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Dentro il mondo noir di Giorgio Scerbanenco, il premio che celebra il maestro del giallo

A Lignano la consegna dei riconoscimenti della terza edizione del concorso letterario in ricordo dello scrittore che visse nella località balneare friulana, dove scrisse e ambientò romanzi e racconti. L'udinese Serena Livoni, autrice del racconto "La vecchia del sottopasso", è la vincitrice del premio

LIGNANO. “Era il luogo più vasto che avesse mai veduto, dalla spiaggia che non finiva mai più da una parte, e dall’altra e dietro, la pineta, i campi, il fiume, la laguna di Marano”: è la Lignano di oltre mezzo secolo fa “scoperta” da Giorgio Scerbanenco durante una gita assieme alla sua compagna, Nunzia Monanni, e così descritta in uno dei tanti romanzi e racconti ambientati appunto nella località del Friuli.

Un luogo ancora lontano dai circuiti vacanzieri di massa e per questo “incontaminato”. Scerbanenco se ne innamorò subito, lasciò Milano e vi prese la residenza.
 

Il premio


A 48 anni dall’improvvisa scomparsa dello scrittore, la località balneare friulana ricorda il suo illustre concittadino con la rassegna “Omaggio a Scerbanenco”, organizzata ogni estate dalla Biblioteca (a Lignano sono giunti moltissimi giallisti italiani, da Maurizio De Giovanni a Patrick Fogli, da Antonio Manzini a Valerio Varesi, tanto per fare alcuni nomi...) e, da tre anni a questa parte, c'è anche con un concorso letterario, “Scerbanenco@Lignano”, organizzato dalla famiglia con la collaborazione del Comune e del Messagggero Veneto.


Si tratta di iniziative avviate dall'amministrazione 21 anni fa, quando Lignano ha “riscoperto” il suo illustro concittadino Giorgio Scerbanenco, al quale ha dedicato pure una via (nei pressi del Parco zoo).

Via Giorgio Scerbanenco a Lignano
Via Giorgio Scerbanenco a Lignano


E sabato 2 settembre alle 18.30, alla cerimonia alla Terrazza a mare, durante la quale l'attore Massimo Somaglino leggerà i racconti vincitori, si saprà chi si è aggiudicato l'edizione 2017 del riconoscimento e saranno consegnati i premi.

Ebbene, è l’udinese Serena Livoni, autrice del racconto "La vecchia del sottopasso", la vincitrice della terza edizione del premio Scerbanenco@Lignano.  E tra i premiati della sezione Ragazzi, al terzo posto si è classificata la figlia Elisa Mizza con il racconto "La casa degli specchi".
 

I finalisti


Tre i selezionati della Sezione ragazzi, altrettanti quelli per gli Adulti. Tra i giovani aspiranti giallisti (fra i giurati c'era anche la scrittrice friulana Chiara Carminati) si sono distinti Elisa Mizza, di Udine, con il racconto “La casa degli specchi, Riccardo Corradin, lignanese, con “L’oro che uccide” e Stefano Di Iulio, udinese, autore di “La coppa Gazzaniga”.


Fb-live, ecco l'archivio di Scerbanenco a Lignano Lignano custodisce l'Archivio Scerbanenco: le varie edizioni dei libri, dattiloscritti, lettere, ma anche sceneggiature e alcuni oggetti appartenuti allo scrittore padre del noir in Italia. Ecco il materiale, illustrato da Cecilia Scerbanenco (figlia dello scrittore) e dalla giallista Rosa Teruzzi, intervistate da Oscar d'Agostino in diretta Fb in occasione della rassegna "Omaggio a Scerbanenco 2017"


Tantissimi i racconti giunti per la sezione adulti: tra questi la giuria ha selezionato quelli scritti dall'udinese Serena Livoni ( “La vecchia del sottopasso", clicca qui per leggere ), di Davide Damiani, di Como ("Il bugiardo") e quello di Cesare Barbieri, di Roma ("La vendetta delle palle di neve”) .

I tre racconti sono stati pubblicati, la settimana scorsa, sulle pagine del Messaggero Veneto: sabato a Lignano si conoscerà il nome del primo classificato, al quale andrà anche un premio in denaro (500 euro).
 

