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Medici in ferie, malati in crisi: è la sanità d'estate

Senza il medico di fiducia la gente non sa cosa fare e se qualcuno piuttosto di rivolgersi a uno sconosciuto rinuncia a farsi visitare, altri non esitano a recarsi negli studi dei supplenti anche a costo di trovarsi di fronte a code e quindi ad attese interminabili. Considerato che le ferie dei medici sono sacre come quelle di chiunque altro, il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Maurizio Rocco, chiarisce che quando il medico si prende il meritato periodo di riposo, i cittadino possono rivolgersi al sostituto, alla guardia medica negli orari stabiliti oppure contattare il personale dell’Ordine professionale il quale non mancherà di proporre i nominativi dei neolaureati che hanno superato l’esame di Stato

 

UDINE. Medici di base in ferie, pazienti spiazzati e in difficoltà. Senza il medico di fiducia la gente non sa cosa fare e se qualcuno piuttosto di rivolgersi a uno sconosciuto rinuncia a farsi visitare, altri non esitano a recarsi negli studi dei supplenti anche a costo di trovarsi di fronte a code e quindi ad attese interminabili.

Considerato che le ferie dei medici sono sacre come quelle di chiunque altro, il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Maurizio Rocco, chiarisce che quando ...

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UDINE. Medici di base in ferie, pazienti spiazzati e in difficoltà. Senza il medico di fiducia la gente non sa cosa fare e se qualcuno piuttosto di rivolgersi a uno sconosciuto rinuncia a farsi visitare, altri non esitano a recarsi negli studi dei supplenti anche a costo di trovarsi di fronte a code e quindi ad attese interminabili.

Considerato che le ferie dei medici sono sacre come quelle di chiunque altro, il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Maurizio Rocco, chiarisce che quando il medico si prende il meritato periodo di riposo, i cittadini possono rivolgersi al sostituto e alla guardia medica negli orari stabiliti. I camici bianchi in procinto di partire, invece, possono contattare il personale dell’Ordine professionale, il quale non mancherà di proporre i nominativi dei neolaureati che hanno superato l’esame di Stato e che si sono resi disponibili a sostituire i colleghi assenti.

Tutto questo mentre la Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) solleva il problema della carenza di posti nelle scuole di formazione dei medici di base. In Friuli Venezia Giulia, al Ceformed possono iscriversi 30 specializzandi all’anno, troppo pochi per fronteggiare i pensionamenti previsti per i prossimi anni.

L’Ordine dei medici

«Se un medico di famiglia va in ferie deve aver nominato un sostituto. Il servizio resta coperto da un altro collega», assicura Rocco invitando i colleghi che per un qualche motivo non trovano il sostituto a contattare la segreteria dell’Ordine dei medici di Udine, in via Diaz, per ricevere dal personale i nominativi dei camici bianchi abilitati e disposti a effettuare le sostituzioni.

«Il servizio non resta mai scoperto per ferie», insiste il presidente sapendo bene che, in alcuni casi, la gente si spazientisce perché nello studio del sostituto deve attendere più del previsto. Il presidente dell’Ordine ricorda che in regione si sta andando verso la costituzione delle Associazioni funzionali territoriali per ampliare il servizio e la presenza dei medici di famiglia. Le prevede la riforma, ma ancora non sono organiche.

I medici di famiglia

«Spesso a sostituire i medici di famiglia in ferie sono i giovani colleghi che frequentano il Ceformed, il corso triennale riservato ai laureati in Medicina che hanno superato l’esame di Stato», spiega il segretario provinciale della Fimmg, Eliano Bassi, ricordando che al corso triennale si iscrive il 20 per cento dei candidati che presentano le domande. Non più di 30 all’anno.
 

Un numero esiguo soprattutto se viene proiettato nei prossimi cinque anni quando molti medici avranno raggiunto l’età pensionabile. «Con i numeri che formiamo ora, in futuro non saremo in grado di fronteggiare la domanda di medici di famiglia – assicura Bassi –, lo conferma il fatto che Piemonte e Lombardia sono già in affanno. Nei prossimi 10 anni quasi il 70 per cento dei medici di famiglia si ritireranno dall’attività lavorativa». In Friuli Venezia Giulia non siamo a quei livelli: «Sentiremo la crisi tra cinque anni, ma i provvedimenti andrebbero presi adesso».
 

