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Al via la stagione sciistica del Fvg, più di sedici piste aperte tra offerte e polemiche

I poli in regione e quelli vicini hanno deciso di aprire anticipatamente. Ma la poca neve e la crisi hanno inciso sul numero di sciatori: in 4 anni persi 82.000 utenti

UDINE. È arrivato il giorno più atteso dagli amanti degli sport invernali. Promoturismo Fvg ha mantenuto la promessa e da sabato 2 dicembre, con una settimana d’anticipo rispetto al calendario ufficiale, gli sciatori possono cimentarsi nelle prime discese. Ad inaugurare la stagione sono i poli di Tarvisio, Ravascletto-Zoncolan e Piancavallo dove si può sciare su più di 16 piste. Insomma un assaggio del sistema neve Fvg che andrà a regime con l’8 dicembre. «Come da calendario apriremo tutti i ...

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UDINE. È arrivato il giorno più atteso dagli amanti degli sport invernali. Promoturismo Fvg ha mantenuto la promessa e da sabato 2 dicembre, con una settimana d’anticipo rispetto al calendario ufficiale, gli sciatori possono cimentarsi nelle prime discese. Ad inaugurare la stagione sono i poli di Tarvisio, Ravascletto-Zoncolan e Piancavallo dove si può sciare su più di 16 piste. Insomma un assaggio del sistema neve Fvg che andrà a regime con l’8 dicembre. «Come da calendario apriremo tutti i poli e per la settimana successiva – promette il direttore di Promoturismo, Marco Tullio Petrangelo – spero arriveremo a una quota del 40 per cento d’innevamento. Fino ad allora, lo skipass costerà la metà».

Così sarà questo questo week end, il 2 e il 3 dicembre, quando apriranno diverse piste per un’anteprima all’apertura vera e propria, il fine settimana successivo. Da lì in poi la stagione correrà via dritta, senza interruzioni, fino a primavera. Se qualcuno esulta qualcun altro storce il naso. Tra i secondi c’è il Comune di Forni Avoltri, costretto anche quest’anno ad aprire il Carnia Arena (uno dei tre impianti federali di biathlon in Italia) con le sue sole forze, lasciato fuori dal circuito di Promoturismo Fvg nonostante le ripetute richieste d’inserimento dell’impianto nell’offerta della Regione.

Il Consorzio delle baite

E c’è, tra gli insoddisfatti, per non dire arrabbiati, il Consorzio delle baite d’Alta quota presieduto dall’imprenditore Alessandro Pedone. L’ente, ancora una volta, si è visto tagliato fuori dalla programmazione invernale al punto da aver scoperto l’anticipo del via alla stagione leggendo i giornali. «Anche quest’anno – denuncia Pedone – alcune piste saranno aperte più tardi rispetto alle altre. La circostanza arreca un enorme pregiudizio ad alcune attività commerciali, che in assenza di innevamento non sono raggiungibili dai clienti. Promoturismo compie certamente molti sforzi – continua Pedone -, ma non riesco a capire la ratio di alcune azioni. Sono settimane che le temperature la notte sono sotto lo zero, settimane che sono aperti gli impianti delle vicine Austria e Slovenia, per non parlare del Veneto, alcuni parzialmente, da questo weekend in buona parte».

Per Pedone «l’apertura a macchia di leopardo, del tutto random, non ha nulla a che vedere con la programmazione. Promoturismo, che gestisce le piste sullo Zoncolan, dovrebbe imparare a vederci come dei colleghi, come dei soggetti attivi che possono mettere a fattor comune le proprie esperienze, considerandosi e considerandoci operatori turistici alla pari, con intenti comuni, parte integrante del medesimo “pacchetto turistico».



Oggi a sentire il titolare della Gsa (3 mila lavoratori a libro paga nel mondo) non è così. A dimostrazione del trattamento, chiama in causa i dipendenti delle strutture aderenti al consorzio, costretti a pagare – pur lavorando in alta quota – lo skipass, «ridotto a 70 euro ma nominativo» denuncia ancora il presidente per poi tornare a guardare, incerto, al futuro prossimo. «Perché a tutt’oggi – svela - non sappiamo se dopo il weekend gli impianti resteranno aperti o meno. Non possiamo quindi accettare prenotazioni per gli appartamenti o le camere, non sapendo se le baite saranno raggiungibili. La situazione – conclude - è davvero surreale».

Dove sciare: ecco gli impianti aperti


 

Crisi e poca neve: persi 82mila sciatori

L’apertura anticipata è di buon auspicio per la stagione invernale 2017/18 che gli addetti ai lavori sperano possa far recuperare qualcuno degli sciatori persi nel corso degli ultimi anni di crisi. La recessione ha spinto infatti molti affezionati a prendersi una pausa dagli sci e l’effetto combinato con le condizioni meteo, non sempre favorevoli, ha portato a un bilancio negativo dei primi ingressi sulle piste. Così gli addetti ai lavori chiamano la strisciata numero uno dello skipass al “tornello” dell’impianto di risalita, che equivale di fatto all’arrivo in gergo turistico e serve a tenere il conto degli sciatori presenti nel dato giornaliero.


