Quotidiani locali

Scuola, in Friuli i presidi "ribelli": gli studenti saranno liberi di tornare a casa soli

Sui rientri dei ragazzi delle medie accompagnati dai genitori, i dirigenti scolastici di Udine, Pordenone e provincia hanno deciso di agire autonomamente e reputare le parole della ministra Fedeli come un'opinione "non formale". Infatti, i presidi hanno deciso di interfacciarsi direttamente con mamme e papà e valutare la situazione di volta in volta con accordi differenti per ogni istituto. Fa eccezione Ronchi dei Legionari dove è stata applicata la linea integralista dettata dal ministero

UDINE. In Friuli gli studenti delle scuole medie continueranno a essere liberi di ritornare a casa soli al termine delle lezioni. Dopo le parole del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, i dirigenti scolastici friulani sono d’accordo: «Con l’appoggio delle famiglie continuiamo a favorire l’autonomia dei ragazzi».

Ma la materia è complicata e, in mancanza di una circolare ministeriale, i “presidi ribelli” hanno deciso di interfacciarsi direttamente con mamme e papà, istituzioni e l’avvocatura dello Stato. Nel frattempo, però, un istituto di Ronchi dei Legionari ha bloccato le uscite libere. E si è scatenato il pandemonio.


Le scuole a Udine e provincia


«Stiamo valutando attentamente la questione delle uscite al termine delle lezioni alla luce delle dichiarazioni del ministro Fedeli – ha spiegato Luca Gervasutti, dirigente del VI Istituto comprensivo di Udine e presidente provinciale dell’Anp –. C’è da tenere conto che quelle frasi sono state rilasciate in un contesto e con modalità non formali, ma impongono delle riflessioni aggiuntive da parte nostra, sebbene tutti i comprensivi della città si fossero già orientati sulla richiesta di liberatoria alle famiglie». Gli approfondimenti di cui parla Gervasutti chiamano in causa anche l’amministrazione comunale, perché un ingente afflusso d’automobili – per di più nell’ora di punta – potrebbe creare problemi di ordine pubblico. Qualche numero: alla media Manzoni ci sono 590 iscritti, 400 alla Ellero, tanto per citare due casi.

I dirigenti, comunque, incontreranno giovedì gli assessori comunali Raffaella Basana ed Enrico Pizza. «È indispensabile per noi verificare se l’amministrazione comunale è in grado di regolare il flusso delle auto davanti a ciascuna scuola – ha specificato Gervasutti –. Manzoni, Valussi ed Ellero necessitano di un piano organizzativo per gestire un concentramento di quel genere. A quel punto noi faremo le nostre valutazioni, sentendo anche le famiglie».

Gervasutti aggiunge un punto di vista personale: «Consentire l’uscita dei ragazzi senza la presenza dei genitori è la decisione giusta, ovviamente sentito il parere delle famiglie e valutati i rischi del percorso casa-scuola. Questa impostazione ha prima di tutto una finalità educativa: il Ministero di chiede di organizzare l’attività didattica in accordo con le famiglie e da questo punto di vista c’è pieno accordo, anche per indirizzare i ragazzi a una maggiore autonomia».


leggi anche:


 

La linea integralista a Ronchi

C’è anche qualche preside della provincia che sta meditando una politica «prudente» e, in attesa di trovare un accordo con i colleghi, ha ipotizzato una circolare per bloccare l’uscita libera dei ragazzi. Prudenza questa che nell’Isontino si è già tradotta in pratica. E non senza problemi. La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Leonardo da Vinci” di Ronchi dei Legionari, Silvana Schioppa, portando a suo favore numerose sentenze, ha sottolineato nella circolare 72 come a partire da giovedì 2 novembre al momento dell’uscita da scuola «gli alunni dovranno sempre essere presi in consegna dai genitori affidatari o da persone da questi delegati. Al termine delle lezioni gli alunni, accompagnati dai docenti dell’ultima ora, escono dalle aule recandosi nel cortile e raggiungono ordinatamente le postazioni assegnate». Più di una, ovviamente, le lamentele già arrivate alla scuola da parte delle famiglie, che consideravano l’uscita libera una forma di educazione. Ma tant’è, la dirigente Schioppa nella sua circolare precisa che «legalmente non c’è differenza tra un minore di 10 anni e uno di 13, ma tra un tredicenne ed un sedicenne c’è differenza giuridica sostanziale».


