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Contraccezione, in Friuli calano gli aborti ma si ricorre sempre più spesso alla pillola dei cinque giorni

Il maggior numero di interruzioni di gravidanza è a Pordenone mentre un medico su due è obiettore di coscienza. La Cgil chiede un tavolo alla Regione per favorire la prevenzione mentre il Fvg è ai vertici nazionali per vendita della pillola dei cinque giorni dopo. Tra mancanza di educazione sul tema a scuola e uso scorretto dei medicinali, ecco la fotografia della situazione in Friuli



 

Forse vale la pena ricordare che i metodi contraccettivi a disposizione delle donne oggi sono molti, dalla pillola tradizionale, che si assume per 24 o 28 giorni, al cerotto transdermico che si sostituisce ogni mese, all’anello vaginale, anche questo si sostituisce ogni 30 giorni, all’“impianto”, dispositivo sottocutaneo che garantisce una copertura da gravidanze indesiderate per 3/5 anni, alla classica spirale con il rame a quelle a rilascio ormonale. Non dimenticando nemmeno il classico profilattico da abbinare con sostanze spermicide.

 

Il trend evidenziato dal rapporto di Federfarma, e commissionato dal Pd della Lombardia, in tutti i casi conferma un successo. Dalla “pillola del giorno dopo” a quella della “pillola dei 5 giorni dopo”, la storia è travagliata «Quindici anni fa in Francia - ricorda Mario Puiatti, presidente dell’Aied - veniva distribuita gratuitamente nelle scuole superiori in Francia». In Europa è stata destinata alla libera vendita nel 2009. In Italia, sui banchi delle farmacie e richiedibile senza ricetta, è arrivata solo nel 2015.

 

Da allora il “boom”, con poco oltre 16 mila pastiglie vendute nel 2014, ma dietro presentazione di ricetta e con allegato un test di gravidanza negativo, alle 145 mila 574 nel 2015, ricordando che la libera vendita è decollata dopo il 15 maggio di quell’anno.
 

Nel 2016 il trend è aumentato ancora a 200 mila 507. Per quanto i numeri siano importanti, se solo si considera che in Italia ci sono 13 milioni di donne in età fertile, il rapporto con e confezioni di ellaOne vendute dice che viene utilizzata solo dall’1,5% delle donne.

 


Tra le regioni, come detto, spicca il Friuli Venezia Giulia, al primo posto, davanti a Lombardia, 73%, Trentino Alto Adige e Veneto al 70%.

 

Peraltro non essendo nè ellaOne nè Norlevo (la cosiddetta pillola del giorno dopo) farmaci abortivi (in caso di gravidanza sono inefficaci), non si presterebbero nemmeno all’obiezione di coscienza da parte dei farmacisti.

 

L'educazione sessuale dei giovani


I cittadini del futuro sono i ragazzi di oggi. Ed è importante che in famiglia soprattutto ma anche a scuola si parli di educazione sessuale. In Europa, come riporta un approfondimento a cura di Valigia Blu , l'insegnamento della materia varia da paese a paese. Nella maggior parte degli Stati l'educazione sessuale è obbligatoria (in Germania dal 1968, in Danimarca, Austria e Finlandia dal 1970 e nella vicina Francia dal 1998). Fa eccezione l'Italia, insieme ad altri paesi come Bulgaria, Cipro, Polonia, Romania e Regno Unito.
 

(in Germania dal 1968, in Danimarca, Finlandia e Austria dal 1970, in Francia dal 1998

Ricorda di citare la fonte: http://www.valigiablu.it/educazione-sessuale-scuole/
Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it
(in Germania dal 1968, in Danimarca, Finlandia e Austria dal 1970, in Francia dal 1998

Ricorda di citare la fonte: http://www.valigiablu.it/educazione-sessuale-scuole/
Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it

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Contraccezione, Puiatti: "La chiave è l’educazione sessuale dei giovani"

Pordenone, il presidente dell’Aied: il trend sostenuto di vendita, +96% in dieci mesi, una pillola del quinto giorno acquistata ogni due minuti, lascia supporre che «venga utilizzata al di là della finalità per cui è nata, ovvero essere una soluzione di “emergenza”, aprendo il campo a considerazioni su quanto ancora si debba fare sul fronte dell’informazione e dell’educazione sessuale»


Una resistenza alla questione che non viene mai dai ragazzi, come si legge in un articolo di Vice . A fare muro sono le istituzioni, soprattutto i genitori che si preoccupano eccessivamente degli studenti più piccoli.
 

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Una situazione che fa riflettere e che lascia intravedere la parziale (e soprattutto scorretta) conoscenza dei ragazzi del mondo sessuale e soprattutto dei sistemi contraccettivi e di prevenzione.
 

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