La Fimmg chiede, infatti, che «nell’accordo collettivo nazionale vengano previsti i correttivi per affrontare la prossima emergenza. Le Regioni devono pensarci, compreso il Friuli Venezia Giulia». In attesa delle soluzioni possibili, pure Bassi ribadisce che quando i medici di base vanno in ferie nominano i sostituti. Questi ultimi possono lavorare nello studio del collega oppure invitare i pazienti a raggiungerli nelle loro sedi. «Pochi fanno un mese di ferie all’anno – continua –, sappiamo che quando manchiamo una parte dei pazienti ricorre alla guardia medica o al pronto soccorso».
 

Questo perché se da un lato è vero che tra luglio e agosto molta gente lascia i luoghi di residenza, è altrettanto vero che vengono ridotti pure i posti nei reparti ospedalieri. Senza contare che il riposo va garantito pure al personale infermieristico territoriale.


A cascata, insomma, la mancanza dei medici di base ricade sugli altri servizi e viceversa. Se a tutto ciò aggiungiamo gli effetti del caldo, l’aumento del flusso dei pazienti al Servizio di continuità assistenziale che garantisce anche la guardia medica è inevitabile. Nei giorni feriali il servizio di guardia medica funziona dalle 20 alle 8, nei fine settimana dalle 10 di sabato alle 8 di lunedì.

Due domeniche fa, l’ambulatorio aperto all’istituto Gervasutta ha registrato 92 accessi, la maggior parte dei pazienti lamentava sintomi aggravati dal gran caldo. I più sofferenti sono gli anziani, compresi quelli ricoverati nelle case di riposo magari prive di aria condizionata. A questo punto, premesso che le urgenze vengono garantite in tutte le strutture sanitarie, i vari rappresentanti della categoria invitano i pazienti ad armarsi di santa pazienza e a riconoscere che anche i medici di famiglia devono andare in ferie.
 

Il caso Pordenone

 

Anche se segnalazioni ufficiali di disagi all’Azienda per i servizi sanitari del Friuli Occidentale non ne sono arrivate, il direttore generale Giorgio Simon è consapevole che l’effetto congiunto del Ponte di Ferragosto e del caldo di questi giorni «ha messo sotto pressione le guardie mediche e quindi qualche disagio per i pazienti ci può essere stato».
 

Le guardie mediche prestano servizio in concomitanza con la chiusura degli studi dei medici di medicina generale. Il presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Pordenone, Guido Lucchini, è convinto che «come categoria abbiamo affrontato meglio il periodo delle ferie anche grazie alla migliore organizzazione della rete sul territorio rispetto al passato.
 

Oggi, infatti, l’85 per cento dei medici è organizzato in medicina di gruppo», quindi con studi associati dove sono presenti e si alternano più professionisti. «L’associazione – continua Lucchini – conta un minimo di sei medici e questi per le ferie adottano una turnazione e si sostituiscono tra di loro».
 

C’è poi un altro aspetto positivo, sottolinea il referente della categoria, rappresentato dal fatto che in caso di prestazione indifferibile e urgente il paziente può rivolgersi ad altro medico dell’associazione disponibile in quel momento, che può accedere alla sua scheda e, quindi, valutare la cura migliore grazie alla banca dati che mette in rete, nel rispetto della privacy, le informazioni sanitarie.
 

Il consolidamento in alcune realtà degli studi associati li rende ormai un’abitudine per i pazienti che, in caso di necessità, non hanno problemi a rivolgersi a un altro professionisti. Soprattutto per quanto riguarda i medici non associati «se si assentano per più di tre giorni - afferma Lucchini – sono obbligati a mandare un documento in Azienda sanitaria e indicare il nome del collega che li sostituirà. Se invece si assentano per meno di tre giorni, non hanno questo obbligo ma di solito si accordano con un altro medico di medicina generale».
 

Qualora il medico volesse chiudere può farlo anche senza avvisare l’Azienda sanitaria e allora al cittadino non resta che rivolgersi alla guardia medica. Il problema per i cittadini, rileva il presidente dell’Ordine dei medici di Pordenone, c’è in concomitanza dei ponti: un esempio è quello appena trascorso.
 

«Il sabato prima della domenica di Ferragosto alle 10 è entrata in funzione la guardia medica mentre lunedì 14, vigilia della festività, era considerato prefestivo e anche in questo caso la guardia medica si è attivata per sostituire i medici di base». Per quanto riguarda il ponte di Ferragosto il bilancio dei Pronto soccorso del Friuli occidentale (Pordenone, San Vito al Tagliamento e Spilimbergo in particolare) è positivo.
 

«Di solito qualche lamentela si raccoglie sempre – conclude Simon – ma in questi giorni non ne abbiamo avuta nessuna. Non ho segnalazioni di criticità perché i pronto soccorso hanno registrato un minore afflusso».

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