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Via dalla calura I nostri lettori alla Malga Plan

Con “Noi Mv” alla scoperta della struttura gestita da Eliana Pascolo a ranghi ridotti, i visitatori arrivano da tutta Italia

Il viaggio comincia a metà mattina. Gli iscritti all’evento promosso dal Messaggero Veneto per visitare Malga Plan dei Spadovai si ritrovano in viale Palmanova, fuori dalla sede del giornale, pronti a scoprire un angolo speciale della Val Dogna. L’aria di Udine è già bollente, per cui la prospettiva di andare a prendere un po’ di fresco in montagna attira tutti gli aderenti, una trentina.

La strada che da Dogna conduce ai 1.116 metri della malga ha molti tornanti e sembra più lunga di quanto ...

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Il viaggio comincia a metà mattina. Gli iscritti all’evento promosso dal Messaggero Veneto per visitare Malga Plan dei Spadovai si ritrovano in viale Palmanova, fuori dalla sede del giornale, pronti a scoprire un angolo speciale della Val Dogna. L’aria di Udine è già bollente, per cui la prospettiva di andare a prendere un po’ di fresco in montagna attira tutti gli aderenti, una trentina.

La strada che da Dogna conduce ai 1.116 metri della malga ha molti tornanti e sembra più lunga di quanto non sia in effetti, ma l’asfalto è più che buono e all’arrivo a destinazione si resta a bocca aperta. Anche in quota la giornata è tutt’altro che fresca: poco prima di mezzogiorno il termometro segna 27 gradi, ma rispetto all’afa cittadina è tutta un’altra storia. E poi, basta dare un’occhiata al paesaggio circostante per dimenticare il caldo, tra animali al pascolo e resti di strutture legate ai periodi bellici. I partecipanti dell’evento targato “Noi Mv”, curiosi e attenti, dopo una passeggiata nella zona si fanno conquistare dal modo in cui nasce un formaggio di malga.

A svelare i “segreti” sono Ennio Pittino, tecnico caseario dell’Ersa, e il padrone di casa Rino Monego, casaro dell’agriturismo Plan dei Spadovai, di proprietà del Comune di Dogna. Da non molto, ha passato il testimone alla figlia Eliana. Qui c’è un pascolo ridotto a dieci mucche e una ventina di capre. Dalla sapienza di Rino nascono il tradizionale formaggio di malga, ricotta fresca o affumicata e burro, capaci di conquistare il palato di quanti scelgono di scoprire questo fazzoletto della Val Dogna.

«Nell’occasione – precisa Pittino – ho “inquadrato” ai presenti la situazione delle malghe in regione: sono 161 quelle censite, una cinquantina delle quali si occupano anche della trasformazione casearia».

Dietro il bancone, Eliana Monego “vola” tra un’ordinazione e l’altra. La giovane, 26 anni, dal 2014 è la gestrice dell’agriturismo che propone cucina tipica e anche la possibilità di pernottare (ci sono tre camere e nove posti letto). Con l’aiuto anche di mamma Violetta, oltre che di papà Rino, Eliana si occupa dell’attività con energia e giovanile entusiasmo: «Abbiamo clienti da tutta Italia, ma anche tanti stranieri – sottolinea –: provengono da Austria, Germania, Francia e Lussemburgo». E dopo aver gustato un ottimo piatto di spätzle, goulasch con polenta o un dolce, per i partecipanti di “Noi Mv” è tempo di tornare a Udine, portando il ricordo di una splendida esperienza.

«Fare un percorso assieme al Messaggero Veneto mirante alla valorizzazione e alla conoscenza delle malghe è stato un piacere – sottolinea Cristiano Shaurli, assessore regionale alle risorse agricole e forestali –. Il cittadino-consumatore è cambiato, chiede di conoscere prodotti nuovi e di qualità, come per esempio proprio il formaggio di malga: dobbiamo essere orgogliosi di queste nostre risorse e valorizzarle al meglio. La qualità dei prodotti locali e la bellezza del nostro territorio sono carte vincenti per un futuro di grandi soddisfazioni».

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