E se prima si leggeva un pezzo direttamente sulla home del sito, adesso con Facebook e l’effetto a catena delle condivisioni, non importa quanto vecchia è una storia: se è bella, è forte e funziona, beh merita di stare in homepage».

Altro tema caldo sollevato dagli ospiti sono i commenti: sopratutto quelli sprezzanti, volgari, troppo spesso cattivi o diffamatori. Sospendere la possibilità di dire la propria opinione è una soluzione? Non proprio. «Il lettore è un cittadino che ha dei diritti, primo tra tutti quello di dire la propria opinione. - continua Monestier - Quando sbagliano o utilizzano termini molto forti, lì interveniamo noi con la moderazione, spiegando loro che un ragionamento ben costruito vale molto più di un’esternazione immediata». Dalla piccola platea arrivano anche alcune richieste: aumentare le pagine delle lettere, dare più spazio alla cronaca locale o fare un concorso fotografico. Tutti gli spunti sono ben accetti.

La riunione delle 12

Tra un aneddoto e una domanda, il tempo passa velocemente in redazione. Intorno alle dodici, i lettori si raggruppano di fronte al monitor del vicecaporedattore Antonio Bacci, responsabile della redazione di Pordenone. È il momento della riunione, la prima della giornata. Al di là dello schermo c’è un lungo tavolo attorno al quale sono seduti i colleghi di Udine e il vicedirettore Giuseppe Ragogna. Partendo proprio da Pordenone, i capi di ogni settore raccontano gli eventi più importanti fino a quel momento, cosa vorrebbero inserire in pagina e quale approfondimento mettere in cantiere.

I lettori ascoltano incuriositi, soprattutto quando si parla di “paginoni”, “tasche” o quando gli viene passato un foglio A4 con quello che tecnicamente viene chiamato “timone”: il complesso, in maniera schematica, delle pagine previste per il giornale (inclusi anche gli spazi pubblicitari). Alla fine della riunione l’annuncio: «Cari lettori, la notizia più importante siete voi». E il risultato è quello che state leggendo, da pubblico a protagonisti delle nostre pagine. Con l’aggiunta dolce di un biscotto targato #noimv.

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