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Col Messaggero Veneto alla scoperta dei segreti della Palmanova sotterranea

Lunedì le visite guidate organizzate per i nostri lettori. Grande richiesta: tutti i posti sono già esauriti

PALMANOVA. Quello dei percorsi sotterranei di Palmanova (oltre 4 chilometri di camminamenti scavati sotto la superficie della città stellata) è certamente uno degli aspetti più affascinanti della fortezza veneziana e francese. Lo testimonia anche il grande successo registrato dall’iniziativa del Messaggero Veneto che organizzerà, per la Community dei lettori NoiMV, una visita guidata proprio alle gallerie della città stellata, un evento in programma per lunedì 31 luglio (appuntamento alle 18 ...

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PALMANOVA. Quello dei percorsi sotterranei di Palmanova (oltre 4 chilometri di camminamenti scavati sotto la superficie della città stellata) è certamente uno degli aspetti più affascinanti della fortezza veneziana e francese. Lo testimonia anche il grande successo registrato dall’iniziativa del Messaggero Veneto che organizzerà, per la Community dei lettori NoiMV, una visita guidata proprio alle gallerie della città stellata, un evento in programma per lunedì 31 luglio (appuntamento alle 18.45 in piazza Grande). Il tour ha registrato in poche ore il tutto esaurito: per motivi di sicurezza la visita guidata è riservata ai soli iscritti con biglietto.

Palmanova stupisce dall’alto e la sua vista aerea è su tutti i libri di urbanistica, ma custodisce nel sottosuolo mille segreti che parlano della conformazione della fortezza, di quanto sia articolato il suo sistema difensivo, delle modalità di canalizzazione delle acque, della vita quotidiana dei soldati.

Si tratta, in alcuni casi, di passaggi sotterranei che permettono di mettere in collegamento un luogo della fortezza con un’altra postazione in modo da garantire la sicurezza degli spostamenti delle milizie. In altri casi (si parla in questo caso di mine) i percorsi costruiti sotto le fortificazioni sono stati realizzati allo scopo di essere minati ed eventualmente fatti esplodere quando il nemico in superficie avesse raggiunto tali posizioni.

La “Palmanova Underground” piace proprio. Anche se non è di facile accesso. Per problemi di sicurezza e di tutela del bene storico quasi tutti gli ingressi sono chiusi al pubblico. La galleria che collega il fossato alla lunetta napoleonica, l’unica dotata d’illuminazione, si trova nelle competenze del Museo militare e non è accessibile normalmente ai visitatori. Le altre sono percorribili con torce e con una certa cautela, ma soltanto in alcune giornate quando c’è chi sorveglia il luogo e le modalità di accesso.

Nella visita di domani sarà proposto un percorso sotterraneo di epoca veneta scavato al di là del muro di controscarpa per poi dirigersi sotto il rivellino, nel tratto di cinta bastionata compreso tra porta Aquileia e porta Cividale. Inoltre, sempre in quell’area, sarà visitabile la galleria che collega il fossato alla lunetta di età napoleonica. Un percorso suggestivo lungo complessivamente alcune centinaia di metri. I lettori che si sono prenotati in tempo (ma altre visite saranno organizzate in futuro) potranno percorrerlo “armati” di torce.

Al termine del passaggio sotterraneo sbucheranno all’interno della costruzione, chiamata Lunetta, realizzata dagli ingegneri di Napoleone Bonaparte. Il tuffo nel passato sarà aiutato anche dalla presenza dei figuranti del Gruppo Storico.

«Siamo fermamente convinti delle potenzialità turistiche di questi percorsi – dichiara il sindaco Francesco Martines – . Perciò abbiamo messo in campo alcune iniziative per renderli più fruibili. Al momento stiamo organizzando visite in alcune particolari occasioni come, ad esempio, alla Giornata della Terra, del Fai, a Pasquetta.

Ma l’idea è quella di rendere queste visite una possibilità quotidiana. Facendo pagare un minimo biglietto di ingresso, spiegando ai turisti le peculiarità del luogo in cui si trovano, possiamo mettere in moto un meccanismo virtuoso che da un lato offre servizi al visitatore dall’altro fa entrare denaro per mantenere nel tempo quest’immenso patrimonio.

Già negli ultimi anni il flusso dei visitatori è incrementato. La pista Alpe Adria porta, nella bella stagione, migliaia di cicloturisti nel nostro centro storico. Il riconoscimento Unesco è una carta eccezionale da poter giocare. Come pubblico stiamo facendo la nostra parte; se anche il privato comincerà a crederci e a investire, la strada per lo sviluppo economico di Palmanova in tale direzione è già tracciata».