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Adsl lumaca? E’ colpa della rete in rame

Gli allacci vecchi minano il segale. Puksic assicura: «Il peggio è passato»

UDINE. La Regione ha investito 120 milioni di euro nella realizzazione dell'infrastruttura di telecomunicazione pubblica più grande d'Italia.

Attraverso l'Insiel ha completato il progetto Ermes partito nel 2014: si tratta di 2600 chilometri di rete che arriva in tutti i municipi e in 86 zone industriali.

A mancare all'appello sono i gestori di telecomunicazione che non investono nelle troppe aree bianche del Friuli Venezia Giulia.

In queste zone la connessione internet o non esiste o viaggia a ...

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UDINE. La Regione ha investito 120 milioni di euro nella realizzazione dell'infrastruttura di telecomunicazione pubblica più grande d'Italia.

Attraverso l'Insiel ha completato il progetto Ermes partito nel 2014: si tratta di 2600 chilometri di rete che arriva in tutti i municipi e in 86 zone industriali.

A mancare all'appello sono i gestori di telecomunicazione che non investono nelle troppe aree bianche del Friuli Venezia Giulia.

In queste zone la connessione internet o non esiste o viaggia a passo di lumaca. «Oggi avere o non avere la rete pubblica fa la differenza», spiega il presidente di Insiel, Simone Puksic.

A suo avviso «per quanto riguarda la velocità di connessione, il peggio è passato».

Stando alle segnalazioni della gente, però, non sembra sia cosi. Perché?

«Gli operatori di telecomunicazione stanno erogando l'Adsl utilizzando l'infrastruttura regionale. La rete pubblica arriva fino alle cabine telefoniche, da dove il privato garantisce il cosiddetto ultimo miglio ovvero il collegamento in rame che porta la connettività nelle abitazioni.

Oggi 40 Comuni stanno ricevendo un servizio internet che consente di navigare da 7 a 20 Mbps per secondo».

È proprio questo il punto: nei comuni serviti da Adsl la velocità massima garantita non viene quasi mai raggiunta.

«Le ragioni sono due, entrambe legate alla rete in rame. Se la rete in rame ha 30/40 anni può essere degradata e quindi compromettere il segnale.

Allo stesso modo va chiarito che i cavi in rame non supportano infinite connessioni: mano a mano che si stipulano più contratti si satura la capacità di trasmissione.

Nei contratti si parla di velocità nominale tra 7 e 20 Mbps. Poi c'è la velocità effettiva che è un'altra cosa.

Come e chi può risolvere questo disservizio?

«L'operatore privato con piani di manutenzione della rete che prevedano la sostituzione dell'infrastruttura obsoleta con nuove tecnologie come la fibra ottica».

E nelle zone bianche dove i privati non hanno interesse a farlo come si risolve?

«Concedendo le risorse della rete pubblica eccedenti il fabbisogno degli enti, agli operatori di telecomunicazioni affinché questi eroghino il servizio agli utenti finali.

Otto i bandi finora pubblicati per complessivi 2.900 km di fibre già concesse sulla rete dorsale e oltre 200 km di rete di accesso nelle zone industriali, dove il servizio sarà attivato non appena completati gli ultimi interventi tecnici dall’operatore concessionario».

Quando si concretizzerà tutto questo?

«Trattandosi di bandi pubblici bisogna seguire un iter che prevede la manifestazione di interesse degli operatori, la presentazione delle offerte, gli studi di fattibilità, la presentazione delle domande di concessione, la pubblicazione del decreto regionale e la stipula del contratto tra gli operatori e l'Insiel. È una procedura complessa».

Ai fondi regionali si sommano i finanziamenti ministeriale?

«In questo caso si tratta di bandi gestiti da Infratel, la società in house del ministero allo Sviluppo economico (Mise) affidati a Open fibra che va a fare gli investimenti nelle aree bianche, grigie e nere del Paese per aumentare la connettività. Il secondo lotto dove è stato inserito il Friuli Venezia Giulia, è in corso».

Una volta assegnato il bando cosa succederà?

«Sarà posata l'infrastruttura che in regione sfrutterà l'esistente sulla quale si innesteranno gli investimenti per completare la rete».

Della rete Fvg wi-fi che ne sarà?

«Il progetto Fvg wi-fi è stato realizzato per sopperire all'assenza dell'Adsl. Abbiamo realizzato 560 HotSpot, tanti i punti con connessione wi-fi, che attraverso la rete pubblica consentono ai privati di scaricare, gratuitamente, fino a 300 mega. Oggi più di 50 mila persone si collegano, soprattutto turisti che intercettano per strada la rete».

Lei ha detto “il peggio è passato”. Siamo sicuri?

«Certamente. Posso dire che negli ultimi 3 anni siamo passati dal 35 al 100 per cento di completamento della rete Ermes, da 25 a 560 HotSpot FVG wi-fi, servizio attivo oggi in 213 Comuni della regione. Senza contare che entro fine anno 300 scuole avranno la fibra ottica».