Chi era Scerbanenco


Considerato da tutti i giallisti italiani il maestro italiano del noir, Scerbanenco era nato a Kiev nel 1911. Giornalista, scrittore, direttore di testate femminili negli Anni cinquanta e sessanta, per la molteplicità di opere che ha scritto è spesso paragonato al collega Georges Simenon.

Romanzi e racconti tra il giallo e il rosa, ma anche noir molto forti, legati soprattutto all'ultima fase della sua carriera.


Nel 1963 pubblica il primo giallo, "Venere privata", con protagonista Duca Lamberti, un medico radiato dall'albo. E' un successo enorme. Inizia a scrivere racconti gialli per La Stampa, Domenica del Corriere e inchieste per Oggi.


Negli anni seguenti scrive altri tre gialli con lo stesso protagonista, Traditori di Tutti, I ragazzi del Massacro, i Milanesi ammazzano al sabato. Scrive anche trame e sceneggiature per il cinema, un progetto che purtroppo non riuscirà a completare.


E cambia completamente la sua vita. Nel 1964 si trasferisce da Milano a Lignano, dove prende la residenza. Ha due bambine dalla sua nuova compagna, la giornalista Nunzia Monanni, figlia di Giuseppe Monanni, direttore editoriale della Rizzoli.

Nel 1968 a Parigi riceve l'ambitissimo Grand prix de la littérature policière. L'anno successivo, il 27 ottobre, Giorgio Scerbanenco muore d'infarto a soli 58 anni.

Giorgio Scerbanenco a Lignano: lo racconta un doc Gli anni lignanesi di Giorgio Scerbanenco, il maestro italiano del noir, raccontati nel documentario "Io, Giorgio Scerbanenco", di Marco Alessi e Stefano Campanoni, del 2010. Ecco il trailer del doc, pubblicato su youtube

 

Le opere in Friuli


Nella località friulana Scerbanenco ha ambientato alcuni romanzi, La sabbia non ricorda (Rizzoli 1963), e Né sempre, né mai (Sonzogno 1973). Ma Lignano e il Friuli fanno anche capolino in Al mare con la ragazza (Garzanti, 1974), in Dove il sole non sorge mai (Garzanti, 1975) e in Al servizio di chi mi vuole (Longanesi, 1970).

Non solo romanzi, ma anche tanti racconti, un genere molto congeniale allo scrittore, in quanto la costruzione narrativa porta sempre ad un esito finale imprevedibile.


E’ in questi che Scerbanenco ricambia l’affetto della località friulana che lo aveva accolto.

Lignano fa da sfondo a tante storie, molte delle quali sono state incluse nell'ormai introvabile raccolta Il Cinquecentodelitti (Frassinelli, 1994), ma anche nei racconti lunghi pubblicati da Rizzoli: "Warum, perché", "Emanuela e la vipera", "Si balla sul fiume", "Uomini ubriachi al sabato sera" e "Accecante viaggio in un altro pianeta" (quest’ultimo apparso su Annabella nel 1962).


A questi  bisogna aggiungere il praticamente inedito Matrimonio alle quattro, anch’esso pubblicato su una rivista negli anni Sessanta.

In queste pagine appaiono il mare, la pineta, ma anche il luna park, i ristoranti sul mare, la laguna di Marano, le foci del Tagliamento che fanno da sfondo, spesso, a tormentate storie d'amore, ad angoscianti vicende di suspance e mistero.

In Scerbanenco, come scrisse Oreste del Buono, "c'è molto amore, senz'altro, ma c'è anche molto orrore. C'è l'intrigo, il miscuglio, il caos contraddittorio e coerente che animò l'eccezionale macchina da scrrivere che fu lo scrittore".

Lignano, come la sabbia, non dimentica Scerbanenco. Non solo per via degli incontri estivi e del premio letterario.

La Biblioteca ospita infatti l'archivio dello scrittore, che comprende  - oltre a dattiloscritti originali, documenti e libri - anche oggetti appartenuti allo scrittore, come la macchina da scrivere.

E nella località balneare vive pure la figlia Cecilia, anima degli eventi estivi, e memoria storica della famiglia. "E' stata Lignano a ispirare mio padre e a farlo diventare uno scrittore di noir - racconta Cecilia, che rievoca i luoghi, molti dei quali oggi scomparsi - E' il caso della rotonda a Sabbiadoro: qui è nata una delle scene più belle di Al mare con la ragazza".

 

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