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Tutto quello che c'è da sapere sul caso Illy, dall'assoluzione in Corte dei conti al ritorno in politica

L'ex presidente della Regione Fvg, Riccardo Illy, si dice pronto a correre per le prossime elezioni politiche del 4 marzo, non intralciando la candidatura di Sergio Bolzonello a governatore. Lo scenario politico si è modificato con l'assoluzione dell'imprenditore che, dopo oltre sette anni è stato assolto dall'accusa di danno erariale. Abbiamo ricostruito la vicenda giudiziaria, dall'apertura del fascicolo agli altri "guai" della giunta regionale di allora



Non si sfugge al destino. Quello di Riccardo Illy era di riprendersi la scena politica. Imprenditore, 62 anni, ex sindaco di Trieste, ex deputato, ex governatore, Illy ritorna e sconquassa i piani delle elezioni Politiche e Regionali. La condizione necessaria era la sezione d’Appello della Corte dei conti, che ha confermato per lui, e per il suo ex esecutivo, l’assoluzione, rigettando l’ipotesi di danno erariale per la cessione dell’ex caserma della Guardia di Finanza di Tarvisio.

L’effetto è, che palcoscenico politico occuperà adesso Illy? «Mi sento libero di poter tornare a fare politica, una libertà personale e interiore che ho riacquistato», commenta l’ex governatore. Che dunque è pronto a valutare le proposte che arriveranno, o meglio, che fin da subito hanno cominciato a fioccare. C’è chi lo vorrebbe candidato alla presidenza della Regione – da Liberi e Uguali a una componente dei Cittadini – e chi spinge per un seggio, magari al Senato, magari per cancellare lo spauracchio che la sua rentrée faccia implodere un Pd che non scoppia di salute in regione. Lui sorride, soddisfatto, rinnova le referenze a Sergio Bolzonello, ma attende le proposte che gli arriveranno, «per valutarle». Et voilà. Il ciclone è arrivato.

Fvg, assolta la giunta Illy: le tappe della vicenda La Corte dei Conti ha assolto Riccardo Illy, 62 anni, per la vicenda legata alla vendita dell’ex caserma di Tarvisio. L'imprenditore pronto a tornare in politica - Lo speciale


La vicenda

Era il novembre 2010. Sono stati necessari oltre sette anni a Riccardo Illy e alla sua ex giunta per veder archiviato il caso finito sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti. Il fascicolo viene aperto dalla procura regionale della Corte dei conti che cita in giudizio l’ex governatore e il suo esecutivo, con l’accusa di aver “svenduto” l’ex caserma a un prezzo eccessivamente basso.

L’immobile partiva da una base d’asta di 960 mila euro e dopo cinque aste pubbliche andate deserte, viene aggiudicato dalla società Prima all’impresa Steda per 295 mila euro nel 2008. L’allora procuratore regionale, Maurizio Zappatori, chiede la condanna di Illy, degli assessori Gianfranco Moretton, Augusto Antonucci, Ezio Beltrame, Enrico Bertossi, Roberto Cosolini, Franco Iacop, Enzo Marsilio, Gianni Pecol Cominotto e Lodovico Sonego e dell’allora segretario regionale della Regione, Giovanni Bellarosa, al pagamento in parti uguali, in ragione del 10 per cento ciascuno, di 194 mila 600 euro, come risarcimento del presunto danno erariale.

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L’uso di Riccardo Illy come arma impropria è terminato. L’ex presidente della Regione si vede restituita la dignità personale e politica che un procedimento dai tratti bizzarri, non l’unico peraltro, aveva macchiato



L’accusa è di non aver previsto una soglia minima di ribasso per la trattativa privata. Nel novembre 2010 la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti stabilisce che non c’è alcun danno alle casse della Regione, non ritenendo il comportamento di Illy e della sua squadra «gravemente dannoso». Ma Zappatori impugna il verdetto davanti alla seconda sezione d’Appello della Corte dei conti, a Roma, ultimo grado di giudizio per la magistratura contabile. L'11 gennaio 2018 la sentenza che conferma l’assoluzione e sottolinea che la giunta non ha violato una legge regionale del 1971 sulla vendita di beni a privati.