 
Negli ultimi quattro anni si sono persi 82 mila nuovi ingressi – dai 589 mila del 2012 si è passati ai 507 mila del 2016 – pari al 14 per cento e salvo una piccola risalita nella stagione 2014/15, la tendenza è stata nel periodo sempre al ribasso. Anche l’anno scorso, quando nonostante un rallentamento la perdita c’è stata, dell’1,7 per cento in termini di primi ingressi al contrario invece delle presenze, che sono aumentate dello 0,5 per cento. Tradotto: gli sciatori sono stati meno ma hanno sciato di più.
 
Promoturismo Fvg si è attrezzata per far fronte al calo. A dire come è il direttore generale Marco Tullio Petrangelo: «Supportando da un lato l’attività delle giovanili della Fisi (Federazione italiana sport invernali), dall’altro tornando a puntare sulle famiglie, grazie a uno sconto del 50 per cento sullo skipass a loro dedicato».
Analizzando le tendenze, il direttore generale sottolinea due dinamiche opposte. «I “nuovi” sport invernali, come lo snowboard e lo scialpinismo, crescono, mentre quelli “tradizionali”, vedi sci alpino e sci di fondo, registrano una contrazione». La ragione sta nel portafoglio. «Lo sci – continua il numero uno di Promoturismo Fvg – è uno sport costoso.
 
 
A maggior ragione se a muoversi è un’intera famiglia (generalmente dedita alla discesa o al fondo). Abbiamo quindi messo a punto diverse proposte, mirate ad abbattere in parte la spesa».
Oltre allo skipass famiglie proposto a metà prezzo, Promoturismo Fvg garantisce anche quest’anno il biglietto gratuito ai bambini sotto i 10 anni (diversamente dalla vicina Pramollo, dove hanno diritto a una riduzione ma non alla gratuità) e ancora conferma tutte le tariffe in essere l’anno passato. Nessun aumento dunque. La scelta ha il suo costo, ma rientra nella politica di riavvicinamento delle famiglie alle piste da sci avviata già l’anno passato dall’agenzia, confermata per la stagione 2017/18 e in parte rafforzata.
 
Con nuove iniziative, come il 17 dicembre, giorno in cui i bambini potranno godere di una giornata sugli sci completamente gratuita. Promoturismo offrirà loro una giornata sulla neve a 360 gradi: dallo skipass al noleggio dell’attrezzatura fino al maestro a disposizione per un’intera giornata. L’effetto di queste politiche, attente al prezzo e alle famiglie, sta dando i suoi frutti. «L’anno passato – sottolinea ancora Petrangelo - abbiamo registrato una ripresa in tutti i poli, salvo lo Zoncolan, che è stato penalizzato dalla neve».

I costi e le offerte

Veniamo ai costi: gli adulti spenderanno per lo skipass stagionale 500 euro (425 in prevendita fino al 3 dicembre), 438 euro (372 in prevendita) gli sciatori senior, nati fra il 1943 e il 1953, infine 315 euro (270 in prevendita) quelli junior, nati fra il 1998 e il 2007. Prezzi che come detto saranno scontati del 35% per le famiglie: l’adulto in questo caso pagherà 325 euro (276 in prevendita), lo sciatore senior 285 (242 in prevendita), quello junior 205 (175 in prevendita). A bazzicare le discese di casa nostra saranno al solito soprattutto sciatori della regione anche se la quota di turisti, specie dai Paesi dell’Est, è in costante aumento.

Il rapporto oggi è di circa 75% a 25%. «Cosa manca per arrivare a 50 e 50? Le strutture ricettive. In montagna – ha sottolineato Petrangelo – abbiamo molte seconde case, ma pochi alberghi». Pochi e in buona parte bisognosi d’interventi. Non a caso, nell’ultimo anno la Regione ha voluto metterci testa e portafoglio. Ai 18 milioni già stanziati grazie al bando per la riqualificazione delle strutture alberghiere, la giunta ne ha aggiunti di recente ulteriori 8 e a bilancio, per l’anno prossimo, ce ne sono altri 4. Totale: 30 milioni per gli alberghi. «Non accadeva da 20 anni», ha rivendicato Bolzonello sottolineando che se da un lato gli impianti sono tutti gestiti dal pubblico (nei fatti, questa, una situazione unica in Italia) c’è bisogno che il privato faccia la sua parte. E in questo senso, le oltre 200 domande presentate sul “bando alberghi” rappresentano una prima risposta in tal senso.


Le promozioni

Ecco quali sono le promozioni previste per la stagione dello scii 2017/2018

- Operatori professionali

-Scuola

-Tesserati Fisi

- Collaboratori (soccorso alpino)

- Residenti zone montane

- Proprietari di seconde case nei pressi degli impianti

- Lavoratori in quota (annuale costa 70 euro)

- Ospiti di alberghi e rifugi raggiungibili solo con gli impianti (gratis)

- Disabili (riduzioni dal 50 al 100%)

- Militari

- Studenti universitari (meno 25%)