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Scandalo vaccini, Petrillo sotto accusa anche per peculato

La Procura di Udine amplia le ipotesi di reato per l’assistente sanitaria al centro della vicenda

TREVISO. Emanuela Petrillo, 31enne assistente sanitaria di Spresiano, finita al centro dello scandalo vaccini, che ha lavorato anche al Distretto sanitario di Codroipo dal novembre 2009 al dicembre 2015, è ora accusata anche di peculato dalla Procura di Udine che ha inviato le richieste di incidente probatorio sui campioni di sangue prelevati da pazienti che avevano effettuato la profilassi con l’assistente sanitaria, esame irripetibile e fondamentale per accertare se risultano vaccinati o m ...

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TREVISO. Emanuela Petrillo, 31enne assistente sanitaria di Spresiano, finita al centro dello scandalo vaccini, che ha lavorato anche al Distretto sanitario di Codroipo dal novembre 2009 al dicembre 2015, è ora accusata anche di peculato dalla Procura di Udine che ha inviato le richieste di incidente probatorio sui campioni di sangue prelevati da pazienti che avevano effettuato la profilassi con l’assistente sanitaria, esame irripetibile e fondamentale per accertare se risultano vaccinati o meno.

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Finora la Procura di Udine aveva contestato solamente le accuse di omissione di atti d’ufficio, cioè di adempimenti obbligatori a un incaricato di pubblico servizio, punito con la reclusione da sei mesi a due anni, e di falsità in certificazioni, che prevede invece pene comprese fra i tre mesi e i due anni.

Ora è scattata anche l’accusa di peculato, l'ipotesi del peculato perché, entrata nelle disponibilità dei vaccini, cioè di un bene dello Stato, la Petrillo lo avrebbe poi distrutto o utilizzato in altro modo, traendone profitto e arrecando un danno all’azienda sanitaria.

«Stiamo terminando l’acquisizione degli atti e, a breve, il nostro ufficio sarà in grado di assumere una determinazione. La prima ad averne notizia, naturalmente, sarà la difesa», aveva spiegato poche settimane fa il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo.

Le analisi dei prelievi, 200 in tutto, disposti dalla Procura saranno dunque eseguite nella forma dell’incidente probatorio, ossia con periti nominati dal giudice e contraddittorio tra le parti.

Dal novembre 2009 al dicembre 2015 Petrillo prestò servizio al Distretto di Codroipo, successivamente venne trasferita al dipartimento di igiene pubblica della Madonnina, dell’Usl 2 Marca Trevigiana, dal 25 gennaio 2016 fino all’8 giugno 2016.

Sul registro degli indagati, per ora, l’unico nome iscritto è il suo. Di colei che, secondo l’accusa della Procura, ha ingannato decine e decine di genitori, non effettuando le iniezioni ai loro bambini.

Il pm Claudia Danelon, titolare del fascicolo, l’ha iscritta lo scorso 8 maggio, ipotizzando in un primo tempo i soli reati di omissione di atti d’ufficio e di falsità in certificazioni. Il pm, ora che gli atti sono confluiti in un unico procedimento, ha deciso di contestare anche il peculato, punito dal codice con pene variabili da quattro anni a dieci anni e sei mesi di reclusione.

La decisione di unificare i due fascicoli, quello di Treviso e quello di Udine, era stata accolta con favore dal difensore della Petrillo, avvocato Paolo Salandin.

«È una richiesta che avrei presentato io stesso», aveva commentato il legale, «il principio del reato continuato, ammesso venga accertata una colpa, è giusto, visto che le contestazioni sono le stesse».

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