Gli altri guai giudiziari della giunta Illy

Il caso della caserma di Tarvisio è il primo fasciolo aperto dalla magistratura contabile nei confronti dell’esecutivo Illy. Altre due vicende sono impresse nella storia di quel governo regionale. Il primo risale al 2011, è quello delle cosiddette “beautiful exit”, le buonuscite milionarie concesse ai dirigenti regionali. Il secondo, simile al caso del verdetto emesso dalla Corte dei Conti, è del 2011 e si riferisce alla vendita di due ex immobili di proprietà della Regione, uno a Palmanova e l’altro a San Vito al Tagliamento. In quella circostanza, dopo essere arrivato fino in Cassazione, Illy decise di non accettare più incarichi o ruoli politici, a causa di quel «vincolo etico» che per lui ora è rimosso.

Le buonuscite ai dirigenti

Nel settembre 2012, invece, Illy e gli ex assessori chiudono la vertenza sulle “beautiful exit”, anche in quel caso dopo l’appello, presentato dalla giunta. La prima sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Fvg viene depositata a dicembre 2010 e stabilisce la condanna per danno erariale a carico dell’ex governatore, degli ex assessori e degli ex dirigenti Andrea Viero (all’epoca direttore generale della Regione), Michele Losito e Roberto Conte. La Procura generale, guidata da Zappatori, rileva un danno erariale per quasi 6,5 milioni, ridotto in sentenza a 1,5 milioni dei quali 504 mila euro a carico di Illy. In appello, invece, il verdetto viene rovesciato.

Il ricorso all'Europa

Il caso della vendita dell’ex ospedale civile di Palmanova e dell’ex centro zonale dell’Ersa di San Vito al Tagliamento sono molto simili a quello dell’ex caserma di Tarvisio. Perché Illy e i suoi vengono accusati di aver svenduto gli immobili a prezzi troppo bassi, senza aver fissato una soglia minima di ribasso. La Sezione giurisdizionale del Fvg assolve in primo grado l’ex governatore e la sua squadra, ma Zappatori fa ricorso in Appello e la spunta. L’ex esecutivo viene condannato nell’aprile 2014 a un maxi-risarcimento di 700 mila euro. Illy impugna il verdetto davanti alla Cassazione, che nel maggio 2016 giudica il ricorso inammissibile. L’ex presidente nel 2014 dice addio alla politica, tanto da non accettare l’incarico, offerto dal governo di Matteo Renzi, a restare presidente della commissione Paritetica Stato-Regione. Dopo aver letto una sentenza di segno opposto per fatti simili, Illy annuncia di voler studiare un modo per ottenere giustizia, magari in sede europea.

PER APPROFONDIRE: Beautiful exit, Illy assolto | Benefit ai dirigenti, l'ex giunta Illy risarcisce la Regione  | Giunta Illy, maxi-risarcimento alla Regione


L'intervista in esclusiva 

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Gli scenari politici nel Pd e il nome di Illy che piace a molti

Illy allontana l'idea della candidatura alla presidenza del Fvg. E Sergio Bolzonello, “respira”. Almeno ufficialmente, perché poi, sia chiaro, nei corridoi della politica tra il detto e non detto passa un abisso. Certo, in ogni caso, l’endorsement di Riccardo Illy nei suoi confronti segna un punto a favore del vicepresidente che – quantomeno – allontana lo spauracchio di un ritorno del vicepresidente per le Regionali di primavera anche perché – anche qui parliamo sempre di ufficialità – a sinistra soltanto Lodovico Sonego vede nell’ex governatore una figura in grado, da sola, di unire la coalizione.

