Menu

Femminicidio di Palmanova. La storia di Nadia, uccisa a 21 anni

La sera del 31 luglio 2017 il fidanzato e collega Francesco Mazzega, di 14 anni più grande, passa a prendere Nadia Orlando dalla casa in cui abita con i genitori. La mattina successiva si consegna alla polizia con il cadavere della giovane in auto. L'avrebbe strozzata dopo la confessione da parte di lei di un tradimento. Una versione che non convince gli inquirenti e che non trova corrispondenza con quanto emerso dall'autopsia



leggi anche:






 

Dieci ore ancora da ricostruire

Anche quanto emerge dall’autopsia non conferma la versione di Francesco. Nadia aveva dei segni sul corpo, ma la morte non è avvenuta per strozzamento, è avvenuta per asfissia da soffocamento. Tra gli oggetti trovati sull’auto c’è un cuscino da divano di colore scuro, lasciato sui sedili posteriori. Prende forma l’ipotesi che Francesco lo abbia usato per coprire bocca e naso e Nadia, impedendole di respirare. Potrebbe essersene servito per uccidere volontariamente (come ipotizzato nel capo d’imputazione formulato dalla Procura) oppure soltanto per farla tacere, finendo però per soffocarla. A sollevare perplessità è anche la presenza di alcune ecchimosi sul corpo della giovane, segno della possibile resistenza opposta alla violenza di Francesco.

Ancora: Francesco durante il primo interrogatorio ha omesso di aver corteggiato e invitato il 30 luglio, giorno prima del delitto, a casa sua per cena un'altra collega . È stata la giovane con cui Mazzega ha trascorso la serata a riferirlo agli inquirenti. L'avevainvitata dopo la lite di sabato con la fidanzata.

leggi anche:

e

L’omicidio di Nadia, la sera prima del delitto il fidanzato ha passato la serata con un'amica

Francesco Mazzega, l'uomo di 36 anni accusato dell'omicidio della fidanzata Nadia Orlando, ha trascorso la sera prima del delitto in compagnia di un'amica e collega di lavoro. È stata lei stessa a riferirlo agli inquirenti, mentre lui non ne avrebbe parlato nel suo interrogatorio. La donna si è presentata spontaneamente dai Carabinieri della stazione di San Daniele del Friuli per raccontare la circostanza dopo aver appreso la notizia del delitto

Ci sono una decina di ore ancora da ricostruire , quelle tra l’omicidio e la confessione. Resta da definire l’ora del decesso (per ora collocata tra le 21 e le 24 del 31 luglio); se la morte è stata istantanea o se Nadia avrebbe potuto salvarsi se fosse stata accompagnata subito al più vicino ospedale. Nella ricostruzione di Francesco (Dopo aver lasciato l’abitato di Vidulis si sarebbe diretto dapprima verso il ponte di Dignano e, dopo averlo percorso tutto, sarebbe tornato indietro. Sarebbe poi andato verso la Bassa friulana e poi fino Trieste, arrivando anche oltre il confine. In quella zona avrebbe fatto più di una sosta, ma al momento non si sa esattamente in quali punti, né per quanto tempo. Più tardi, nelle prime ore di martedì, sarebbe andato dalle parti di Monfalcone dove avrebbe anche fatto rifornimento di gasolio. Poi, messosi di nuovo al volante della sua Yaris, avrebbe raggiunto Palmanova, un paese che conosce piuttosto bene. Infine, di fronte all’insegna della polizia stradale avrebbe deciso di presentarsi spontaneamente agli investigatori») gli investigatori ravvisano diverse lacune. Gli agenti della squadra mobile hanno sequestrato i computer che i due usavano nella fabbrica in cui lavoravano.


 

 


 

 

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro