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NoiMv, con i lettori alla scoperta dei segreti di Palmanova 

Una quarantina di iscritti alla comunità di Noi Messaggero Veneto guidata nelle gallerie sotterranee della città stella. Un tour nell’architettura difensiva del gioiello veneziano 

PALMANOVA. La città stellata patrimonio mondiale dell’Unesco nasconde i suoi più bei segreti nei sotterranei, in quelle gallerie un tempo attraversate da arcieri, cavalli e cannoni e adesso abitate solo da piccole ranocchie e perle di ghiaccio. E lunedì 31 luglio, per poche ore, percorse dai lettori del Messaggero Veneto. Per una quarantina di iscritti alla comunità NoiMv, Palmanova e la sua storia non hanno avuto più segreti. Accompagnati dal sindaco Francesco Martines, dal vice Adriana Dan ...

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PALMANOVA. La città stellata patrimonio mondiale dell’Unesco nasconde i suoi più bei segreti nei sotterranei, in quelle gallerie un tempo attraversate da arcieri, cavalli e cannoni e adesso abitate solo da piccole ranocchie e perle di ghiaccio. E lunedì 31 luglio, per poche ore, percorse dai lettori del Messaggero Veneto. Per una quarantina di iscritti alla comunità NoiMv, Palmanova e la sua storia non hanno avuto più segreti. Accompagnati dal sindaco Francesco Martines, dal vice Adriana Danielis e dall’assessore Luca Piani i partecipanti all’evento sono stati guidati nei segreti sotterranei. Ed è qui, nel sottosuolo della città, che si scopre la vera conformazione della fortezza voluta dalla Serenissima, un gioiello nelle sue peculiarità difensive e architettoniche. «Non stupisce che Venezia investì molti soldi», racconta il vicesindaco Danielis.

Viaggio nei segreti di Palmanova: con i lettori alla scoperta delle gallerie sotterranee



Il tour tra le bellezze storiche di Palmanova ha inizio dalla parte più alta della città, il punto panoramico che si affaccia su una delle tre porte, la maestosa porta Aquileia o porta “Marittima”. «Da qui si accedeva al mare. - spiega Piani - Era la via che portava alla “mamma-Venezia”, ingresso dal quale passavano i Dogi e il Provveditore Generale». A rendere tutto più affascinante, la Compagnia d’arme Malleus, il gruppo storico di Palmanova e l’associazione Amici dei Bastioni. Dopo un breve cenno alla nascita della Fortezza, i lettori, muniti di scarpe da ginnastica, torce e mappa, si sono divisi in tre gruppi.

E qui ancora Piani: «Dimostriamo al Messaggero Veneto che siamo bravi a contare. Al mio segnale ci divideremo perfettamente in tre gruppi. Uno, due e tre». Insomma, voto ai lettori per l’organizzazione? Un bel dieci pieno. Ma il bello si fa sempre attendere. Guidati da Fabio Feresin e Augusto Diqual, speleologi del Cai di Trieste, i lettori hanno acceso le torce (i più previdenti hanno portato un caschetto con la luce incorporata) e sono partiti alla volta delle gallerie sotterranee, normalmente non aperte al pubblico.

Qui la vera meraviglia, la scoperta di come i costruttori veneziani riuscissero a scavare dei cunicoli dove trasportare le armi, organizzare delle imboscate ai nemici o far saltare le loro munizioni. E con gli uomini del “Malleus è sembrato davvero di tornare indietro nel tempo. Anche quando qualcuno, incurante dell’altezza delle gallerie, non è riuscito ad abbassarsi in tempo e ha sbattuto la testa. «Un incidente che sarà capitato altre volte a quei tempi», raccontano le guide.

Usciti dai cunicoli, i lettori hanno visto poi il fossato, scoperto i segreti delle mura e sono venuti a conoscenza di quella simbologia numerica che fa da filo rosso alla storia di Palmanova e che si concretizza nel nove, multiplo del numero perfetto: il tre. Tre sono le porte della città, nove le punte veneziane poi replicate da Napoleone, nove baluardi, rivellini e lunette. E se vogliamo credere alle coincidenze, Palmanova è composta da nove lettere e il verdetto dell’Unesco è arrivato il nove luglio. La visita guidata con i lettori? È finita alle nove di sera. Tutto sembra combaciare, forse è solo suggestione. Ma Palmanova è così: magica e suggestiva.