E non per nulla Bolzonello ha spiegato di essere «davvero molto contento per l’assoluzione di Illy e della sua giunta anche perché vi fanno parte tante persone che stimo e amici, ma soprattutto perché leva ogni ombra a un operato di amministratori seri e competenti: inoltre ho sempre pensato che sia una risorsa tra le più importante per il Fvg e sono onorato di essere un suo amico e estimatore non da oggi». Il vicepresidente, come non bastasse, è convinto «che il presidente Illy saprà dare il suo contributo al benessere e allo sviluppo del nostro territorio come sempre ha fatto e lo ringrazio per l’appoggio che ha voluto manifestarmi».

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Chiusa una vicenda – quella processuale – adesso se ne apre un’altra – politica – perché è arduo pensare che il centrosinistra non voglia provare a sfruttare un nome come Illy. Certo, per riaprire una partita come quella per le Regionali ci vorrebbe una sponda a sinistra che tuttavia, a oggi, è arrivata a intermittenza. Se, infatti, Sonego si dice «felicissimo anche perché la sentenza rende candidabile Illy aprendo un nuovo scenario politico», spegne molti possibili ardori il suo compagno di partito Carlo Pegorer. «Non credo alle figure mitiche – ha detto il senatore –: la politica oggi ha bisogno non di grandi registi, ma di gioco di squadra. Vediamo cosa intende fare ora Illy, ma non basta qualche cena per rimettere insieme il centrosinistra, servono politiche e idee programmatiche. Il centrosinistra del Fvg continua a non fare i conti con la realtà e a rifiutare un’analisi dettagliata e umile di questi cinque anni. Illy ci dica cosa vuol fare, ma non saremo certo noi a sciogliere un simile nodo. È stato un buon sindaco e presidente della Regione, non esente comunque da errori politici madornali, ma il punto resta sempre cosa si vuol fare, a quali mondi si vuol parlare. Il centrosinistra ha bisogno di una profonda discussione, che il Pd non sembra intenzionato a condurre. Ammesso che Illy intenda e riesca a promuoverla, parteciperemo al confronto, ma non mi sembra ci siano le premesse».

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Parole, quelle di Pegorer, non proprio di chi attendeva una sorta di “papa straniero” come Illy per il quale il Pd, o meglio i vertici del partito, stanno invece pensando a un destino nazionale. L’idea che è emersa nelle ultime ore è quella di provare a lavorare su una candidatura dell’ex governatore al Senato. I dem vorrebbero schierarlo all’uninominale, per rendere più competitivo il collegio che comprende Trieste – dove alla Camera potrebbe correre anche Debora Serracchiani per cui però non è escluso un impegno su Udine –, ma resta da capire se, nel caso, non gli verrà garantito il “paracadute” del proporzionale sacrificando, in questo modo, Franco Iacop.
Si vedrà, perché al momento siamo soltanto all’inizio della trattativa. Nel frattempo Illy ha incassato le congratulazioni un po’ di tutti, alleati – presenti e passati – e pure avversari politici per l’esito della vicenda. Il capogruppo Ettore Rosato si è detto «molto contento per l’assoluzione di Illy che ha sempre amministrato, in modo trasparente, nell’interesse dei cittadini e della sua Regione», mentre per il senatore Francesco Russo l’ex governatore «è una personalità ben salda nel campo del centrosinistra e spero possa aggiungere qualcosa all’offerta politica e culturale della nostra area».

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Pollice alto, quindi, per Diego Moretti che ribadisce «la convinzione che Bolzonello sia la migliore candidatura per le prossime Regionali» e Antonella Grim secondo cui «il suo contributo sarebbe certamente un ulteriore punto di forza» per il vicepresidente. Tra gli avversari Renzo Tondo sostiene che è stata «fatta giustizia», Riccardo Riccardi esprime «compiacimenti per l’esito della vicenda», mentre Massimiliano Fedriga pur spiegando che il tutto «non c’interessa, perchè parliamo di casa d’altri» evidenzia come «è sempre una buona notizia quando un amministratore viene assolto: significa che si è attenuto alle norme».
 

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