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La storia di Morena, giovane produttrice: «Ho lasciato Mestre per coltivare i campi della mia bisnonna»

Morena Lettig, 36 anni, giovane produttrice di aglio

Mamma a tempo pieno di un "piccolo monello che non mangia il pregiato aglio, Morena racconta come è nata la sua avventura con lo strok resiano. E ammette: "Le difficoltà per aprire un'azienda agricola sono tante: troppa burocrazia mi ha scoraggiato"

NoiMv, viaggio alla scoperta dell'aglio di Resia: tappa 3 - La storia di una giovane produttrice

RESIA. È ritornata a Resia per amore della terra e della “sua” valle. Morena Lettig, 36 anni, oltre a fare la mamma, da qualche anno segue con passione un fazzoletto di terra dedicato alla coltivazione dell’aglio locale, un’attività alla quale dedica molte energie «e che non mi pesa per nulla - racconta - per ...

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NoiMv, viaggio alla scoperta dell'aglio di Resia: tappa 3 - La storia di una giovane produttrice

RESIA. È ritornata a Resia per amore della terra e della “sua” valle. Morena Lettig, 36 anni, oltre a fare la mamma, da qualche anno segue con passione un fazzoletto di terra dedicato alla coltivazione dell’aglio locale, un’attività alla quale dedica molte energie «e che non mi pesa per nulla - racconta - perché lo faccio con il cuore e con entusiasmo».

Morena, originaria della zona, è nata a Venezia mentre a Mestre ha lavorato per alcuni anni nella gelateria dei suoi genitori. Nel 2005, spinta anche da ragioni di cuore, si è trasferita in Val Resia. E, un passetto alla volta, è rimasta folgorata dalla magia della lavorazione della terra. «Già la mia bisnonna coltivava i campi e così, nel 2007, spinta da mia madre ho cominciato a piantare patate e cipolle. Due anni dopo, invece, è stata la volta dello Strok». Dalle sue capacità nasce un aglio in tutta evidenza straordinario, tant’è che gli amici - ai quali spesso regala questi preziosi bulbi - si sono mostrati entusiasti fin da subito.

GUARDA LA MAPPA INTERATTIVA PER LA CACCIA AL TESORO DEI SEGRETI DELL'AGLIO DI RESIA

Oggi Morena condivide un appezzamento di terra con un’altra famiglia e quest’anno ha piantato 2 mila spicchi. «Questa attività non mi costa fatica, perché io adoro stare all’aria aperta - sottolinea la giovane -. Coltivare la terra è una mia passione, in questo modo faccio anche simbolicamente rivivere i miei avi». Domani potrebbe diventare un lavoro? «Perché no - conclude Morena con un sorriso -, a me non dispiacerebbe per nulla». Una prospettiva che potrebbe rendere felice l'Associazione produttori Aglio di Resia - Rosajanski Strok, nata nel 2008 in sostituzione del precedente Comitato e ora formata da 35 coltivatori. La produzione di questo bulbo che si raccoglie a luglio è di 2 tonnellate.

NoiMv, alla scoperta dell'aglio di Resia con i nostri lettori

L’aglio di Resia fa parte dei 9 presìdi di Slow Food Fvg «e ciò - evidenzia Laura Beltrame, consigliere dell’Associazione - ci assicura un’ottima vetrina, ci dà visibilità, al pari della nostra partecipazione biennale al Salone del Gusto». Il sodalizio che raggruppa i produttori locali è presieduto oggi da Vilma Quaglia, che ieri ha aperto le porte della sua casa (e soprattutto la sua cucina) di Stolvizza ai lettori del Messaggero Veneto. «È la prima volta che assaggio questo piatto», racconta Edi Pignoni, di Udine.

C’è chi è arrivato addirittura da più lontano. È il caso di Roberta Tubero, che ha raggiunto Stolvizza da Pordenone grazie a “NoiMv”. Per lei non si tratta di una visita “inedita”, ma di un gradevole ritorno: «Sono già stata qui anni fa e ho colto al volo l’opportunità messa a disposizione dal giornale. Questi posti sono meravigliosi e ho già deciso di partecipare, assieme ad altri amici, alla Festa dell’Agricoltura del prossimo primo ottobre». Oltre al lato paesaggistico c’è anche quello gastronomico. «Sono un’appassionata di cucina - conclude Roberta - e in passato avevo già assaporato l’aglio di Resia. Un prodotto in grado già di colpirmi». Tutti conquistati, quindi, da questa specialità tipica della Val Resia che si caratterizza per digeribilità, aroma e dolcezza. Una delizia da scoprire, che in futuro potrebbe rappresentare una risorsa occupazionale per i giovani della valle.