leggi anche:


Le scuole a Pordenone e provincia
 

Uscita da scuola in autonomia confermata per mille alunni nelle secondarie di primo grado Drusin, Centro, Lozer e Pasolini. I dirigenti Nadia Poletto, Teresa Tassan Viol, Lucia Cibin e Leonardo Minaudo hanno ribadito che  il patto educativo resta quello stretto con migliaia di genitori sul senso civico, l’educazione stradale e la formazione alla responsabilità. Indietro non si torna.  Dirigenti ribelli, dunque? «L’accordo con le famiglie al momento non è in discussione – ha dichiarato la dirigente Poletto, che non fa marcia indietro –. Terremo in debito conto i suggerimenti del ministro Fedeli, le norme e le sentenze dei giudici su vari casi capitati di incidenti a studenti fuori dalla scuola. La tutela è fondamentale, ma lo è pure l’obiettivo educativo dell’autonomia dei ragazzi». Sono circa 200 gli scolari che escono in autonomia dalla Drusin: altri 50 quelli che salgono sul bus per tornare a casa. «Utilizzano percorsi in sicurezza – ha sottolineato Poletto – e abbiamo raccolto le deroghe firmate dai genitori per l’uscita in autonomia degli alunni».


Nemmeno Teresa Tassan Viol e Lucia Cibin, in via Gozzi e via Zara, cambiano gli accordi con le famiglie. «Il ministro dell’Istruzione ha ricordato una norma nota – è stato il commento delle dirigenti –. Ci atteniamo all’accordo con le famiglie, sentito il parere dell’Avvocatura di Stato. Si sa che il codice civile prevede responsabilità e che andrebbe modificato. Intanto confermiamo la fiducia e la stima per le famiglie e gli alunni». Il dirigente Minaudo conta nella Pasolini circa 300 alunni su 400 con il “pass” dell’autonomia a fine lezioni. «La nostra è una scelta educativa condivisa con le famiglie – ha detto –. L’obiettivo è di favorire l’autonomia e il senso di responsabilità negli alunni, lungo percorsi protetti».


Una possibile revisione dell'accordo


 A Sacile il dirigente Claudio Morotti ha lanciato l’ipotesi di revisione dell’accordo stretto da anni con le famiglie. «A novembre – ha anticipato Morotti nella scuola Balliana-Nievo – porrò all’ordine del giorno del consiglio d’istituto il problema sollevato dal ministro Fedeli per creare un confronto e un dibattito in merito. Al momento i ragazzi continueranno a uscire dalle aule della Balliana-Nievo a Sacile in autonomia». I genitori hanno firmato “liberatorie” o “richieste” depositate e protocollate da mesi nelle scuole secondarie di primo grado. «Il patto non cambia – ha aggiunto Morotti –. Viene esplicitato nel punto 34 del regolamento dell’istituto comprensivo liventino. Vedremo se prenderlo in esame per eventuali aggiornamenti».

Gli effetti dell’uscita da scuola soltanto accompagnati «provocherebbe la congestione del traffico davanti alle scuole – hanno previsto a Pordenone e Sacile i sindacalisti Flc-Cgil –. In via Gozzi a Pordenone, davanti alla Pasolini e alla Drusin ci sono già momenti di ingorgo tutti i giorni, con l’uscita in autonomia, a fine scuola». 
 

Il sondaggio


Il ministro all'Istruzione si è uniformata a una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione che obbliga insegnanti e personale Ata a non lasciare uscire da soli i ragazzini delle scuole medie. Abbiamo lanciato nelle scorse settimane questo sondaggio, rivolto ai nostri lettori. La maggior parte dei genitori non sono d'accordo con quanto stabilito dalla circolare rilasciata dai presidi (oltre il 70 per cento). Qui di seguito potete dire la vostra esprimendo la vostra preferenza. 


©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista