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Con i nostri lettori alla scoperta di Udine: ecco il risveglio e i 5 sensi della città di “U”

La pioggia e la sveglia all'alba non hanno scoraggiato più di 60 iscritti alla comunità NoiMv. Guidati da Paolo Medeossi e accompagnati dalle letture di Alessandro Venier, i lettori hanno camminato per le vie del capoluogo friulano scoprendo i segreti nascosti negli angoli della città

Siamo come turisti che partono per un viaggio lontano e che s’incontrano nel punto di ritrovo previsto, mentre le insegne delle edicole si accendono, i semafori lampeggiano, nessun rumore inquina la levataccia, c’è solo lo scrosciare della pioggerella che si infrange sui teloni che coprono gli stand di Friuli Doc. L’aria fresca entra dalle narici.

Tatto, vista, udito, olfatto e gusto: Udine attraverso i cinque sensi ...

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Siamo come turisti che partono per un viaggio lontano e che s’incontrano nel punto di ritrovo previsto, mentre le insegne delle edicole si accendono, i semafori lampeggiano, nessun rumore inquina la levataccia, c’è solo lo scrosciare della pioggerella che si infrange sui teloni che coprono gli stand di Friuli Doc. L’aria fresca entra dalle narici.

Tatto, vista, udito, olfatto e gusto: Udine attraverso i cinque sensi dei lettori



Decine di lettori del Messaggero Veneto che hanno aderito all’iniziativa NoiMv, riservata agli iscritti alla community, sono pronti sotto la Loggia del Lionello. Un viaggio senza salire su un aereo o su un treno, ma dentro alla città che comincia per “U”. Perché, pur vivendoci, non siamo abituati a camminare con il naso all’insu e a scoprire le meraviglie della nostra Udine.

Ci accompagna Paolo Medeossi, giornalista, autore del libro “La città che inizia per U” (Bottega Errante editore) che conosce Udine nelle pieghe, che snocciola date e dati, aneddoti e tanta storia.

Sapevate che soltanto per tre voti fu scelto il progetto dell’orafo Nicolò Lionello che firmò la Loggia nel 1448? Chissà cosa avremmo se fosse andata diversamente. In alto i Mori, sotto le statue di Ercole e Caco (per gli udinesi Florean e Venturin), e poi i tre leoni marciani della Serenissima; sotto la Loggia, accanto all’ingresso in sala Ajace, i busti di Nicolò Mocenigo, Quintino Sella, Benedetto Cairoli e dei generali Carlo Caneva e Antonio Baldissera.

Con i nostri lettori alla scoperta di Udine: ecco il risveglio e i 5 sensi della città di ?U?,



Il cielo è grigio, gli addetti della nettezza urbana cominciano a pulire dopo la nottata di Friuli Doc, Medeossi spiega, Alessandro Venier legge alcuni brani per farci immedesimare fino a fonderci con “U”. I primi furgoni circolano per rifornire gli stand di Friuli Doc; aprono alcuni bar, siamo in via Rialto, l’ultima delle vie centrali udinesi dedicate alla dominazione veneziana del 1500. Si fanno riferimenti alla cronaca nera che negli anni Ottanta lambì il Palazzo.

Una campana rintocca le sette, la chiesa di San Giacomo è ancora chiusa. I toponimi di questo salotto fanno parlare anche i mattinieri. Meglio Giacomo Matteotti, San Giacomo, Mercatonuovo? “Cicerone” porta l’attenzione sulla “Donna velata”, scultura di Antonio Corradini. È l’unica piazza rimasta intatta dagli anni del boom. In una mansarda sbadiglia una finestra, e fuori si aprono gli ombrelli.

NoiMv, alla scoperta della città che inizia per U. I lettori: "Quanti dettagli nascosti meravigliosi"



Il viaggio continua passando dall’ex mercato del pesce dedicato a Tina Modotti; in via Paolo Sarpi, davanti alla lapide donata alla città nel 1912 dai Mazziniani italiani emigrati in Argentina, a ricordo dello storico, teologo, filosofo e giurista.

Piove a Udine, tanto per confermare i luoghi comuni che vogliono la città di “U” bagnata e fredda. Medeossi ricorda i cantori della città, Renzo Valente, ma anche l'ex calciatore Ezio Vendrame.

Allo storico caffè Caucigh, in via Gemona, Roberto Maurizio e Franco Fiorindo attendono i lettori con caffè e brioche. E Medeossi svela i segreti di alcuni quadri. Tra questi “Il diluvio” di Filippo Giuseppini. Fuori piove. Si torna a casa. E ci si accorge di aver assaporato una “U” mai vista prima d’ora.

Il viaggio è finito, così vicino eppur così lontano.

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